Se anche tu come me hai un sacco di amici che si ostinano a non capire l’assurdo amore che muovi verso Milano, sappi che ho trovato la soluzione a questo annoso problema e sto per fartene dono. Continua a leggere.

Una bella tosa
Giancarlo Ascari, che si firma Elfo ed è un fumettista di quelli bravi, e Matteo Guarnaccia, che è uno studioso dell’underground milanese e non solo, hanno costruito un libro che si chiama Quelli che Milano. Lo pubblica Rizzoli Bur e ha una grafica che qua è là ricorda molto “The Believer”, la rivista di Vandela Vida. Il libro è una mappa – incongrua e sgangherata – di storie meneghine. E’ uno di quei volumi che possono essere letti dall’inizio alla fine oppure aprendoli a caso, magari facendosi suggestionare dai lemmi apparentemente in ordine alfabetico ma, in realtà, affastellati a gusto.
Il libro raccoglie storie, leggende, memorie, illustrazioni, qualche fumetto e un sacco di racconti goduriosi.
Sono ossessionato, in questi giorni, da una storia del fumetto e di Milano che mi piacerebbe scrivere e questo libro mi serve tantissimo. Sfogliandolo ho scoperto (o riscoperto, ma poco importa) che il tipo che ha dato il nome al liceo che ho frequentato era una sorta di Albert Hoffman lombardo, che John Cage ha suonato a Lascia o Raddoppia, che Primo Moroni era un campione di ballo, che i riassunti dei film in due righe del quotidiano “la Notte” erano, oltre che geniali, in rima baciata, che Giovanni Gandini ha fatto un giornale beat, che all’idroscalo ci atterrava davvero Porco Rosso col suo idrovolante, che Umberto Simonetta diceva che Milano era “una città destinata a diventare Francoforte ma dirottata invece verso Salonicco”, che Ivan Della Mea ha diretto l’istituto Ernesto De Martino, che Gianni Sassi invitava a dipingere “di giallo il tuo poliziotto” e che le librerie Feltrinelli vendevano quelle bombolette spray, che Porta Venezia si chiamava Porta Tosa per ottime ragioni, …
Natale si avvicina. Ecco il regalo che farò agli amici.
Cerca di godertelo anche tu.
Etichette: elfo, matteo guarnaccia
29 novembre 2010 alle 09:23
Ancora meglio, John Cage si è presentato come concorrente nella veste di esperto di funghi. Grazie del regalo.
29 novembre 2010 alle 12:46
Putroppo dell’impresa cageana restano delle foto ma non il filmato; peròne è abbastanza nota la trascrizione di una conversazione fra Cage e Mike Bongiorno:
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M. B. Bravissimo, bravo bravo bravo bravo. Bravo bravissimo, bravo Cage. Be’, il signor Cage ci ha dimostrato indubbiamente che se ne intendeva di funghi, perché con le domande che gli abbiamo fatto questa sera c’era di che sudare. Quindi non è stato semplicemente un personaggio che è venuto su questo palcoscenico per fare delle esibizioni più o meno strambe di musica strambissima, quindi è veramente un personaggio preparato. Lo sapevo perché mi ricordo che il signor Cage ci aveva detto che abitava nei boschetti nelle vicinanze di New York e tutti i giorni andava a fare le sue passeggiate e a raccogliere funghi, ed ecco dove ha imparato la sua materia.
J. C. Un ringraziamento… a funghi, e ringraziamento alla Rai, e ringraziamento a tutti genti d’Italia…
M. B. A tutta la gente d’Italia. [applausi ] Bravo signor Cage, arrivederci e buon viaggio, torna in America adesso o resta qui? Do you go back to United States or you stay here? Ah! Ritorna di nuovo, ho capito.
J. C. …mia musica resta.
M. B. Ah! Lei va via e la sua musica resta qui, ma era meglio che la sua musica andasse via e lei restasse qui. [risate e applausi ] Arrivederci signor Cage, arrivederci e buona fortuna a tutti con Lascia o raddoppia.
29 novembre 2010 alle 17:02
Cows, Ipo: grazie. Dovreste conoscervi (in realtà già vi conoscete: cows è il musico che ho sbronzato con un cuba libre a casapasini; ipofrigio era il critico di musicajazz che stava sempre in casapasini). Abbracci
29 novembre 2010 alle 21:31
sbronzato con un cuba libre!?
29 novembre 2010 alle 21:32
uno?
29 novembre 2010 alle 23:17
Giuro: uno. Ed era anche in bicchiere piccolo.
(cows: difenditi)