Posso smettere quando voglio

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Alla fine, chiedendo aiuto a tutti, ho estratto la lista dei 10 fumetti porno che dovresti leggere. Per finire qua dentro quelle storie devono avere le seguenti caratteristiche:

  • devono mostrare esplicitamente di atti che coinvolgono i genitali (senza usarli si può fare del sesso magnifico, lo so, ma diventa complesso spiegare le motivazioni dell’annessione del singolo fumetto a questo elenco)
  • le vignette in cui succede sesso devono essere più di quelle in cui non succede
  • devono avermi turbato parecchio
  • è fondamentale che io li abbia letti
  • è necessario che me ne sia ricordato

L’elenco, chiaramente, non è né completo né esaustivo. Tocca di accontentarsi. Eccolo. Occhio che ci sono un sacco di spoiler e questi sono porno che, a volte, si leggono anche per la storia.

1. Le 110 pillole di Magnus

Copertina delle 110 pillole di magnus

Un campionario di sessualità noiosa. Hsi Men scrocca a un vecchio 110 pillole afrodisiache. Dovrebbe prenderne “mai più di una e una ogni luna”. Il giovane signore cinese esagera e inizia a diventare schiavo della propria sessualità. All’inizio è anche divertente: con l’aiuto chimico di questo antico viagra, Hsi-Men riesce a soddisfare sette mogli e svariate amanti (e il catalogo delle posizioni è meraviglioso). Poi, imprigionato in un immaginario che lo schiaccia, l’uomo inizia ad annoiarsi e a cercare nuove forme di soddisfazione. Finisce male.

2. Birdland di Gilbert Hernandez

Copertina di birdland di Beto Hernandez

Cosa succede quando gli stereotipi della pornografia (l’immutabile script degli amplessi sempre uguali) finisce nelle mani di un genio? Qui dentro ci sono tutte le robe che odio e schifo del porno. Ma ‘sta roba non riuscirebbe a essere reazionaria neanche se la gettassimo in bagno criogenico e la scongelassimo dopo secoli.

3. Black Kiss di Howard Chaykin


Qualche anno fa, su un libro che si chiama “Spari d’inchiostro: appunti per un canone del fumetto”, scrivevo di Black Kiss:

Sono un dannato perbenista e credo che la pornografia sia spregevole. Trovo insopportabili quelli che raccontano l’importanza rivoluzionaria del fiotto di sperma, il potere di liberazione sociale della reiterazione di performance sessuali meccaniche e la carica eversiva dei cazzi turgidi e degli ani elastici. Odio i cultori di Rocco Siffredi e gli intellettuali che devono trovare nel lavoro una risibile giustificazione alle proprie pratiche masturbatorie (non quelle intellettuali: quelle per il gusto, quelle per cui nessuno dovrebbe mai sentire il bisogno di giustificarsi).
E mi piacerebbe chiudermi nell’accogliente certezza della mia sicumera se non fosse, come sempre, per qualche fumetto, come Necron di Magnus o Black Kiss di Howard Chaykin.
Black kiss è pornografico. Fin dalla prima pagina. Fin da quella segreteria telefonica a nastro (tecnologia del secolo scorso) che, tra gatti, lacci, cinghie e manette sibila, con voce evidentemente suadente: “Ciao bello… sono Dagmar… e vorrei tanto succhiarti il cazzo… vorrei tanto parlare con te ma non posso venire al telefono… perché sto mostrando a un fortunato cosa possono fare a un uomo 18 centimetri su un metro e settanta di calore biondo naturale. E dico proprio 18 centimetri. Sono una troietta affamata di sesso, ho le gambe lunghe, gli occhi azzurri e penso solo alle tue dita che mi tengono per i fianchi nel modo che sai… Il dottor Ma-che-sballo mi ha ordinato una dieta ferrea di una tazza di sperma al giorno… e ho tanta sete… perciò lascia il tuo numero e ti richiamerò appena possibile… Non dimenticare sono Dagmar, la ragazza con qualcosa di speciale… Parla dopo il segnale”.
Un fumetto come si deve. Che ti afferra alla prima vignetta e ti trascina per 120 pagine senza mollarti fino alla fine. Nel mezzo solo oscenità.
La parola “osceno” rappresenta l’intollerabile. Il limite raggiunto il quale nessuna legislatura si sente disposta a proteggere l’artista, che a quel punto non fa più arte, ma pornografia.
La definizione di “osceno” è sempre ridicola. Per esempio, negli USA, i tribunali reputano osceno ciò che risponde a tre condizioni:
1. l’opera è scabrosa per sua stessa natura;
2. l’opera rappresenta o descrive in maniera evidentemente offensiva comportamenti sessuali;
3. l’opera è priva di serio valore letterario, artistico, politico o scientifico
Capisci che questo terzetto di attributi presenta tanti e tali margini di ambiguità da divenire il fertilissimo brodo primordiale da cui prende vita la censura.
La definizione di oscenità che preferisco è stata coniata, nel 1913, dal giudice Learned Hand e recita: “La parola ‘osceno’ deve essere adottata per indicare l’attuale punto critico nel compromesso tra candore e pudore, al quale la comunità sia pervenuta oggi, in questa nazione”.
Bellissima ed elegante: il punto di equilibrio tra candore e pudore in un dato contesto.
Black kiss è la lunga passeggiata di Howard Chaykin in bilico sui punti di compromesso della società. E oggi, vent’anni e una rivoluzione digitale dopo la prima pubblicazione di questo fumetto, non ci siamo spostati di un solo centimetro da lì. Figuriamoci 18.

