Gioielli da Napoli (2)

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La situazione si complica. Sono tornato da Napoli mettendo a dura prova le ruote del trolley. Nel frattempo avevo fatto l’ordine dell’anno da www.fnac.com (non resisto al dopo Angouleme) e lo scatolone mi è stato recapitato nel fine settimana. Infine Chris Staros e gli amichetti della Top Shelf decidono di svuotare i magazzini con una promozione (libri a 1 e 3 $).

Non mi resta che soccombere di fronte al monolito di carta. Posso solo sperare che il contatto mi porti al salto kaizen, conducendomi allo stadio evolutivo successivo (la tepa sport, sospetto).

Cmq, bando alle ciance.

 

Canicola

Dal titolo ti aspetteresti un caldo appiccicoso che ti stampa la camicia su petto e pancia, un’umidità avvolgente come domopac, difficoltà a respirare e voglia di bestemmiare (ma quando si parla di fenomeni atmosferici è meglio di no, che non si sa mai). Nonostante l’introduzione punk di Edo Chieregato (“Questo è un accordo. Questo è un altro. Questo è un terzo. Ora formate un gruppo”), trovo Canicola fredda e distaccata. L’algida rivista ospita i lavori di un gruppo di autori chiusi, lontani, concentrati sulla propria interiorità. Un modo di narrare completamente al di fuori dalle mie corde di lettore. Fallisco miseramente nel mio ruolo di produttore di senso: le loro storie non le so eseguire; i loro buchi non li so riempire. La rivista è bella e trasuda progettualità: eppure mi tiene distante. Ciò nonostante mi sembrano assolutamente meritevoli di menzioni Giacomo Monti per il suo uso dei tempi del racconto (specie in “camicia”), Andrea Bruno e Alessandro Tota, il cui “buon samaritano” mi sembra aver metabolizzato ottimamente la lezione del manga gekiga.

 

Pezzi

Pezzi è sicuramente espressione di genio collettivo. E’ un volume (in verità costosetto, ma gli oggetti menzionati finora – a parte m di selfcomics – non è che siano esattamente a buon mercato) che presenta dietro un’ottima confezione una raccolta di brevi storie. Ogni storia è disposta su una doppia pagina e si compone di un’immagine e di poche frasi. Si tratta di schegge che esprimono momenti della vita di individui. Dopo aver letto un po’ di questi pezzi, ci si ritrova proiettati in questo groviglio di storie che e i tasselli danno la sensazione di un’immagine complessiva. Pezzi è un progetto di Maurizio Ribichini e Davide Catania e raccoglie, oltre agli interventi dei due ideatori, immagini e storie di Andrea Bruno, Salvo D’Agostino, Edoardo De Falchi, Daniel Egnéus, Nicoz, Onze, Paper Resistance, Alessio Spataro e David Vecchiato.

Continuo a rigirarmi il volume tra le mani e non riesco a non riesco a smettere di canticchiare: “Ai tuoi occhi il deserto / una distesa di segatura / minuscoli frammenti / della fatica della natura” (F. De Andrè).

 

Mirada

Come al solito il nuovo numero di Inguine Mah!gazine è saturo di sorprese. In questo sesto numero il pezzo forte è costituito da articolo, intervista e fumetto dello spagnolo Max. Esiste una collana di libri (fatta dalle edizioni La Cupola) che si chiama Todo Max e che affastella i (pochi) libri del nostro. Tra questi “Como Perros” (visto in parte anche su D&Q), “El Canto del gallo” (antologia di frammenti e minuzie) e “Mujeres fatales” (visto a spizzichi e mozzichi su Blue) non stonerebbero né nel catalogo Coconino né in quello Black Velvet. Accanto a Max, ci sono cose di Paper Resistance, Reviati, Costantini, Zezelji e un bel fascicoletto speciale dedicato al concorso Iceberg. Le sole cose che non sopporto di Inguine sono gli scritti di Elettra Stamboulis che mi dà la sistematica impressione di parlare di cose troppo difficili per me (e probabilmente è così).

