A Napoli

Sono andato a Napoli per il Comicon e non mi pareva giusto entrare nei gelidi (quest’anno) locali di Castel Sant’Elmo senza la giusta preparazione.
Mi sono allora avvicinato alla gita partenopea imbottito di musica.
Ho iniziato con il disco doppio di una cover band. Il disco si chiama “Almamegretta Live 2004 Sciuoglie ‘e cane”. Questi musici fanno i pezzi degli almamegretta (soprattutto dal disco più bello del gruppo, “Sanacore 1.9.9.5”) e suonano anche bene. Le voci però – per chi è ancora annichilito dal tono profondissimo e ipnotico di Raiz – sono inascoltabili.

C’è poi un altro disco (WOP) firmato da un tizio che si chiama proprio come il cantante degli Almamegretta (Raiz). La cosa strana è che ha proprio la stessa voce del Raiz/Raiss/Reeno/Rino degli Alma e fisicamente ci somiglia anche molto (a giudicare dalla copertina), ma ascoltarlo non è la stessa cosa.

I miei Almamegretta erano quelli che avevano incontrato i sommi Massive Attack (altro gruppo defunto dopo tre dischi meravigliosi e soppiantato da una formazione omonima ma indifendibile) e avevano stravolto la loro Karmakoma, traducendola in “The Napoli Trip”. E dopo aver attraversato il sound di Bristol, gli Almamegretta avevano fatto Lingo, il più bel disco che i Massive Attack abbiano mai fatto (firmato però – stranamente – da una combriccola di napoletani).

Un altro cd che ho ascoltato per preparami a Napoli è “Peppe Barra in concerto”. Ho sentito per la prima volta questa immensa icona gay quando ancora accompagnava la madre Concetta. Poi ho visto un concerto che presentava gli omaggi in dialetto a Fabrizio De André (è di Barra una bellissima versione di Bocca di Rosa: “Tutte me chiammeno bocca de rosa / sentite che musso, che schiocca adirosa / tutte me chiammeno bocca de rosa / pe’ mme ‘o sentimento è ‘a primma cosa. / Quanno scennette dint’ ‘a la piazza / di un paesino vicino Avellino / subbeto ‘a voce currette sicura: / “nunn’è ‘na monaca di clausura!””). E infine ho visto uno degli ultimi concerti per la promozione del disco del vivo (è così!), la scorsa estate durante la notte di San Lorenzo in cascina Camm a Milano. Consiglio vivamente Barra: fa bene al cuore.

Enzo Avitabile invece va in giro con un gruppo di percussionisti che picchiano mazzate su botti e tini. Come è facile intendere non si tratta di strumenti a membrana che restituiscono il colpo al percussionista, quindi i bottari sfoggiano braccia da culturisti e trasudano energia e magnetismo durante le esibizioni. Il disco (Enzo Avitabile e Bottari, “Salvammo ‘o munno”) è arricchito dalla presenza di Khaled, Manu Dibango e Baba Sissoko.

Ho visto Avitabile e i bottari durante una festa di paese (e Avitabile ha anche omaggiato Fela Kuti, causandomi i lacrimoni): mio figlio Davide (che aveva un anno e mezzo), eccitatissimo, ha picchiato a ritmo sulle barre del lettino per tutta notte impedendo a tutta la famiglia di dormire.

A Napoli mi sono molto divertito. Ho incontrato e conosciuto amici. Ho mangiato pizza e sfogliatelle. Ho comprato fumetti (e nei prossimi giorni ne parlo).

Adesso sono a casa.

Anche Giuliana è a casa.

Nicola Calipari, no.

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4 pensieri su “A Napoli

  1. fa parte della tragicommedia che stiamo vivendo sulla nostra pelle.
    ogni tanto un innocente paga il conto per tutti.
    remo

  2. ed ecco un bello SPAMMING dalla Nicoz

    voilà:

    sul mio bblog c’è una nuova categoria: COMIX

    ovvero…a seguire: i fumetti miei!!

  3. ieri a Ballarò, vero servizio pubblico e schietta testimonianza (non ideologizzata) di giuliana sgrena.
    Un bel modo di fare informazione, su una vicenda tanto triste e drammatica.
    Altro che la copertina di Libero che abbiamo visto a napoli…

    m.

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