A volte…

Andrew-Vachss

Marco D’Eramo mi sta accompagnando, col suo nuovo libro (“Via dal vento”), nelle vene aperte di un’America amara. Il viaggio parte dallo stato del South Carolina. A una trentina di chilometri dalla capitale dello stato, Columbia, appare Kamau, consigliere comunale nero che definire socialmente impegnato è palesemente riduttivo.

Kamau racconta la propria raccapricciante storia di razzismo, ingiustizie e angherie. Poco più che adolescente, nel 1963, si ritrova infatti condannato a una sessantina di anni carcere, con l’accusa di stupro. Eppure la ragazza violentata scagiona Kamau, che per altro è in grado di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Ma per il giudice è un fatto genetico: che Kamau commetta un crimine è solo questione di tempo, tanto vale sbatterlo a marcire in cella quanto prima.

Kamau viene scagionato dall’accusa ingiusta e riconquista la libertà, dopo 9 anni di carcere, grazie all’intervento di un giovane avvocato che, dal 1970 al 1973, seguirà personalmente il caso. Il nome dell’avvocato è Andrew Vachss.

Andrew Vachss non è una persona rassicurante. Ha una benda sull’occhio che rende ancora più inespressivo un volto di suo sempre impassibile. Si fa fotografare spessissimo accanto a cani poco raccomandabili.

Vachss non vuole essere rassicurante: è un guerriero. E’ un avvocato newyorchese i cui soli clienti sono minori che hanno subito abusi.

Questo avvocato che a incontrarlo cambieresti marciapiede, pur dichiarando continuamente di non amare la scrittura, pubblica corposi romanzi con precisa periodicità da metronomo. Utilizza la narrativa come cavallo di Troia per colpire col proprio messaggio il numero più vasto possibile di destinatari. L’assunto fondante su cui costruisce le proprie narrazioni è che la vittima di oggi può divenire il predatore di domani.

Protagonista del ciclo di romanzi più noto di Vachss è Burke, vendicatore e capobanda che vive nei recessi dell’illegalità anelando all’invisibilità.

Dopo un po’ che leggi romanzi del ciclo di Burke scopri che la narrazione è meccanica e ripetitiva. Ti annoi. Ma questa noia te la devi conquistare passando per storie che le prime volte ti squassano e ti lasciano col fiatone.

Consiglio vivamente “Oltraggio”, la prima storia del ciclo di Burke cui sono arrivato dopo aver letto le attente analisi di Antonio Faeti ne “Le notti di Restif”, e “Il buio nel cuore”, romanzo di formazione vachssizzata.

Il sito di Vachss (qui a destra da qualche parte)  raccoglie molti interventi dell’autore sul problema della violenza ai minori e anche un po’ di racconti.

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Un pensiero su “A volte…

  1. Grande vachss, uno dei migliori, uno che non scrive giusto per purgare le proprie melense stronzate interiori, uno che unisce la poesia all’azione.
    é così che dovrebbe essere ogni scrittore.

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