Questo blog non è morto. Sono solo di umore così nero che scrivere cose leggere da mettere qui mi è difficile. Però mi immagino un paio di affezionati lettori, così affettuoso e meticolosi da essere passati di qui più volte, E mi dispiaccio per la piccola delusione che posso produrre loro. Così mi rivolgo a loro:
Disegnate un ometto.
Prima il busto e poi la testa.
Aggiungete le gambe, divaricate.
E le braccia, protese verso l’esterno.
Inscrivete quel corpo in un quadrato.
E poi, poi in un cerchio.
Ecco.
Se vi cerchio, vitruvio.
31 gennaio 2013 alle 16:33
Un cavillo è un animillo che tritta e galippa. Ricordo che lo raccontò, in un convulso di risa, una mia compagna di liceo che i compagni di classe di mio fratello, un anno + giovani, chiamavano Marilinmonrò perchè aveva gli occhi azzurri e girelle di capelli biondi ed una risata contagiosa. Credo che ora sia chirurgo in zone di guerra.
16 febbraio 2013 alle 20:08
Ccon affetto ti consiglio di non scrivere del tutto. Mi hai veramente deluso.
16 febbraio 2013 alle 20:45
Senza il minimo affetto, Antonio, ti consiglio di andare a fare in culo. Così. Tanto per gradire.