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Rassegnati (190413)

19 aprile 2013
12 Hendrix

Leggere fumetti è sexy

Parole:

  • Thierry Groensteen racconta cose interessanti sull’autoritrato nel fumetto. Su Nouvieme art 2.0. QUI.
  • Paul Gravett ricorda Margaret Thatcher attraverso i fumetti che si sono ricordati di lei. QUI.
  • Richard Kadrey, via twitter, mi fa sapere “The entire run of Omni magazine is online for free”. QUI
  • Wired mi racconta che quella gran pettegola di Siri è la prossima frontiera della profilazione utente. QUI.
  • Matteo Stefanelli parla della prossima uscita di un libro cui tengo tanto: Roy Mann di Tiziano Sclavi e Attilio Micheluzzi. QUI. Settimana prossima te ne parlo più diffusamente (esce il 24 aprile).
  • Diego Cajelli intervistato da Dario Forti di Comicus su Long Wei. QUILa prima domanda di Fonti a Cajelli inizia così “Hai l’occasione di smentire Paolo Interdonato”. L’ho trovato buffo.
  • Lo storico inglese John Foot (corri a leggere il suo libro sul Miracolo a Milano) commenta su twitter la copertura del funerale della Thatcher della BBC: “The BBC deserves everything it gets after that pathetic arse-licking coverage”. Corri a seguirlo su Twitter: QUI:
  • L’invasione delle lumache giganti. QUI e in Florida. (Va be’… faceva ridere)

Figure:

  • Copertina della Donna Insetto di Osamu Tezuka (apparsa, credo, su “COM”) da “Du9, L’autre Bande Dessinéee”. QUI
  • GIF animate da Porco Rosso di Hayao Miyazaki. Vengono dai cartoni animati in bianco e nero che si intercettano nel film. da “Studio Ghibli gifs”. QUI. (non resisto e qua sotto ne inserisco una)

  • Una ballerina di can can disegnata da Paul Pope. Da “snowce”. QUI.
  • E, sempre da “snowce”, la catwoman sexy di Grégoire Guillemin. QUI.
  • Un po’ di pagine di Shhhh di Jason. QUI.
  • Sul tumblr di Fantagraphics ci sono le matite di tre proposte di cartoon politici di Carl Barks (prima di fare i paperi, Barks ha disegnato anche qualche donnina discinta: non è un segreto). QUI. L’ultima vignetta mi mostra un punto di contatto – di nome Ortone – che non avevo previsto tra Barks e Dr. Seuss. Sono cose che mi commuovono.
  • Un set di illustrazioni di Shotaro Ishinomori da Zonanegativa. QUI.
  • Sul blog di “Forbidden Planet” (QUI), ho trovato questo cartoon di Posy Simmonds

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  • E, sempre su “Forbidden Planet”, una pagina di commento alla mostra di Harvey Kurtzman alla Society of Illustrators di New York. HEY LOOK! HERE!

Fatti:

  • Dal 25 al 28 aprile, a Napoli c’è il COMICON.
  • Dal 26 aprile al 16 giugno, allo spazio WOW (in viale Campania 12, a Milano) c’è una mostra sul “Corriere dei Ragazzi”. Il 12 maggio (è una domenica) c’è un incontro con un po’ degli autori che hanno partecipato a quella straordinaria impresa. Ci sono Mino Milani, Grazia Nidasio, Alfredo Castelli, Mario Gomboli, Aldo Di Gennaro, Silver, Adriano Carnevali… Ho trovato le info QUI. Io cerco di andarci.

Carte:

