I coperchi / 002

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(28/08/2010 – 04/09/2010)

Il manifesto di Killofer

Penguin Classics De Luxe Edition: nuova edizione del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels con copertina di Killoffer

Jordan Crane: Vicissitude e Unraveling.

Cercando le ragioni di una polemica che non esiste se non in una nota su Repubblica (una robetta che dice che qualcuno in giro avrebbe detto che si sospetta che forse ecc ecc…), ho trovato questo raccontino di Jessica Soffer. Si chiama Beginning, End ed è stato pubblicato da Granta nella categoria New Voices.

Su Project Syndicate Esther Dyson spiega che il futuro dei motori di ricerca non è nei sostantivi ma nei verbi. Lo sapevo già: da anni mio fratello Sam non fa che ripetermelo.

Da una vignetta su Internazionale scopro che il 24 luglio scorso è morto John Callahan. Aveva 59 anni e da quando ne aveva 21 era costretto su una sedia a rotelle (una brutta storia di guida in stato di ebbrezza). Disegnava vignette impugnando la penna con due mani e faceva cose selvagge che mi facevano ridere. Cose così.

Andrea, che fa uno dei miei blog preferiti, riesuma una storia bellissima. Stavamo per farla anche noi con un MOSSO di carta, ma siamo un po’ lenti.

Un settantenne nero, omosessuale e dislessico. Questa è una descrizione (imprecisissima, ci mancherebbe) di Samuel R. Delany uno tra i più grandi scrittori che la fantascienza abbia mai avuto. Questo tipo, che a vederlo in foto oggi sembra babbo nero, è uno dei padri del cyberpunk, prima (e meglio) di Gibson e Sterling. Ce lo siamo un po’ dimenticato (in Italia è stato, fortunatamente, al centro di una delle ossessioni di Antonio Caronia). Su Nerve, una rivista patinatissima (si può essere patinati senza carta?) che parla esclusivamente di sesso, ho trovato questa intervista: Space Cowboy. Se sei curioso, nei remainder si trova Dhalgren: Un’isola di caos e anarchia, per Fanucci.

Il sito di Internazionale segnala questa raccolta di articoli del New York Times. Sofa Wars racconta lo stato dello scontro tra TV e Internet per impossessarsi delle serate degli statunitensi.

Nel 2001, da questo sito, è giunta una tremenda rivelazione: Fight Club è Calvin & Hobbes. L’ho scoperto vedendo l’ultima immagine di questo post del blog di Forbidden Planet.

Una serata a bere e poi… Un (forse) fumetto di aencre, segnalato da Scott McLoud.

In questa rivista c’è un’intervista a Hayao Miyazaki che, tra le altre cose, dice che lo studio Ghibli sta lavorando al sequel di Porco Rosso. Forse scopriremo perché il pilota che scorrazza con biplani in un enorme naviglio pavese ha quella faccia. Chissà cosa ha fatto a quella strega? (la notizia viene da qui)

E ci ha lasciato Satoshi Kon. E’ stato autore di film bellissimi come Tokyo Godfathers, Paprika, Millenium Actress e Perfect Blue. Ci ha lasciato con queste parole.

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2 Risposte to “I coperchi / 002”

  1. gio Says:

    ho iniziato a leggere la roba scritta da Kon, ma mi sono fermato qasi subito, sono troppo sensibile.

    Un maestro che poteva dare ancora tanto… davvero un dispiacere.

  2. sparidinchiostro Says:

    Sullo stesso blog, nel post successivo credo, c’è l’elenco dei 100 + 100 film d cui kon parlava più spesso con i suoi collaboratori. Non dovrei dirlo ma sono giorni che il torrent non ha pace. Vedere le cose che lo hanno influenzato mi sembra un buon modo per omaggiarlo e per farmi del bene.

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