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Ci sei mai stato in libreria Hoepli, a Milano? E’ una delle più grandi (e delle più belle, secondo me) librerie d’Europa. E’ nata quasi 150 anni fa e si sviluppa su più livelli. C’è un piano interrato in cui si trovano i libri di storia, di filosofia e quelli per ragazzi; un pian terreno dedicato alle novità e ai romanzi, ma anche ai libri in lingua; un primo piano, che ho sempre guardato distrattamente (mio problema), dedicato a sport, giochi e tempo libero; un secondo piano per i libri di grafica e di immagini; un terzo piano tutto per la scienza; un quarto piano che non ci sono mai arrivato, perché ci tengono l’informatica… E, sicuramente, qualcosa mi dimentico. Ci vado una volta ogni due o tre mesi e trovo sempre libri bellissimi (della cui presenza nella mia libreria sono assai orgoglioso). Non mi hanno mai fatto uno sconto – mai, neanche in occasione degli eventi promozionali che investivano tutte le librerie del paese – eppure ci sono sempre andato a fare acquisti, da quando mi ricordo, piegandomi anche alla scelta delirante di fissare l’orario di chiusura alle 19.00.
Ecco. Quella libreria bellissima, da lunedì, mette in cassa integrazione i suoi dipendenti (30 librai esperti). Una cosa contenuta che dovrebbe durare solo tre mesi (un’inezia se paragonata a quello che sta succedendo in molte altre aziende di questo paese). Durante questo periodo, la proprietà dovrà trovare una strategia di sopravvivenza che, a detta del “Corriere della sera” di stamattina, potrebbe dover passare per una riduzione della superficie del negozio.
A me questa notizia pare una tragedia.
Etichette: hoepli
5 gennaio 2013 alle 20:06
Anni fa , al secondo piano, ci trovai un volume di proporzioni ciclopiche sulle opere di Gudmundur Erro. Costava molto più di una costata dello stesso peso. Più di una litografia di Gudmundur Erro.
Sono sempre stato un buon cliente e ho sempre goduto di sconti. Spesso mi era concesso di restare ben oltre l’orario di chiusura perchè è noto che compro solo dopo il crepuscolo.
Trenta dipendenti ( librai esperti e bibliofili inguaribili ) strinsero un patto per portare fuori dal negozio, ogni giorno, una porzione del libro di Gudmundur Erro e consegnarla ad un mio messo. Ho ricevuto le ultime pagine oggi. Sto guardando la riproduzione di un quadro – Gameboy – in cui il Booster Gold di Dan Jurgens affianca una opera picassiana, ma non mi sento in paradiso ( il paradiso è un posto ripieno di libri rubati ripieni di roba pop ).
Oltre al danno la beffa: il quarto piano è stato rilevato da Mama ‘s Burger che sta conquistando il centro cittadino ( MacD ha chiuso la sua sede in Galleria ). Un cliente entra alla Hoepli. Compera il Necronomicon tradotto da Paolo Poli ed illustrato da Maramotti ad un prezzo stracciato poi sale di un piano e paga quattro euro ( no dico, quattro euro !) una porzione di patatine del peso di un Diabolik. Pfui.
6 gennaio 2013 alle 12:55
E’ una vera e propria tragedia.
E’ un pò come accorgersi di colpo di non aver più vent’anni ma romai quasi cinquanta ma continuano a piacerti le stesse cose e la vita non t’ha messo di fronte all’invevitabile dolcemente (famiglia, figli, mutuo….) ma di un colpo. Tu ascoltavi i dischi in vinile ed oggi ci sono solo mp3, da piccolo aspettavi le prime trasmissioni rai non prima delle 10 di mattina ed oggi ci sono gnottomila canali che trasmettono a tempo pieno ….
Tu leggevi libri dui carta che avevano un odore che cambiava a seconda del materiale usato e per dove erano stati stoccati i libri, ancor di più se il libro era usato. Oggi sono pixel eterei senza odore o sapore.
E’ il futuro baby ma quante cose si sono perse portandosi con se un pezzo della nostra anima?
6 gennaio 2013 alle 16:00
Nah, Vincenzo. Così diventa nostalgia ed è una roba brutta sporca e appiccicosa. Il mio oggi è meglio di tutti i miei ieri.
6 gennaio 2013 alle 16:36
[...] lui scrive anche cadendo dalle scale « Another one bites the dust [...]