  • E’ uscito uno volume Fandango contenente Tutto Zanardi di Andrea Pazienza. Non so se ci sia tutto-tutto (e, per essere onesti, non credo sia così importante), sicuramente ce n’è abbastanza. Dentro c’è sicuramente Lupi
  • E’ uscito per Hazard il secondo volume di Kagemaru Den di Sanpei Shirato. Ha alcune delle caratteristiche che ti indicano immediatamente il libro da evitare: stampato male, con un inchiostro che invecchia male e tende al rossastro, su carta scelta male. Però devi comprarlo lo stesso. E’ una storia potentissima, fumettata da un gigante, e – per quanto ne so – + anche l’unica edizione, in una lingua intelligibile, di quel fumetto.
  • In libreria ho trovato Zio Boris edito da Panini Comics. Stupore per il fatto che l’editore modenese, dopo il successo delle raccolte di Peanuts di Charles Schulz, abbia deciso di raccogliere, in un volume orizzontale cartonato e con sovracoperta, una striscia italiana. Zio Boris, nato sulla rivista “Horror” di Gino Sansoni e proseguito sul “Corriere dei ragazzi”, è di Alfredo Castelli, Carlo Peroni e Daniele Fagarazzi. In chiusura del libro ci sono anche tutte le strisce dell’effimera striscia La vecchia casa oscura di Castelli e Silver. 290 pagine per una ventina di euro.
  • Sono usciti anche
    • il primo dei due volumi della prima serie di Batman Inc. di Grant Morrison (RW). Mi dicono sia bello, sfogliandolo mi pare noioso.
    • Seraphim di Mamoru Oshii e Satoshi Kon (Panini). I film di Kon mi piacciono tantissimo e ne avrei visti volentieri altri. I suoi fumetti mi sembrano meno interessanti. Questo è il racconto dello scazzo tra due registi, Oshii e Kon, che si capivano poco ed è pure incompleto.
  • Domani con il “Corriere delle Sera”, c’è il primo volume di una collana dedicata al fumetto di realtà. Si inizia con Persepolis di Marjane Satrapi. Ho firmato la prefazione. Per avere quel libro bisogna allungare €7.90 all’edicolante. I titoli successivi, fino alla fine di agosto, sono:

2) Cronache di Gerusalemme di Guy Delisle 27/04/2013
3) Valzer con Bashir di David Polonsky e Ari Folman 04/05/2013
4) Fax da Sarajevo di Joe Kubert 11/05/2013
5) Quaderni ucraini di Igort 18/05/2013
6) Capire Israele in 60 giorni (e anche meno) di Sarah Gliden 25/05/2013
7) Zahara’s Paradise di Amir&Khalil 01/06/2013
8) Palestina di Joe Sacco 08/06/2013
9) No Pasararan di Vittorio Giardino 15/06/2013
10) La seconda volta che ho visto Roma di Marco Corona 22/06/2013
11) Pyongyang di Guy Delisle 29/06/2013
12) Castro di Reinhard Klest 06/07/2013
13) Gorazde di Joe Sacco 13/07/2013
14) Marzì di Sylvain Savoia e Marzena Sowa 20/07/2013
15) Shenzen di Guy Delisle 27/07/2013
16) Dove la terra brucia di Giuseppe Galeani e Paola Cannatella 03/08/2013
17) Cronache birmane di Guy Delisle 10/08/2013
18) Morti di sonno di Davide Reviati 17/08/2013
19) Bye Bye Babylon di Lamia Ziadé 24/08/2013
20) Diario italiano di David B. 31/08/2013
Le prefazioni sono scritte da me e da Matteo, che ne parla QUI.

Umori:

Pace non cerco, guerra non sopporto
tranquillo e solo vo pel mondo in sogno
pieno di canti soffocati. Agogno
la nebbia ed il silenzio in un gran porto.

In un gran porto pien di vele lievi
pronte a salpar per l’orizzonte azzurro
dolci ondulando, mentre che il sussurro
del vento passa con accordi brevi.

E quegli accordi il vento se li porta
lontani sopra il mare sconosciuto.
Sogno. La vita è triste ed io son solo.

O quando o quando in un mattino ardente
l’anima mia si sveglierà nel sole
nel sole eterno, libera e fremente?

(Dino Campana, Poesia facile)

Lettere antropomorfe

30 novembre 2010

Durante gli anni 70 del secolo scorso c’era “Scacciapensieri” (forse c’è ancora, ma non l’ho più intercettato dopo il massiccio arrivo dei robottoni nipponici). Veniva trasmesso dopo “Protestantesimo” e le “Estrazioni del lotto” nella programmazione del sabato sera dalla Svizzera italiana e noi bambini attendavamo con ansia. Era una televisione povera: aveva dai 2 ai 5 canali, a seconda della regione italiana in cui stavi. Nella provincia nord milanese , oltre ai due canali Rai (il terzo sarebbe arrivato nel 1979), si prendevano male Telemontecarlo e Telecapodistria e dignitosamente  la Svizzera.

