Le arti di ieri

di
  • il risveglio è un’arte
  • il caffè è un’arte
  • guidare l’automobile in città è un’arte
  • prendere il treno è un’arte
  • la conversazione è un’arte
  • il disegno dell’interfaccia utente delle applicazioni è un’arte
  • gestire una riunione con interlocutori difficili è un’arte
  • scegliere dal menù al ristorante è un’arte
  • la risoluzione di problemi è un’arte
  • la fuga è un’arte
  • la lettura è un’arte
  • il karate è un’arte
  • la giusta cottura dei formaggi alla piastra è un’arte
  • bloggare è un’arte
  • il sonno è un’arte

E, il tutto, in sole ventiquattro ore! Non sarò troppo artista?

17 Risposte to “Le arti di ieri”

  1. Tito Faraci Says:

    arte[àr-te] s.f.
    1 Attività dell’uomo basata sul possesso di una tecnica, su un sapere acquisito sia teoricamente che attraverso l’esperienza; in tal senso, coincide anche con un mestiere che richieda un’abilità specifica: a. del fabbro; a. del ferro || a. marziali, tecniche di difesa personale che non prevedono l’uso di armi ma solo abilità fisiche | a regola d’a., alla perfezione | fatto ad a., deliberato, voluto dall’uomo | l’a. del Michelaccio, il non far nulla
    2 Produzione di opere adeguate ai canoni estetici del bello, prevalenti nei diversi periodi storici; l’opera stessa così prodotta (spec. se di tipo figurativo); l’insieme di tali opere di un autore, di un periodo: l’a. del Rinascimento || a. maggiori, architettura, scultura, pittura | a. minori, miniatura, ceramica, oreficeria, falegnameria ecc. | a. sacra, destinata ad arredi, edifici di culto | in a., espressione che introduce il nome usato pubblicamente da un artista e diverso da quello anagrafico
    3 Attitudine mimica e interpretativa: a. drammatica || figlio d’a., figlio di persone che lavoravano nello stesso ambiente, in partic. nello spettacolo
    4 estens. Abilità nel compiere una data azione, anche col valore negativo di artificio: l’a. della seduzione
    5 Dal Medioevo fino alla Rivoluzione francese, corporazione di artigiani, mercanti, professionisti: l’a. degli speziali

  2. Toffi Says:

    Che c’è? non eri riuscito a indispettire proprio tutti?

  3. sparidinchiostro Says:

    Tito: appunto.
    Toffi: appunto.

  4. mabertoli Says:

    In questi giorni sei più magnifico del solito. Questa te la rubo.

  5. Tito Faraci Says:

    Ma difatti, caro Spari. Tu dai un valore al concetto di “arte” che non ha. Prendi la musica, stavolta: sebbene in questo caso quello di bocca buona sia tu, dovrai ammettere che la merda supera la soglia del 90% (99% secondo i miei strumenti di misura).

  6. sparidinchiostro Says:

    Tito: io non do alcun valore al concetto di arte. E’ una parola. Se tutto è un’arte, niente è arte.

  7. Tito Faraci Says:

    Bene, siamo d’accordo.
    Quindi: non meniamocela troppo a definire il fumetto arte, anche perché non gli stiamo facendo un particolare “favore”, e passiamo a questioni più interessanti.

  8. mabertoli Says:

    Se non è interessante la questione dell’arte, anche a proposito dei fumetti, non so che cosa lo sia. Evidentemente Spari la pensa come me, visto che periodicamente vi ritorna.

    Sarà forse più interessante quello di cui parlano quasi tutti gli altri blog di fumetto? “Giovedì al centro sociale Il Piave Mormorava io e il mio amico Pinuccio presentiamo la nostra nuova miniserie di zombie cowboy giapponesi”…

  9. fantakazzemberg Says:

    La discussione su cosa sia arte o cosa non lo sia è un problema che ha provocato forti scontri già dall’inizio del secolo scorso. Ma io domando: cosa vuol dire il fumetto non è arte? L’arte è il prodotto di un artista. Se un artista comunica attraverso il fumetto, fa arte. Poi la farà bene, la farà male… se è molto bravo verra superato dalla sua stessa arte, se avrà anche fortuna diventerà pure famoso.

    Perchè non capisco allora, Faraci, cosa sia arte. E lascia perdere la descrizione del vocabolario che ha solo un valore didattico. Ridurre il concetto di arte solo a quello mi sembra un poco banale.
    A dare ascolto a quello che dici tu la letteratura non è arte, il cinema non è arte, la musica non è arte e via così… oppure, più verosimilmente, in ogni di queste discipline c’è l’arte e la non arte. Poi ognuno è libero di esprimersi al livello che desidera, o che può.

