Festival internacional de banda desenhada da Amadora

Sono a Lisbona per lavoro.

Sono atterrato ieri mattina e già a mezzogiorno stavo tentando una fuga verso la bedeteca di Lisbona. Il mio ospite mi ha fermato dicendomi: “Se vuoi ci andiamo ma ho una sorpresa per te stasera…”

Mi siedo e calmo. Tento di lavorare per l’intero pomeriggio. Il tedio e il jet lag (sì, trova un’altra scusa, è solo un’ora!) lottano contro di me.

Finalmente arriva l’ora dell’appuntamento serale.

Mi fanno accomodare su un auto e mi schiantano con la tipica guida lisbonese (il sorpasso a destra è un’opzione) in mezzo al traffico serale.

Quaranta minuti dopo (ma a me sono parsi molti di più) mi ritrovo in corrispondenza di una stazione della nuova metropolitana di Lisbona (Amadora/Este). Enormi insegne all’esterno mi annunciano che è in corso il quindicesimo festival della banda desenhada da Amadora (il mitico Nuno mi assicura si tratti del più importante festival del fumetto in Portogallo).

Un risicato spazio dedicato alla vendita (non ho comprato nulla, l’unico editore che aveva volumi che mi interessavano si era già dato alla macchia) e poi solo mostre. Belle mostre: piene di originali ben disposti e ottimamente illuminati.

Una collettiva dedicata al fumetto ispanico (con originali di Breccia padre, Munoz, Lopez, El Tomi, Bernet, Risso, Fontanarrosa, …), un’altra dedicata al nuovo fumetto fiammingo, spazio dedicato all’americano Seth Fisher (non lo conoscevo e l’ho trovato assai interessante), i Marsupilami, i portoghesi (gli autori per l’infanzia, gli esordienti, gli amatori e i professionisti affermati).

Tra gli autori portoghesi una vera sorpresa. André Carillho.

Adesso – che internet mi aiuti – comincia la ricerca delle cose di questo signore.

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Un pensiero su “Festival internacional de banda desenhada da Amadora

  1. e pensare che l’estate (2003), con l’auto a puttane a Sesto S.Lisboa, ero romanticamente finito una notte con la ragazza in un paesello accanto ad Amadora…
    Letto un free press locale x capire cazzo fare in quel postaccio di nonnetti in refresh termale (giuro! l’hotel era quasi un ospizio..), mmi imbatto in un link inatteso: “cazzo, qui accanto c’è il festival portoghese che avevo sentito! Non è ora, ma c’è una sede! Aggiustata l’auto facciamo un salto, ti va, bamboletta? eh?”.
    Detto fatto: mi perdo per Settimo Lisbonese. E arrivo: il Centro da banda desenhada è chiuso. Vedo 1 auto, insisto, busso: un vecchietto che parla solo dialetto lisbonese mi apre e mi fa fare un giro nella sede in allestimento. Vecchie sagome in cartapesta, qualche foto, tanti aneddoti lisbonesi in lisbonese…
    Me ne vado dicendomi: “chissà se qualcuno che conosco ci è mai stato, a sto festival??”

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