Dopo Wally Wood, Ivan Brunetti
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Etichette: ivan brunetti, wally wood
Questa voce è stata pubblicata il 29 maggio 2012 alle 21:35 ed è archiviata in Il Soggiorno di casa Spari. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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30 maggio 2012 alle 09:53
Ivan Brunetti mi sembra più adeguato ai tempi.
Ma Wally Wood quando indica “ben day” che cosa intende esattamente? Retino?
1 giugno 2012 alle 13:57
scusa l’OT, sta per chiudersi l’epopea di John DOE, vedo che c’e’ una spece di congiura del silenzio, a parte questo
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-28/john-antieroe-odia-suoi-173908.shtml?uuid=AbWmtqjF
io credo che JD è una delle grandi novità del fumetto degli ultimi anni che onora la produzione italiana, ne dirai qualcosa almeno tu? a me interessa molto il tuo parere e senzaltro non solo a me, grazie
1 giugno 2012 alle 14:23
Eh?
Credo che John Doe sia cattivo fumetto e mica ho voglia di spiegare perché. Una volta ci ho provato.
http://sparidinchiostro.wordpress.com/2009/09/07/01-perche-non-piangero-la-chiusura-di-john-doe-2/
http://sparidinchiostro.wordpress.com/2009/09/09/02-perche-non-piangero-la-chiusura-di-john-doe-2/
http://sparidinchiostro.wordpress.com/2009/09/10/03-perche-non-piangero-la-chiusura-di-john-doe-2/
http://sparidinchiostro.wordpress.com/2009/09/12/bill-hicks-un-atto-damore-per-tutti/
http://sparidinchiostro.wordpress.com/2009/09/14/il-porcone-di-reiser-un-atto-damore-2/
Mi pare che, da settembre 2009 (quando scrivevo quelle cose), quel fumetto sia peggiorato (e non parlo di personaggi, storie e altre amenità da analisi dei contenuti; dico proprio che in quelle pagine non c’è fumetto: solo dialoghi che scandiscono pagine che fanno finta di essere un paragrafi letterari).