Nel nome della figlia

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Copertina del romanzo di Morrow

Dai quotidiani odierni scopro che un lutto recente mette a rischio la lucidità di un popolo (o almeno dei suoi rappresentanti, quelli – come si dice – legalmente eletti). Mi concedo un consiglio per gli acquisti a mo’ di esorcismo.

Julie Katz è la figlia di Dio, la sorella di Gesù, discesa sulla terra. Una volta scoperti i propri poteri, cerca di affrontare le proprie responsabilità, ma sua madre (Dio) non la aiuta in alcun modo, anzi non cerca neanche di mettersi i contatto con lei (si sospetta, addirittura, che l’Ente Supremo sia una spugna o un’equazione).
Julie si ritrova sola contro il demonio e contro gli uomini e, nella società dei media, decide di aiutare il suo popolo attraverso una rubrica della posta, pubblicata da uno di quei settimanali, squisitamente statunitensi, che abilmente miscelano predizioni di catastrofi, avvistamenti di Elvis e resoconti di donne incinte che spiegano le dinamiche dello stupro a opera dei venusiani.
Rispondendo a Rinnovata di Bismarck, che le ha raccontato di come il Signore le abbia tolto il figlio per mettere in atto l’immenso piano d’amore nei suoi confronti, Julie risponde: «Dal mio punto di vista, è ora di smetterla di aspettarci da Dio standard qualitativi inferiori a quelli che chiederemmo al servizio postale. Supponiamo che i dottori avessero curato tuo figlio. Anche quello avrebbe mostrato l’infinita bontà di mia madre, no? Segui il mio ragionamento? Testa, vince Dio. Croce, vince Dio».

La vita di Julie Katz è narrata da James Morrow nel romanzo Nel nome della figlia (Interno Giallo – Mondadori, Milano, 1993, lo si trova forse nei remainders). L’autore statunitense, definito affrettatamente dalla stampa “il Rushdie della teologia occidentale”, ha affrontato temi analoghi in L’ultimo viaggio di Dio (per Tropea nel1994, in libreria c’è solo l’inutile sequel, Abaddon) e in Storie di Bibbia per adulti (ancora per Tropea/Saggiatore, 1996, per una volta facile da trovare).

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Una Risposta to “Nel nome della figlia”

  1. ma3got Says:

    Sembra bello. Solo, 1) ‘Julie Katz’ non è all’altezza di ‘Gesù’, come nome e 2)lo stile della citazione che hai riportato è così americano…se il tono è quello, mi chiedo, si addicerà all’argomento?

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