Pensierini bonviani

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1. Sabato scorso sono stato all’inaugurazione della mostra dedicata a Bonvi in villa Burba a Rho (un posto proprio piacevole). La maiella è un’associazione cultural-regionale che, da sette anni e inspiegabilmente, dedica in dicembre una mostra a un autore del fumetto umoristico in Italia (ma l’anno scorso il protagonista era Bonelli padre). Le mostre di villa Burba non sono mai eccezionali e quella di Bonvi è anche un po’ sotto la non eccelsa media (niente originali, discutibili sia le scelte sia le sequenze espositive), però ci posso portare i figli che gridano scorrazzando per le sale e rimangono ammirati di fronte alle grandi sagome della macchina di Nick Carter, Patsy e Ten o di un presepe colle sturmtruppen. Non conoscevo, e mi riprometto di cercarli, il capitano Posapiano (forse lo leggevo su Tiramolla) e Marzolino Tarantola (che non credo di aver mai visto). Di Bonvi consiglio “L’uomo di Tsushima”, uscito originariamente nella collana Un uomo un’avventura voluta da Bonelli e ristampato alcuni anni fa da Hobby & Work.

2. Non c’era (o non ho visto) la magnifica “incubi di provincia”. E’ la prima storia di un breve ciclo (apparsa credo su il Mago e poi sicuramente raccolta da qualche parte – utili i consigli per ritrovarla, nevvero?) che racconta la terribile notte in cui i personaggi dei fumetti di Bonvi presero vita uscendo dalle pagine adagiate sul tavolo del disegnatore. [Se non hai letto incubi,salta a 3]. Nell’ultima pagina, Bonvi vuole raccontare tutto a un amico disegnatore e lo chiama al telefono. L’ultima vignetta è disegnata da Magnus, che grida al telefono di non poter rispondere: l’autore di Kriminal e Satanik è in una situazione forse peggiore di quella cui è appena scampato il suo amico.

3. In “incubi di provincia”, Bonvi ascolta di notte Radio Alice. Un televisore nelle sale della mostra faceva vedere un documentario (registrato da Raitre) in cui si parlava di un inedito Bonvi radiocronista militante. E’ per me un aspetto dell’autore bolognese completamente nuovo. So poco di Radio Alice (un libro, un documentario, i ricordi di Bifo Scòzzari e Pazienza, …) e pensare a Bonvi dietro il microfono, mentre racconta scontri di piazza completamente inventati, mi incuriosisce tantissimo. Chissà se questi documenti sono reperibili.

4. Bonvi è morto in uno stupido incidente automobilistico. Investito mentre attraversava la strada per andare a partecipare a una trasmissione di Red Ronnie. Ci andava per vendere propri lavori per aiutare un amico in difficoltà. L’amico si chiamava Magnus.

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2 Risposte to “Pensierini bonviani”

  1. nkz Says:

    fammi sapere quando reperirai nicozrama….

  2. ValiumKnight Says:

    Bonvi fece la telecronaca al telefono assieme a Red Ronnie. Non furono affatto inventati i commenti sulla sommossa perché aveva lo studio nel pieno centro di Bologna e da là gli veniva facile guardare i cortei. http://radio.rcdc.it/programmi/radio-alice-archivi-audio/ Qui ci sono tutte le chiamate a Radio Alice. 
     
    Altro dettaglio… dopo il 77, Bonvi pubblica "Cronache del dopo bomba" ispirato a punto da quelle vicende.

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