    Vedi Faraci, quando si demonizza l’arte nel fumetto a me sembra di sentire il muratore quando dice che l’architetto non capisce niente, per esperienza ammetto che spesso può essere vero, però senza architetti, sicuramente vivremmo ancora in case quadrate di mattoni con il tetto in paglia. Il lavoro dell’architetto/artista è proprio quello di vedere più in là del semplice muratore, capisco che il muratore non comprenda, ma la colpa non è dell’architetto: è il muratore a essere limitato. Questo non deve banalizzare la sua maestria nel lavoro, ma deve fargli capire che ha dei limiti per lui insuperabili e per questo, attaccare l’architetto è una forma di stupidità gratuita.

    L’ arte è un modo di intraprendere la vita, è un modo di vedere la realtà, è un modo di agire nella società. Il mezzo è un mezzo.
    Poi se un artista è valido o no è altra questione, molto altra.

  10. Tito Faraci Says:

    Caro fantakazzemberg, sono molto combattuto: non capisco, infatti, se tu hai capito tutto il contrario di quel che intendevo o se ho capito io tutto il contrario di quello che mi stai dicendo tu.
    Perché io, vedi, ho detto che definire il fumetto come una forma d’arte non è un errore, a prescindere dalla qualità media dei fumetti.

  11. fantakazzemberg Says:

    Forse ho interpretato male la frase “Quindi: non meniamocela troppo a definire il fumetto arte, anche perché non gli stiamo facendo un particolare “favore”, e passiamo a questioni più interessanti.”

    Se sei del mio stesso parere ne sono felice, non perchè il mio parere sia per forza giusto, ma almeno so di condividere questo pensiero anche con te.

    Ci tenevo a dire che sono Marco Galli, Fantakazzemberg è il nome con cui mi sono registrato in wordpress. Stupidamente non sapevo che sarebbe apparso come nickname, dico questo perchè non mi piace intervenire in un dibattito nascosto dietro a uno pseudonimo.

  12. sparidinchiostro Says:

    Quello che ha scritto “se tutto è un’arte, niente è arte” sono io.
    Ah… non mi piace rimanere anonimo: sono sparidinchiostro

  13. Marco Galli Says:

    “Se molto è arte, poco è arte” … si può continuare all’infinito.
    Il punto è che l’artista fa l’arte, il mezzo è solo uno strumento.

    C’è scritto Marco galli ma sono Fantakazzemberg…

  14. tonno Says:

    Tema ponderoso anzichenò.

    Mi chiedo, forse da sempliciotto: non è che il fumetto è un linguaggio, e in quanto tale permette a un artista (ma anche a un’artista) la produzione di un’opera d’arte? Mentre in mano a un/a deprivato/a verbale origina solo un farfuglio incomprensibile o banale o sgrammaticato, comunque incapace di provocare brividi estetici?

    Per esempio: il cinematografo (come puzza di vecchio sto termine, mamma mia!) diventa arte quando dietro la macchina da presa c’è Kubrick; Renzo Martinelli invece può sforzarsi quanto gli pare, ma al massimo realizza “Barbarossa” (che fa cacare a prescindere dal risibile sotto-testo politico; è che Martinelli è proprio un cane, poveraccio…).
    Allo stesso modo Will Eisner scrive e disegna “Verso la tempesta”, mentre Roberto Galati scarabocchia e impapocchia “Kill Killer” (che comunque a suo modo è un punto di riferimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Kill_Killer).

  15. sparidinchiostro Says:

    Adesso mi viene voglia di scrivere il post “Linguaggi di ieri”.

  16. mabertoli Says:

    Non c’entra niente: com’è questa biografia a fumetti di Zelda Fitzgerald pubblicata dalla minimum fax, di cui si legge tanto?

  17. emanuele Says:

    per me l’arte è quella roba che sta nei musei e che viene venduta come tale nelle gallerie o nelle case d’asta.
    R. Crumb è un autore di fumetti, ma quando espone da David Zwirner diventa un artista.

    l’orinatoio di Duchamp o la merda di Manzoni non ci dicono tanto che tutto può essere arte, ma che il significato di un oggetto cambia a seconda della posizione in cui si trova e dell’uso che se ne fa.

    se uso la Recherche come fermaporte, è sempre un romanzo?

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