La sigla di “Scacciapensieri” era un gioiello. C’era una bestia strana (animata da Bozzetto e Manuli) che cercava di dire il nome della trasmissione, ma falliva miseramente perché strozzato dalle risate. Quella bestia lisergica e intossicata è stato il primo animale antropomorfo eversivo con cui mi sono confrontato. Poi ci sono state le creature di Tex Avery, folli e feroci, e Wyle E. Coyote di Chuck Jones.
Nonostante questa preparazione, quando ho incontrato Squeak the mouse di Massimo Mattioli, non ero ancora pronto. Conoscevo già Pinky (usciva sul “Giornalino” che avevo letto per anni) e ho comprato l’albo brossurato in edicola senza troppa esitazione. Ho iniziato a leggerlo sull’autobus tornando a casa da scuola: BAM! Dopo poche pagine, l’ho nascosto nello zaino sperando che nessuno avesse visto quelle oscenità sconvolgenti. Era il 1984, non avevo ancora 16 anni, ero cresciuto tra le periferie di Senago e Messina e affrontavo un liceo a Saronno: un vero concentrato di turbe provinciali.
In realtà un anno prima, sempre attratto da una bestia umanizzata in copertina, avevo comprato Scatoman di Rand Holmes. L’edicolante della stazione di Saronno non credeva ai suoi occhi: quella roba pareva invendibile e un ragazzino squattrinato gliela stava pagando, a prezzo pieno, snocciolando monetine sul piattino. Manco avesse fatto l’elemosina davanti ai binari.
Avrei scoperto Fritz il gatto di Robert Crumb solo anni dopo. Non ricordo quando, perché non mi ha sconvolto: avevo già visto sanguinare morire ed eiaculare gli animaletti paciocconi di Mattioli. Topolino e Paperino, di cui ero lettore sporadico, quelle cose non le facevano. E neanche gli altri personaggi di cui ero invece golosissimo. L’idea di comprare “Frigidaire” mi lambiva raramente e veniva poi sistematicamente frustrata da un giornale che non parlava a me. Non in quegli anni, non in quella provincia.

Squeak the mouse

Squeak the mouse

Oggi, dopo Squeak the mouse, sono pronto a tutto e guardo gli animaletti caruccetti e paciocconi nella speranza che mi sconvolgano. Gli ultimi a esserci riusciti sono Ren & Stimpy (li ho conosciuti tardi, grazie a Mattia, una sera a cena).
Le letture di questa settimana sono guidate da monomania: animali antropomorfi all’arrembaggio!

Blacksad

Blacksad

Comincia a parlarti di Blacksad. E’ una serie hard boiled con un investigatore che si trascina tra fumo, alcol, femmes fatales e musica del diavolo. Ci sono proprio tutti gli stereotipi del genere, estratti di peso da “Black Mask” e dal canone chandleriano. La cosa “strana” è che il protagonista è un gatto muscolosissimo (nelle primissime pagine, per amor del vero, aveva un po’ di pancetta che poi non serviva più) scritto e disegnato da due disneyani spagnoli: Juan Dìaz Canales e Juanjo Guarnido. Un po’ lo stesso gioco che Tito Faraci e Giorgio Cavazzano hanno fatto con Jungle Town (Faraci è uno sceneggiatore migliore di Dìaz Canales e Cavazzano un disegnatore più potente di Guarnido, cui però ci siamo abituati). I due italiani avevano lavorato per la Disney stessa (se ricordo bene con l’etichetta Buena Vista Lab); i due spagnoli, invece, escono per Dargaud (e per Rizzoli Lizard, in Italia). Questo quarto volume, L’inferno, il silenzio, è disegnato con un dispiego di tecnica abbagliante e racconta una storiazza che si perde continuamente in fronzoli. A un certo punto sembra addirittura che qualcuno abbia preso 4 pagine e le abbia spostate a caso rompendo la logica del racconto (SPOILER: c’è una droga che fa effetto tardissimo). Vende bene Blacksad e, in genere, piace molto agli insegnati delle scuole del fumetto che lo consigliano ai loro allievi. Ecco perché poi ci ritroviamo generazioni di giovani fumettisti che disegnano un Disney mal digerito, raccontano a caso e rimasticano generi che ormai puzzano di cantina. Il gioco è divertente se ne riconosci i limiti e se hai già attraversato Chandler e Hammett, fino a Derek Raymond e Chester Himes.

