1917 – 2005

Will Eisner da www.deniskitchen.com

All’inizio c’è stato Danny Colt, il detective creduto morto. Era un Eureka Pocket che avevo rubato a Loris e Roberto (vicini di casa più grandi che, sospettandomi colpevole, non mi perdonarono mai). La legatura andava in frantumi e, alla fine di ogni lettura, dovevi ricostruire le sequenze corrette e picchiettare il bordo del volume sul tavolo per riallineare le pagine. Conteneva storie bellissime e il nome dell’autore era chiaramente visibile accanto a quello del personaggio che di volta in volta si stagliava sui vetri, sui palazzi, sui muri e sui cartelloni pubblicitari.

Spirit.

Poi le avventure del detective mascherato ho continuato a vederle saltuariamente sulle pagine degli Eureka (sempre di Loris e Roberto che però adesso mi curavano a vista).

Alla fine degli anni ottanta, Comic Art iniziò a pubblicare La Forza della vita, a puntate scompagnate e non in sequenza. Ma era comunque una gioia leggere quelle pagine. Quando Glénat pubblicò l’opra in volume non esitai a investire quello che mi parve un piccolo capitale per leggere la storia completa.

E non mi deluse.

Da quel momento iniziai a cercare questo gigante ovunque e scoprì che esisteva una piccola casa editrice statunitense che ne pubblicava l’opera: Kitchen Sink. Alla borsa del fumetto di Milano furono assai felici della mia scoperta e fecero di tutto per agevolare la mia rovina mostrandomi le altre cose edite da Denis Kitchen.

E poi la PuntoZero di Andrea Plazzi che iniziò a pubblicarne le opere con un’attenzione insperata.

E poi Daniele che una volta l’ha scarrozzato per tutta Cremona prima di un incontro nei locali del CFAP. Si leggeva dolore negli occhi di Daniele nei giorni in cui doveva decidere di sostituire l’auto su cui aveva viaggiato uno dei suoi miti.

E poi Giancarlo al quale, saputo che l’avrebbe ospitato nel proprio negozio insieme a Plazzi, ho chiesto di tenermi una copia dell’ultimo libro con dedica. Giancarlo non è un intelletto eletto e la mia copia di Verso la tempesta contiene la dedica: “A Paolo con simpatia. Andrea Plazzi”.

E poi The building, The dreamer, Racconti di guerra, Sundiana, Le regole del gioco, A family matter, …

Sto leggendo “il giornalista quasi perfetto”, un bel libro di David Randall. A un certo punto Randall enumera gli obiettivi che il buon giornalista deve porsi (“se riuscite a leggere questa lista senza sentire un brivido lungo la schiena, forse il giornalismo non fa per voi”). Tra questi si legge:

  • confortare gli afflitti e affliggere chi vive nel comfort, dando voce a quelli che di solito non possono far sentire la loro;
  • mettere la società davanti a uno specchio, che rifletta le sue virtù e i suoi vizi, ma sfati anche i suoi miti più cari.

Ecco. Mi sembra che, al di là degli enormi meriti per le innovazioni apportate al linguaggio e all’industria, nessun altro autore di fumetti abbia saputo cogliere questi due obiettivi come ha fatto, per quasi settanta anni, Will Eisner.

Annunci

Un pensiero su “1917 – 2005

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...