Disarmati

Lunga pausa per sparidinchiostro.

Non avevo nulla da scrivere.

Dopo l’incontro di Cremona sono rimasto a crogiolarmi nel dolore causatomi dalla frase di Laura Scarpa.

Dannazione!

I miei figli disarmati di fronte a un’edicola cattiva e globale, costretti ad abbracciare il pensiero unico a causa dell’assenza di riviste.

Assenza di riviste. E’ bello da dire. Perché a me quel formato manca davvero. Oggi compro tutto quello che gli somiglia. Anche Linus. Anche quando non dovrei.

Eppure se ripenso ai tempi precedenti la scoperta di Linus e Alter (avevo dieci anni e mio padre era poco attento alle cose che tiravo su dalle bancarelle a Messina), ricordo solo Topolino, i supereroi cenisio (e non i marvel corno), lanciostory e Diabolik.

Il giornalino è arrivato dopo e, con i suoi lucky luke, asterix, petra cherie e spada, ha coperto gli anni che hanno separato quei pochi linus messinesi (che però contenevano molte delle mie successive ossessioni: paz, Corben, moebius, Pichard, …) dal primo numero de l’eternauta (era il 1982 e avevo 14 anni).

Non ho mai sfogliato né il corriere dei piccoli né il corriere dei ragazzi. Grazia Nidasio l’ho scoperta molto dopo (filtrata tra l’altro dalla Martina che Laura Scarpa faceva per Ragazza in, comprata dalle mie due sorelle maggiori)

Durante il fine settimana – sempre assai attento alla ritualità delle mie azioni – vado in edicola coi figli.

Siamo piuttosto fortunati. L’edicola vicino cosa è un negozio assai fornito con due scaffalature che formano un corridoio di tre metri circa con a sinistra i prodotti per l’infanzia (fumetti, gadget, riviste da disegnareritagliarecolorare, buste sorpresa) e a destra quelli per l’adolescenza, i fumetti e i romanzi di genere (urania, giallo, harmony,…).

Sabato Chiara, che ha appena compiuto 5 anni e che per natale vuole un libro con gli scheletri e i muscoli dei dinosauri, ha afferrato senza esitazione il nuovo numero di Monster Allergy. Le avventure di Zick ed Elena Patata (che – per inciso – stanno già esaurendo l’iniziale carica divertita per rifugiarsi in una serialità ripetitiva)  hanno rallegrato il nostro fine settimana alternandosi a “coniglio samurai” (Usagi Yojimbo di Stan Sakai) e alla saga di Zio Paperone di Don Rosa.

Davide, che ha quasi due anni, sorprendendo sia me sia mia moglie Patrizia, ha fatto la sua prima scelta consapevole: ha voluto la Pimpa e c’è voluto del bello e del buono per convincerlo a lasciarlo un istante perché l’edicolante ne leggesse il prezzo.

E se il problema fosse connesso a un’offerta mediatica abnorme (per quantità e discontinuità qualitativa) che si presenta agli occhi del lettore bambino senza guida alcuna da parte degli educatori?

Quanti genitori, quanti insegnanti delle scuole materne ed elementari sanno oggi “guardare le figure”?

Il tema mi intriga. Ci torno (alla prossima battaglia lo rifaccio).

2 pensieri su “Disarmati

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