Resiliente e Ugo Fontana

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A Bologna c’è stata la “Children Bookfair” e, nell’ambito di quella manifestazione, Giorgia Grilli e Fabian Negrin hanno curato una mostra di illustrazioni di Ugo Fontana.

Oggi è mercoledì e, come succede una volta su due, su Fumettologica c’è resiliente.

Inizia così:

Ci sono immagini che ti restano addosso. Le guardi velocemente, sicuro che le dimenticherai presto, ed esse, invece, rivelano una persistenza che non ti saresti aspettato.
Settimana scorsa, per esempio, mi aggiravo per i padiglioni della fiera di Bologna, cercando di capire qualcosa dello stato dell’editoria per ragazzi. Per chi, come me, è un lettore curioso di libri con le figure, ma non può definirsi un conoscitore di quegli oggetti, la “children bookfair” che si tiene annualmente in quella città è sempre un’occasione di festa.
Guardiamo quei volumi illustrati in libreria, catturati da un vortice di seduzione, e, quando qualcosa ci stupisce, mettiamo mano al portafogli, sicuri di aver trovato un gioiello.
Poi può succedere che, indagando un altro po’, noi si scopra che quelle idee e quelle soluzioni che ci avevano sorpresi non sono poi così innovative.

Continua QUI.

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5 Risposte to “Resiliente e Ugo Fontana”

  1. coralie Says:

    A Ugo Fontana sono associate le mie estati di bambina in montagna. Presso una zia di mia madre. Nella camereretta dove dormivo c’era una piccola libreria, con un leggìo specificherei, pieghevole, o ribaltabile, non so se ne hai mai visti, sicuramente sì, uno di quegli armadi-scrivania, che credo si usassero tanti anni fa*. Si apriva dall’alto tipo la tavoletta dietro ogni poltroncina in cabina, formava un angolo di 45° da chiuso, mentre quando si apriva, con il resto del mobile, ne formava uno di 105°. In alto sulle mensole, allineati diversi libri, nel senso di di più specie e non nel senso di tanti. Erano comunque molti. Si andava dal sussidiario con copertina pieghevole intatta ma dentro studiato in maniera pulita, ad un Dorian Grey con copertina rigida di colore bordeaux, lo ricordo bene. In mezzo, c’erano insieme a narrativa, manuali e quaderni, anche le fiabe sonore di Ugo Fontana. Erano libri enormi per superficie. E dentro c’era un mondo incantato. In quei libroni illustrati da Ugo Fontana custodisco dei ricordi favolosi, non solo per il genere, ma anche per le emozioni, perché quegli anni sono lontani, lontanissimi, quelle persone non ci sono più e in quelle estati di agosto in montagna, stavo benissimo.

    *sebbene mi sia capitato di recente di scorgerne un modello simile ad IKEA a Paris

  2. mabertoli Says:

    Bellissimo commento.

  3. sparidinchiostro Says:

    Sono d’accordo, ipofrigio. La storia di Coralie è proprio bella

  4. mabertoli Says:

    io non conoscevo Ugo Fontana; il suo stile, dal poco che si vede con Google, mi sembra consuonare con originalità con molta pittura italiana di primo-metà Novecento: Casorati, Morandi, Martini, Severini – non a caso gli ultimi due toscani come lui.

  5. mabertoli Says:

    Non mi preoccupo perché so che sei nel pieno di una serie di noie pratiche, ma sappi che c’è chi passa regolarmente di qui.

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