4. Honeybunch Kaminsky di Robert Crumb

Honeybunch Kominsky di Robert Crumb

Una storia di Crumb mi ci voleva proprio. Ricordavo come pornissimi i problemi con le donne, la storia del piedino o quella della ragazza alla finestra (a gurl). Sono andato a rivederli e… niente. La carica erotica stava tutta nella costruzione della storia. A Gurl, addirittura, mostra la masturbazione di una ragazza – brutta – che non si tocca mai: che brividi! Non potendo quindi citare nessuna di quelle storie, mi accontento di questo fumetto (che ho trovato in Carload O’Comics, Kitchen Sink) che almeno mostra scopate e fiotti di sperma. Niente di che, ma sono certo che mi scuserai per il truccaccio.

5. Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie

Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie

Nella top ten del 2008 per Lo Spazio Bianco, mettevo questo fumetto all’ottavo posto e ne parlavo così:

Odio le letture psicanalitiche delle fiabe e amo Alice, Peter Pan e Il Mago di Oz. Ho odiato questi tre volumi mentre li leggevo. Poi però si sono rifiutati di abbandonarmi. Durante l’anno li ho riletti a più riprese e, anche se non posso dire di essere arrivato ad amarli, ho goduto della loro natura di catalogo delle pratiche del sesso, delle tecniche del disegno e degli strumenti del racconto. Alan Moore si dimostra, ancora una volta, un mago, gelido e perfetto, capace di cristallizzare le storie in forme che bisogna ammirare. Da lontano.

6. Necron di Magnus

Necron di magnus

Che ridere!

7. Notte Putrescente di Suheiro Maruo

Notte Putrescente di Maruo

Ne ha parlato a lungo Alessandro di Nocera nei commenti a questo post. Leggi e fidati.

8. Talk Dirty di Matthias Schultheiss

Talk Dirty di Matthia Schultheiss

Un picture book meraviglioso in cui le immagini sono completamente staccate dalle parole. I due codici, iconico e verbale, scorrono l’uno a fianco dell’altro. L’insieme è osceno e perturbante e il racconto procede su binari che difficilmente convergono.

9. Porompompin di Makoto Kobayashi

Il mio fratello lontano Daniele Cauzzi me lo racconta così:

E’ pornissimo, sesso con ogni oggeto, esseri umani, animali, lesbo orge, di tutto, e per ordine di dio, più porno di così non si può.

10. Psychopatia sexualis di Miguel Angel Martin

psychopathia sexualis di miguel angel martin

Così osceno che non sono mai riuscito a leggerlo. Ne guardo qualche pagina e poi lo metto via con un profondo senso di fastidio.

E adesso basta parlare di porno. Si torna alla vita.

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14 Risposte to “Posso smettere quando voglio”

  1. Tiziano Luccarelli Says:

    Post favoloso. Torniamo alla vita normale. Almeno proviamoci.

  2. M.G. Says:

    Magnus…
    M.G.

  3. galletti Says:

    1 sei meraviglioso a vedere sesso dappertutto, come ho già scritto, quanto sei pessimo a elencare “pornografia”. Qui non c’è “nulla” di vagamente pornografico, almeno di ciò che ho letto.
    2Non c’è “Ripple”! Sono costernato. e pensare che ne hai scritto anche tu. O ripple O Manara. E Manara E’ Porno.
    3 Picture book te lo tieni per te. Rettifica subito altrimenti significa che non sai più nemmeno cos’è un fumetto. (Non si intersecano mai…, pirla…)
    4 Incredibile, ma Boris ti sta umiliando, e perdi ai punti persino con Recchioni. CAMBIA ALLENATORE!
    Ciao

  4. galletti Says:

    Ho letto ora in fretta il profluvio dell’altro giorno. Miscuso per averti dato perdente con recchioncino, avevp letto cose sue di là non condividendole ma aprezzandone l’estro (anche se…facile parlare solo di cinema) Fuori casa è uscito di testa, talento e strepiti gratuiti, mi ricorda un pò cassano (che non è un insulto, peraltro, io lo farei giocare sempre, ma bisogna sapere ogni tanto che succede. Riciao.
    E ora tutta l’attenzione ad ale (sai com’è, in fondo ho giocato sull’argomento per tre anni…)

  5. sparidinchiostro Says:

    Gallo: hai fatto tutto da solo.
    Solo tre cose:
    . Ripple me lo sono dimenticato. Colpa mia, ma anche tua che non me lo hai ricordato (e avrebbe scalzato facilmente Maruo)
    . Manara? Oh! Doveva essere roba che valesse la pena leggere. Manara (a parte le robe con Pisu e il primo Bergman) fa merda di mestiere. Merda omologata e standardizzata. Chiediti, coma fa un mio amico, che bisogno hanno le femmine di Manara di rifarsi le tette.
    . definizioni e differenze: sono guarito. Ci ha pensato il mondo. Il fumetto non esiste se non come cluster commerciale.

    baci
    p.

  6. studiopazzia Says:

    Ne ho letti più di quattro (di Poronponpin ho letto solo un tankobon per curiosità). ancora mi chiedo, però, cosa sia davvero pornografico. Concordo nel definire tutti gli albi di questo elenco (almeno nel caso di quelli che ho letto) pornografici. Però mi vien da considerare pornografico anche altri volumi. Per esempio considero pornografico anche altro di Crumb, pur non rappresentando atti sessuali, ma proprio per come mette in scena perversioni personali non tollerabili socialmente.

    SP

  7. sparidinchiostro Says:

    Ciao SP.
    Siccome non sono capace di definire la pornografia, mi sono limitato all’enumerazione di regole iniziale (meccanica del sesso in evidenza per la maggior parte delle vignette). Poi sono certo che la definizione vera di pornografia (quella da dizionario) abbia a che fare con quella di oscenità e là la questione diventa più complessa.
    Porompompin è uscito in formato tankobon in Italia? In che lingua lo hai letto?

  8. galletti Says:

    Ho scritto (in verità TU hai scritto..) O Ripple O manara. Evidentemente Ripple. Era per dire che se volutamente avevi tolto Ripple avendolo tu indicato come antidoto a manara dovevi mettere Manara. Che, a suo modo, E’ più porno di tutta sta rba (hahaha).
    Solo non mettermi in bocca una proposta di Manara e sputtanarmi a gratis. Al massimo mi sputtano da solo con roba peggio…

  9. sparidinchiostro Says:

    Gallo: credo di avertelo già detto. Quando parlo con te capisco metà di quello che mi vuoi dire. Sicuramente per i miei limiti cognitivi (quando lo spazio è piccolo mi tocca muovermi vicino al confine… TUNC), ma anche per il fatto che tu supponi che io mi ricordi tutto quello che ho detto o scritto. Se avessi sentito qualcuno affermare che Ripple è l’antidoto a Manara, avrei pensato “cazzo! ha proprio ragione! ‘sto qui ci piglia”. Mai mi sarei ricordato di averlo detto io.

  10. studiopazzia Says:

    Il mio auto-chiedermi è dovuto ad un mio limite nel trovare esaustive definizioni su argomenti dai confini così labili, non dipende certo dal tuo post così chiaro ed espliucativo.
    Poronpon è uscito per Star Comics, ho letto il settimo volume in italiano e il tuo post m’ha fatto venir voglia di recuperare tutta la serie.

  11. sparidinchiostro Says:

    SP: conosco anch’io porompompin nell’edizione star comics. Siccome non è in formato tankobon, mi sono confuso.

  12. studiopazzia Says:

    MI sembrava strano, dato hai pure postato la copertina di quell’edizione. dici che non è tankobon perchè è stato ribaltatoto? mi sa che sto creando più confusione del dovuto.

  13. Rumtopf, un piccolo segreto « Spari d'inchiostro Says:

    [...] perché la luce non ne scolori il contenuto) pare il vecchio spacciatore di afrodisiaci delle 110 pillole di magnus. Ti parla di sbronze colossali e di quanto sia difficile alzarsi il mattino dopo. Invoca la cautela [...]

  14. A parlar di porno « Spari d'inchiostro Says:

    [...] Dico di non capire il porno ma sembra che non parli d’altro. L’ho fatto qui, qui, qui, qui e qui. Condividi:Like this:LikeBe the first to like this [...]

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