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Rassegnati (07062013)

7 giugno 2013
Leggere fumetti è sexy

Leggere fumetti è sexy

Parole:

  • Poche parole, QUI. Ma quelle poche mi hanno fatto ridere.

Figure:

  • Vincino, sul suo FB, venerdì 31/05, ha pubblicato questa.
    FinanziamentoAiPartitiVincino
  • Su Facebook Lorena Canottiere ha postato questa foto di teppista turco
    TeppistaTurco
  • QUI il tenenteBlueberry contro il capitano Marvel (Giraud vs. C.C.Beck)
  • QUI gatti a Roma disegnati da Henri Cartier Bresson
  • C’è un ciclo di storie di Usagi Yojimbo – Grasscutter – in cui Stan Sakai mette in scena una moltitudine di granchi rossi che fa riemergere una spada sacra dalle acque. Mi chiedevo da dove gli venisse questa idea. Ho trovato questo.

Fatti:

WomanInRed

Carte

  • Panini ha distribuito nelle fumetterie (e forse anche altrove, chi può dirlo) il primo dei due volumi di Opus di Satoshi Kon. Quando faceva fumetti, Kon raramente trovava la propria misura: succedeva spesso che avesse altri tempi, che gli pesasse troppo Otomo e che non riuscisse a pensare la pagina. (Quando faceva cinema era proprio un’altra cosa.) Questo Opus mi stupisce. Perché è bello e funziona. E mi stupisce ancora di più perché fa quel gioco metanarrativo che, di solito, mi indica con chiarezza l’autora con il fiato corto. Lo sfondamento della quarta parete coincide con lo sfondamento della mia pazienza. Opus è fumetto che gioca coi codici sul fumetto e lo fa in maniera divertita, senza tentare ragionamenti sull’autorialità e sulle responsabilità. Spero solo che il secondo volume, in uscita a luglio, non mi deluda.
  • Bread&Wine di Samuel R. Delany e Mia Wolff. Esce a giugno e io so solo quello che si può dedurre da QUI. Sono curiosissimo. Per altro, qui c’è scritto che Wolff studia arti marziali. Cercando nel suo sito ho trovato solo riferimenti precisi al Pilates (e, fino a ieri, pensavo che esistesse solo nei DVD). Guardando un po’ meglio, ho scoperto l’elenco delle arti marziali: Arnis, Xing Yi e Kajukenbo. Non le conosco.
  • Poi, sono curiosissimo di sapere cosa ha fatto Howard Chaykin con il seguito di Black Kiss. Ricordo che, quando è uscito il primo ciclo di storie, per me è stato uno shock. Una casa editrice statunitense minuscola (Vortex, se non ricordo male) che faceva questi albetti difficilissimi da sostenere (pornografia che funzionava, visto che ti facevano sentire sporco sul serio). In italiano sono apparsi sulla rivista “Nova Express” e poi in volume, prima per Granata Press, poi per Purple Press e, infine, per Magic Press. Attendo questo secondo volume di Black Kiss con grande emozione, cercando di nascondermi che, in realtà, temo sia una grande vaccata. Del resto le copertine con quei disegni coloratissimi non promettono molto (ma magari è solo un’imposizione di quei cafoni della Image).
  • Ma non è vero che all’Image sono capaci solo di cafonate. Di recente hanno pubblicato un’antologia di storie di Paul Pope. Si chiama “One Trick Rip Off+Deep Cuts” e raccoglie una storia uscita in volume per Dark Horse (e anni dopo, credo, anche in italiano, forse per Panini) e un sacco di fumetti più brevi dagli esordi all’approdo in casa DC. Pope è un tipo interessantissimo che ha esordito 22enne, facendo autoproduzioni molto influenzate dal fumetto europeo (nella sua vita è riuscito a commissionare un fumetto a Moebius). Da lì ha attraversato – fisicamente e stilisticamente – tre continenti, confezionando un modo della pagina che sente di Europa, America e Asia. E’ decisamente un gigante e quel libro è bellissimo. Continuo a sentire la mancanza di una raccolta organica delle storie di THB.

Umori:

BelleDeJour

I coperchi / 002

28 agosto 2010

(28/08/2010 – 04/09/2010)

Il manifesto di Killofer

Penguin Classics De Luxe Edition: nuova edizione del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels con copertina di Killoffer

Jordan Crane: Vicissitude e Unraveling.

Cercando le ragioni di una polemica che non esiste se non in una nota su Repubblica (una robetta che dice che qualcuno in giro avrebbe detto che si sospetta che forse ecc ecc…), ho trovato questo raccontino di Jessica Soffer. Si chiama Beginning, End ed è stato pubblicato da Granta nella categoria New Voices.

Su Project Syndicate Esther Dyson spiega che il futuro dei motori di ricerca non è nei sostantivi ma nei verbi. Lo sapevo già: da anni mio fratello Sam non fa che ripetermelo.

Da una vignetta su Internazionale scopro che il 24 luglio scorso è morto John Callahan. Aveva 59 anni e da quando ne aveva 21 era costretto su una sedia a rotelle (una brutta storia di guida in stato di ebbrezza). Disegnava vignette impugnando la penna con due mani e faceva cose selvagge che mi facevano ridere. Cose così.

Andrea, che fa uno dei miei blog preferiti, riesuma una storia bellissima. Stavamo per farla anche noi con un MOSSO di carta, ma siamo un po’ lenti.

Un settantenne nero, omosessuale e dislessico. Questa è una descrizione (imprecisissima, ci mancherebbe) di Samuel R. Delany uno tra i più grandi scrittori che la fantascienza abbia mai avuto. Questo tipo, che a vederlo in foto oggi sembra babbo nero, è uno dei padri del cyberpunk, prima (e meglio) di Gibson e Sterling. Ce lo siamo un po’ dimenticato (in Italia è stato, fortunatamente, al centro di una delle ossessioni di Antonio Caronia). Su Nerve, una rivista patinatissima (si può essere patinati senza carta?) che parla esclusivamente di sesso, ho trovato questa intervista: Space Cowboy. Se sei curioso, nei remainder si trova Dhalgren: Un’isola di caos e anarchia, per Fanucci.

Il sito di Internazionale segnala questa raccolta di articoli del New York Times. Sofa Wars racconta lo stato dello scontro tra TV e Internet per impossessarsi delle serate degli statunitensi.

Nel 2001, da questo sito, è giunta una tremenda rivelazione: Fight Club è Calvin & Hobbes. L’ho scoperto vedendo l’ultima immagine di questo post del blog di Forbidden Planet.

Una serata a bere e poi… Un (forse) fumetto di aencre, segnalato da Scott McLoud.

In questa rivista c’è un’intervista a Hayao Miyazaki che, tra le altre cose, dice che lo studio Ghibli sta lavorando al sequel di Porco Rosso. Forse scopriremo perché il pilota che scorrazza con biplani in un enorme naviglio pavese ha quella faccia. Chissà cosa ha fatto a quella strega? (la notizia viene da qui)

E ci ha lasciato Satoshi Kon. E’ stato autore di film bellissimi come Tokyo Godfathers, Paprika, Millenium Actress e Perfect Blue. Ci ha lasciato con queste parole.


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