Cerebus

Cerebus

Mica l’ho mai visto un oritteropo. Una volta ho visto un javalina (ché non lo so come si chiama in italiano) ed ero convinto fosse un oritteropo. Poi ho scoperto che non si somigliano per niente. Il javalina è un porcoide con un buco del culo enorme che puzza come  nessun altro animale io abbia mai  incontrato. Stava, in un parco nazionale statunitense, nel recinto accanto a un coyote che sembrava proprio Wyle E. Sentendo il tanfo, si capiva il motivo dell’espressione triste: non è la frustrazione della mancata cattura del Road Runner a causare depressione.
L’oritteropo, qualche volta, viene chiamato maiale di terra. E’ lungo 2 metri, pesa 80 chili, ha un codone, scava gallerie in cui passa quasi tutto il giorno e mangia termiti.
Cerebus è l’oritteropo ideato da Dave Sim. Di lui sai già più o meno tutto. Un canadese folle decide di inventarsi una serie mensile di albetti spillati che durerà 300 numeri. Un prodotto per cui non c’è mercato. E non c’è veramente, perché la rete di negozi dedicati alla vendita diretta dei comic book ancora non esiste quando Sim ha la sua brillante idea. La serie è una finestra sul pensiero di un fumettista ossessivo che, mentre sguazza nelle sue pochezze d’uomo (un concentrato di misoginia), guarda al disegno altrui per imparare a replicarlo (Cerebus è figlio di Neal Adams, ma in questi giorni Sim sta cercando di riattraversare con tutti gli strumenti che riesce a trovare nel negozio sotto casa la dialettica tra astrazione e fotorealismo, costruendo una serie – Glamourpussy – in cui riproduce vignette e strisce di Alex Raymond, Milton Caniff, Noel Sickles, Lou Fine, Alex Toth fino a Berni Wrightson…). Cerebus, dicevo, è una finestra sul cervello di Sim. Quello che ci trovi può non piacerti (a me non piace) ma è sicuramente una serie così personale da essere lettura necessaria. Molto bella l’edizione italiana fatta da Black Velvet, ottima la scelta di confezionare un volume cartonato in luogo della brossura del librone americano, condivisibile la scelta di partire dal secondo volume.

E’ appena uscito in italiano Porco Rosso di Hayao Miyazakui. Non è un fumetto ma mi sembra comunque necessario parlarne. Ti devo confessare che mica mi sento più intelligente quando sono costretto a vedere film in giapponese sottotitolati in inglese. A me i sottotitoli danno fastidio (e questa è una delle – poche – cose in cui sono assolutamente d’accordo con Kubrick: i film vanno doppiati e le immagini guardate con tutta l’attenzione possibile). L’unico animale antropomorfo presente nel film è il protagonista, vittima di un incantesimo di cui non sappiamo (ancora) nulla. Se, come me, ami Milano, guarda questo film e goditi questi idrovolanti che solcano un Naviglio Pavese gigantesco. Se, sbagliando, non ami Milano, guarda lo stesso Porco Rosso che ti fa bene al cuore. E’ uscito in italiano con un ritardo imbarazzante per due ottime ragioni: da un lato Disney ha i diritti di distribuzione nel mondo dei film dello studio Ghibli, dall’altro Miyazaki ha annunciato che darà un sequel a Porco Rosso. Se ho capito bene, si tratta di un’uscita tecnica: film lanciato in un periodo loffo (troppo in anticipo per natale), a confrontarsi con colossi che lo sbraneranno (Harry Potter), in un numero di sale ridicolo. Materiale da DVD (o torrent, ma stavolta in italiano) e da cineteca.

I coperchi / 002

28 agosto 2010

(28/08/2010 – 04/09/2010)

Il manifesto di Killofer

Penguin Classics De Luxe Edition: nuova edizione del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels con copertina di Killoffer

Jordan Crane: Vicissitude e Unraveling.

Cercando le ragioni di una polemica che non esiste se non in una nota su Repubblica (una robetta che dice che qualcuno in giro avrebbe detto che si sospetta che forse ecc ecc…), ho trovato questo raccontino di Jessica Soffer. Si chiama Beginning, End ed è stato pubblicato da Granta nella categoria New Voices.

Su Project Syndicate Esther Dyson spiega che il futuro dei motori di ricerca non è nei sostantivi ma nei verbi. Lo sapevo già: da anni mio fratello Sam non fa che ripetermelo.

Da una vignetta su Internazionale scopro che il 24 luglio scorso è morto John Callahan. Aveva 59 anni e da quando ne aveva 21 era costretto su una sedia a rotelle (una brutta storia di guida in stato di ebbrezza). Disegnava vignette impugnando la penna con due mani e faceva cose selvagge che mi facevano ridere. Cose così.

Andrea, che fa uno dei miei blog preferiti, riesuma una storia bellissima. Stavamo per farla anche noi con un MOSSO di carta, ma siamo un po’ lenti.

Un settantenne nero, omosessuale e dislessico. Questa è una descrizione (imprecisissima, ci mancherebbe) di Samuel R. Delany uno tra i più grandi scrittori che la fantascienza abbia mai avuto. Questo tipo, che a vederlo in foto oggi sembra babbo nero, è uno dei padri del cyberpunk, prima (e meglio) di Gibson e Sterling. Ce lo siamo un po’ dimenticato (in Italia è stato, fortunatamente, al centro di una delle ossessioni di Antonio Caronia). Su Nerve, una rivista patinatissima (si può essere patinati senza carta?) che parla esclusivamente di sesso, ho trovato questa intervista: Space Cowboy. Se sei curioso, nei remainder si trova Dhalgren: Un’isola di caos e anarchia, per Fanucci.

