Indiani comunisti nella luna

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Lo scontro sulla giusta lunghezza del fumetto seriale francofono è stato combattuto da due enormi icone. La conta dei sedicesimi (moduli minimi per i libri a stampa) ha messo Tin Tin (4 sedicesimi, cioè 64 pagine) contro Asterix (3 sedicesimi, 48 pagine) e ha visto la vittoria di quest’ultimo.

Baru è sempre stato assai attento a tenersi lontano da questa bega numerica che, pur prevedendo enorme maestria nella gestione dei ritmi e delle tensioni del narrato, ha la stessa intrinseca tristezza del sesso cronometrato. L’autore ha dimostrato la sua distanza dal conteggio delle pagine sia evitando la serialità sia scegliendo con cura gli editori. Vanno ricordate le sue collaborazioni con la rivista (A suivre), che tra le proprie motivazioni aveva la volontà di ospitare gli autori che avessero storie da narrare indipendentemente dal numero di pagine, e con la casa editrice Kodansha, per la quale ha fatto il bellissimo (e lunghissimo) noir “l’Autoroute du soleil”.

Per quattro anni, Baru ha fatto finta di dedicarsi a una serie. Mentendo al proprio editore (e al proprio pubblico) ha lavorato a “gli anni sputnik” (in Italia per Kappa Edizioni). Si tratta di un romanzo di quasi 200 pagine distribuito –  per ragioni di mercato e di probabile mantenimento personale (scarpe e formaggio sono una priorità per tutti) – su quattro volumi.

Non bisogna farsi ingannare: i 4 albi possono essere letti indipendentemente e con una pausa annuale nel mezzo, ma non sono stati pensati per una lettura così dilazionata. Si gode meno. Per divertirsi al meglio si deve definire il perimetro delle proprie rinunce (si tratta pur sempre di un investimento di una cinquantina di euro) e si devono avere le 200 pagine di storia alla distanza massima di un braccio disteso (il comodino è il posto ideale per appoggiare i libri ancora da leggere o già letti).

OK! Ora ci si può immergere in questa storia che segue di tre anni gli eventi narrati in 54 di Wu Ming, rappresentandone un perfetto sequel.

Non c’è nessun dopoguerra.
Gli stolti chiamavano pace il semplice allontanarsi dal fronte.

Tutti, bambini e adulti, si devono schierare: città di sopra o città di sotto; comunisti o clericali; indiani o astronauti; scioperanti o poliziotti che caricano; …

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