La compagnia della panca

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corto

Il giovedì sera mi infilo con Tito e con Boris in un’osteria.
Facciamo le solite cose nostre: parliamo, beviamo, litighiamo, ci regaliamo libri, guardiamo le ragazze… Magari non in quest’ordine.

Il nostro tavolo è spazioso e l’oste comprensivo. Allora, arrivano amici e si siedono. E, con loro, parliamo, beviamo, litighiamo, ci regaliamo libri, guardiamo le ragazze…

Tutte queste attività improduttive – e, proprio per questo, irrinunciabili – a volte si traducono in cose più concrete. Per esempio, di recente, ci siamo ritrovati coinvolti in un’operazione editoriale confezionata da Rizzoli Lizard per il “Corriere della Sera“. Una collana di 36 volumi dedicata all’opera di Hugo Pratt. Per questa collana, i miei amichetti e io scriviamo le prefazioni, alternandoci con sistematicità.

Tutti i venerdì, trovi in edicola uno di questi volumoni ben fatti. La collana esce dalla settimana scorsa e il primo volume è stato, chiaramente,  “Una Ballata del Mare Salato”. Da oggi trovi in edicola “Tango” e “Le Elvetiche” con una mia prefazione che inizia così:

Nel 1923, Corto Maltese torna a Buenos Aires alla ricerca di una donna, forse fatale. Non appena il marinaio trova il coraggio di pronunciarne il nome, Louise Brookszowyc, la luna si sdoppia e in cielo appaiono due falci sottili, gialle, crescenti. Potrebbe essere la visione incongrua di chi ha ecceduto nel consumo di alcolici o di chi non sa bene cosa ci sia nella sigaretta che gli è stata rifilata. Oppure, potrebbe essere un’immagine proveniente da un almanacco popolare, uno di quei lunari sentimentali, fitti di previsioni del tempo e oroscopi, che danno il nome a una raccolta poetica di Leopoldo Lugones. O, ancora, potremmo trovarci di fronte a un messaggio di Hugo Pratt, l’autore di “Corto Maltese”, che segnala ai lettori che, da qui in avanti, la storia parlerà di cose antiche, passeggiando nel territorio letterario del doppio.

 

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14 Risposte to “La compagnia della panca”

  1. coralie Says:

    Hai argomenti per sostenere la tesi di tutte e tre i clin d’oeil dell’autore? E a quale conclusione sei giunto?

  2. sparidinchiostro Says:

    Per saperlo devi comprare il libro (o raggiungerci in osteria).

  3. mabertoli Says:

    Se ci viene Coralie ci vengo anch’io, pur non invitato, alla metaosteria.

  4. sparidinchiostro Says:

    No, tu no.

  5. giorginacantalini Says:

    Buona Pasqua e complimenti.

  6. sparidinchiostro Says:

    Grazie, Giorgina. Buona festa anche a te.

  7. mabertoli Says:

    No, tu no.

    «Perché tanto odio?»

  8. sparidinchiostro Says:

    ma se ti amo.

  9. alessandro Says:

    Curiosità: mi sfugge la logica usata per scegliere l’ordine di presentazione delle uscite che riguardano corto maltese!!non un ordine cronologico nè di data di pubblicazione!! mi togli il dubbio?Sempre complimenti per il tuo sito(sempre itelligente)
    Alessandro da PIsa

  10. sparidinchiostro Says:

    La sequenza delle uscite è un compromesso tra rizzoli lizard e corriere della sera. A volte le alchimie delle scelte sono un po’ misteriose. Mica sono sicuro di averle capite.
    Grazie e ciao

  11. alessandro Says:

    Allora siamo in due!!!! L’ordine lo darà chi legge…..
    Alessandro.

  12. alessandro Says:

    Altra curiosità(gia che ci sono): si riesce a capire fin dove arriva la mano di Lele Vianello??? Se ne parla(e scrive) davvero poco… come se fosse una specie di segreto per pochi!!! Se confrontimo ad esempio “Tango” con le opere di Vianello(recenti o meno) le somiglianze sono pazzesche(nel disegno,almeno..)!bisognerebbe far chiarezza e forse anche un po’ di giustizia…..
    Alessandro

  13. quelli che ci finiscono sotto alla panca | bistrot babeuf Says:

    […] ti ha raccontato Paolo il giovedì sera spesso ci infiliamo, con Tito, alla Scighera, Tra le cose nostre che facciamo […]

  14. sparidinchiostro Says:

    Scusami, Alessandro, ho visto il tuo commento sul cell e poi mi sono dimenticato di rispondere.
    Fuga e Vianello erano gli assistenti. Magari erano bravissimi, ma facevano quello che dovevano fare. Nelle opere collettive (anche quando il gruppo di lavoro è molto piccolo) funziona così. John Alcott era bravissimo. Il suo nome me lo dimentico sempre. Faceva il direttore della fotografia dei film di Kubrick.

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