Il sito di Internazionale segnala questa raccolta di articoli del New York Times. Sofa Wars racconta lo stato dello scontro tra TV e Internet per impossessarsi delle serate degli statunitensi.

Nel 2001, da questo sito, è giunta una tremenda rivelazione: Fight Club è Calvin & Hobbes. L’ho scoperto vedendo l’ultima immagine di questo post del blog di Forbidden Planet.

Una serata a bere e poi… Un (forse) fumetto di aencre, segnalato da Scott McLoud.

In questa rivista c’è un’intervista a Hayao Miyazaki che, tra le altre cose, dice che lo studio Ghibli sta lavorando al sequel di Porco Rosso. Forse scopriremo perché il pilota che scorrazza con biplani in un enorme naviglio pavese ha quella faccia. Chissà cosa ha fatto a quella strega? (la notizia viene da qui)

E ci ha lasciato Satoshi Kon. E’ stato autore di film bellissimi come Tokyo Godfathers, Paprika, Millenium Actress e Perfect Blue. Ci ha lasciato con queste parole.

I coperchi / 001

21 agosto 2010

(21/08/20010 – 27/08/2010)

National Ransom / Elvis Costello by Tony Millionaire

National Ransom / Elvis Costello by Tony Millionaire

Elvis Costello ha commissionato a Tony Millionaire la copertina per il suo nuovo disco, National Ransom.

I post-it di Francesco Cattani.

Something To Do With the Sofa: Mell Gussow intervista Harold Pinter, da This Recording. Quello che mi piace di questa rivista, molto attenta anche ad alcune serie televisive (per un po’ di tempo è stato spassosissimo leggere le anticipazioni dell’episodio di True Blood o Dexter appena trasmesso negli USA), è che in fondo all’articolo ci sono gli mp3 che dovresti ascoltare mentre leggi.

Matteo Bordone, sul suo blog FreddyNietzsche, parla di un servizio di streaming video che sembra molto interessante: MUBI.

Con le Storie di poche parole, il ciarliero Andrea, dopo aver riaperto il suo blog, si fa affascinare dall’idea (bellissima) che Fabian Negrin ha convogliato nelle favole al telefonino. Sul blog di Andrea, nei giorni successivi sono uscite un sacco di favole in 160 caratteri.

Siccome le favole al telefonino omaggiano Gianni Rodari (e sarebbe bello chiedere a Negrin quanto e come Rodari lo abbia influenzato), ho bisogno di mettere qualcosa che segni la distanza. Un antidoto, insomma. Una delle Revolting Rhymes dell’amato Roald Dahl può bastare.

Nuove storie di Bone in arrivo, da Boneville. Una raccolta di storie brevi a colori da raccontare alle giovani marmotte alla maniera di Jeff Smith e un racconto illustrato. Reputo Smith il più interessante autore disneyano vivente e attendo con ansia i due volumi.

Action Alphabet and a Touch of Evil, 1879 da The Science Bookstore, Un abbecedario bellissimo e crudele segnalatomi da Peppe Liberti.

Chiara Dattola posta questa cosa su un filmaccio divertente.

Gran classe quella di Igort, che sempre disegna come un dio.

Perché non mi piace Mad Men. E Henry Jenkins risponde. Da Confessions of an Aca/Fan.

Tuono Pettinato intervistato da CorriereTV sul suo nuovo fumetto su Garibaldi. Un libro che aspetto colmo di speranza.

Sei convinto che le app sul tuo iphone stiano modificando il modo in cui si naviga la rete? Be’… Forse non è così. Da LSDI.

Tintin negli incubi di Burns è la importante raccolta di immagini che il blog Conversazioni sul fumetto ha dedicato a una delle (tante) ossessioni di Charles Burns. Aspettando X’ed Out.

Pubblicità scemsuali, da The Smoking Jackets, che, se ho capito bene, è il sito di informazione quotidiana con cui l’impero di Hugh Hefner cerca di riconquistare posizioni pubblicitarie. E’ un sito scemissimo e divertente che ha l’imperdonabile difetto di essere aggiornato continuamente (va bene le page view per il server che conteggia gli spazi pubblicitari, ma a me bastava una cazzata al giorno: di più annoia).

Dal Ghibli Blog un fumetto di Hayao Miyazaki del 1993.


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