Rassegnati (29112013)

di
Leggere fumetti è sexy

Leggere fumetti è sexy

Parole e Figure:

  • Te lo ricordi Goldfinger? Sono sicuro che tu ti stia chiedendo come hanno fatto a colorare la ragazza dorata. QUI.
  • Le slaccia il reggiseno e muore. Notizie vere dall’America. QUI.
  • Boris racconta il nuovo libro di Jacques Tardi: Io René Tardi, prigioniero di guerra allo Stalag IIB. Per sempre coinvolti: QUI.
  • Jeffrey Lewis racconta la vera storia di Alan Moore in un documentario a budget contenutissimo.
  • Questo è un sito. E che sito! QUI.

Fatti:

  • Con colpevolissimo ritardo segnalo la mostra sulla storia della casa editrice Emme, in Palazzo Reale. Tutte le info da QUI. Dice anche che Topipittori sta per pubblicare questo libro. Lo voglio!
  • Eroi, Poeti, Santi, Naviganti e Intelligenti. QUI.

Suoni:

Sapori:

  • Cavolo nero su fette. Si fa così:
    Pulisci il cavolo nero (via i gambi e foglie ben lavate) e lo metti a bollire in acqua salata.
    Dopo cinque minuti di bolle e vapore hai tutta la casa piena di effluvi (lo stesso odore che nei romanzi polizieschi americani c’è nelle scale dei condomini poveri, abitati dagli italiani).
    Tagli il pane (buono, però) a fette che strofini ben bene, una alla volta e su entrambi i lati, con uno spicchio d’aglio.
    Metti il pane sulla piastra e lo abbrustolisci un po’ (da tutte e due le parti).
    Scoli il cavolo e lo fai a pezzi (usa il coltello: io, che sono un barbaro che non si spaventa di niente, lo stagliuzzo con le forbici.
    Immergi rapidamente le fette di pane nell’acqua di cottura del cavolo.
    Posale sui piatti, versaci sopra un filo d’olio (anche qui, buono, però) e un pizzico di sale.
    Infine, metti il cavolo sopra le fette di pane e servi.
    (Solo per ospiti raffinati.)

Recycle bin:

Umori:

2 Risposte to “Rassegnati (29112013)”

  1. oldboy Says:

    Tanto per rompere le scatole in materia di cavolo nero:

    1. Dalle mie parti la preparazione si chiama “Cavolo con le fette”, giusto per chiarire la preminenza

    2. Il cavolo nero acquista il gusto più pieno solo dopo aver “sentito” il freddo. Quello raccolto prima delle prime gelate non è altrettanto saporito (ma se il freddo non c’è stato… pazienza)

    3. Pulire le foglie vuol dire eliminare la “costola” per almeno 3/4 della lunghezza della foglia, così da consentire di cuocere le foglie per il tempo strettamente necessario (la costola è dura tipo stecca di balena). In altre parole: le foglie si puliscono una ad una. Il cavolo nero non è il cavolfiore o la cima di rapa, rispetto ai parenti della famiglia delle Brassicaceae richiede molte più attenzioni. Ma sa ripagarle in pieno {anche in una ribollita, una minestra di pane, un minestrone invernale, ecc. ecc.}

    4. L’aglio si strofina dopo l’abbrustolimento. Mai visto fare diversamente…

    5. L’olio è bene versarlo anche sul cavolo, senza timore di avere la mano pesante – il piatto è anche una scusa per poter assumere dosi non banali di olio e.v. appena uscito dal frantoio. E un po’ di pepe nero macinato sul momento completa l’opera.
    ;-)

  2. sparidinchiostro Says:

    Lo-ldboy: Ho rispettato solo la 3. La prossima volta mi impegno di più. Giuro.

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