Non appena ho postato l’articolo sui problemi della libreria Hoepli, il mio amico Antonio – su twitter – mi ha scritto: “E la libreria Utopia di largo la Foppa per non chiudere si trasferisce in periferia”.
BAM!
Sorpresona! Non ne sapevo niente. Ho un’amica che lavora in quella libreria e sapevo che nei primi giorni dell’anno sarebbe stata chiusa per inventario. La mia amica non mi ha detto niente dell’imminente trasloco. Adesso so – perché me lo ha detto il “Corriere” – che la libreria si sposta in Città Studi (in via Vallazze, per essere precisi – che è un posto che per me ha un significato affettivo precisissimo).
Mio fratello Daniele, commentando la notizia della cassa integrazione Hoepli, mi dice: “È triste, ma è normale, anche i dinosauri erano animali meravigliosi ma non si sono adattati”.
Adattarsi forse significa diventare un punto vendita Feltrinelli o Mondadori? Brrr… Ridurre la professionalità del libraio al minimo (perché il turn over è un valore), definire pochi format di negozio validi per qualsiasi territorio, centralizzare le logiche di acquisto e approvvigionamento, esporre solo i libri meglio distribuiti e più facili da vendere, per garantirsi il margine operativo lordo più alto. Sempre più difficile trovare un libro sorprendente e inatteso tra gli scaffali e quasi impossibile avere un’indicazione utile da un commesso malpagato e con una data di scadenza da yogurt sul contratto.
Il domenicale del “Sole 24 ore” si è sdoppiato. Ora il dorso che quel giornale dedicava alle cose della cultura si compone di due fascicoletti. Da un lato l’inserto come lo conoscevamo, dall’altro “la Domenica da collezione”, specificamente rivolto ai bibliofili e ai collezionisti di carta.
Quello è il quotidiano della confindustria ed è assemblato da gente che, nella maggior parte dei casi, intuisce meglio di me come (e dove) si muovono i quattrini. Vuoi vedere che il mercato editoriale è diventato una bazzecola tale che, per concentrarsi su un segmento di clientela spendacciona, bisogna ammiccare a chi compra carte odorose di cantina?

6 gennaio 2013 alle 17:12
Adattarsi forse significa diventare un punto vendita Feltrinelli o Mondadori? Brrr…
perché a te risulta che i punti vendita Feltrinelli o Mondadori stiano bene?… io ho paura che no.
6 gennaio 2013 alle 17:23
Ad ogni modo l’amico di Twitter ha una conoscenza sommaria di Milano: via Vallazze, checché se ne pensi, non è certo «periferia» (è a dieci minuti a piedi, per quel che vale, da corso Buenos Aires).
6 gennaio 2013 alle 17:28
Antonio e’ toscano. Via Vallazze e fuori la circonvallazione.Si chiama periferia anche a Milano.
6 gennaio 2013 alle 17:34
Si chiama periferia anche a Milano.
Ma figuriamoci. Capisco però che il termine «periferia» aggiunga alla notizia il pepe di un dramma forse prematuro.
6 gennaio 2013 alle 17:43
Andrea: conosci i dati di vendita di Feltrinelli e Mondadori? Adesso li cerco.
Ipo: Se fuori la circonvallazione non è periferia, mi dici dove comincia? Io abitavo a un Km dal centro storico di Senago e mi hanno sempre detto che sono cresciuto in periferia.
6 gennaio 2013 alle 17:49
ISe fuori la circonvallazione non è periferia, mi dici dove comincia?
Io non lo so, ma ti assicuro che se dici a un milanese che viale Abruzzi è in periferia, ti guarda strano.
Io abitavo a un Km dal centro storico di Senago e mi hanno sempre detto che sono cresciuto in periferia.
E grazie, ma Senago è piccola (e molto cattiva!
6 gennaio 2013 alle 18:20
No, non ho dati certi (a parte la chiusura di Fnac evitata per un pelo) ma non mi pare che si respiri una bella aria neppure nelle grandi catene…
(comunque, in quella zona di milano io parlerei di periferia solo dopo la ferrovia, ossia oltre lambrate a uscire, lì è piena città studi, non certo un’area periferica… sarebbe come dire che l’isola è periferia, la distanza dalla circonvallazione è quella)
15 aprile 2013 alle 08:31
[...] cui ci si dava appuntamento con gli amici non milanesi: “ci vediamo davanti all’Utopia”. Poi si è trasferita in Città Studi. Ci sono passato qualche giorno fa, un po’ per curiosità e un po’ per salutare un’amica che [...]