Sul banchetto di Mirada a Napoli si trovavano le cose dello sloveno Igor Prassel (Stripburger e derivati). Quest’anno non ho resistito allo splendido Strpburger #38 del giugno 2004 (Miniburger, Dirty Dozen and the lucky 13th): la gioia di ogni feticista della carta che si rispetti. E’ uno splendido cofanetto di cartone rigido che contiene 13 minicomic in bianco e nero con copertina a colori (tranne il fortunato tredicesimo che è a colori anche dentro). Se solo riuscissi anche a leggerli oltre che a rigirarmeli tra le dita sudate.

 

12 Risposte to “Gioielli da Napoli (2)”

  1. anonimo Says:

    Pezzi è anche on-line
    http://www.pezzi.altervista.org
    si possono visionare altri pezzi non presenti nel catalogo. Probabilmente sarà dedicato un blog. Si saprà. Ciao M.

  2. anonimo Says:

    sono andato a visionare
    e ho visionato un disegno che era quello che mi piaceva
    più di tutti visionare
    roba da non credere
    era di nicoz!
    non credevo mi piacesi mai
    visionare una fila di mostriciatoli
    su sfondo rosso
    di quella mutandofila
    mutantofila
    (gli altri tre bruttini)
    ma quelllo:
    belllisssisssimisssimo!

    cerebroleso

    ps: ho visionato veloce però
    mi riservo cambiare idea
    in ulteriori visionamenti.

  3. anonimo Says:

    ho fatto in tempo solo a vederlo, Pezzi. Come lo avrò? Regalo? Borsa del fumetto? Cfapaz?
    Un pezzetto ciascuno?
    m.

    PS
    la lista topshelf! E solo 2 giorni di promozione! ti chiamo domani

  4. anonimo Says:

    canicola è un perfetto contenitore di storie congelate

  5. anonimo Says:

    Capita a volte, che l’espressione di un giudizio negativo, si accompagni ad una corretta definizione dell’oggetto cui fa riferimento.
    giacomo nanni

  6. sparidinchiostro Says:

    Giacomo,
    non ho capito il tuo commento.
    Ho definito male Canicola?

  7. anonimo Says:

    L’hai definita benissimo: “corretta definizione” cosa significa altrimenti?complimenti per il blog e grazie

    giacomo

  8. anonimo Says:

    si accompagni ad una corretta definizione dell’oggetto cui fa riferimento!?!?!
    l’altro che invece di vedere dice: visionare.
    ma questi fumettisti underground parlano burocratese
    perché è il nuovo modo di parlare figo?
    (e io non lo sapevo e vai a farti un giro nei locali, cerebroleso!!!)
    o stano cercando un posto alle ministero delle pari opportunita?

    i disegni di nanni che ho visionato però non mi sembrano freddi. La storia non l’ho letta ma quella su black di un gigante che viveva nella caverna era molto bellisssimissiiima, i disegni ottimi. Con quel tratteggio che però ogni tanto li vien fuori (che ricorda un po’ pierre le tan) non saprei se ci guadagna qualcosa.
    Poi, cari compagni excomunisti, l’essere veramente freddi non è un difetto, anzi, pensate ai gelati semifreddi che schifezza!

    cerebrolesomaestrinodellaminchia

  9. anonimo Says:

    visionare, vedere, guardare… cerebro illumina su come…
    m.

  10. sparidinchiostro Says:

    Pierre Le Tan?
    Ma quanto sei raffinato, Cerebro?
    Per sapere chi fosse ho esaurito le scrollbar di google (e ancora non ne sono sicuro).

  11. nkz Says:

    canicola…belli belli tutti bbravi! j’adooore!

    cerebroleso..ma che è un cooomplimento in fin dei conti?mi sa di si’. mejo che un cazzotto in un occhio!!

    non ho visto ancora pezzi ma posso diiire con certezza (visto che li ho fatti me) che lo sfondo non è rosso ma è FUXIA FLUO…ma lo so lo so….i-m-p-o-s-s-i-b-i-l-e da scanZionare!!

    (e ora scopro anche del siiito. mo’ me lo vo’ a veder!)

    ciaopaoloinkiostro!

  12. anonimo Says:

    finalmente una critica! meraviglioso! allora esiste chi fa funzionare le sinapsi…e non se ne vergogna. dio esisti.
    elettra

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