Buoni propositi (e uno)

Quando sei è un po’ di fretta è difficilissimo rimanere in equilibrio sui buoni propositi che lanci davanti a te.

Io spesso scivolo e casco.

In quei momenti mi giro e osservando il cammino osservo che i (pochi) buoni propositi su cui ho appoggiato il piede con sicurezza hanno ceduto sotto il mio peso e sono affondati nel fango.

Sono proprio un arguto tessitore di metafore! Eh?

Un attimo che mi sfilo il naso da clown che non sono abituato e mi viene la voce un po’ nasale. Ecco!

Tutto questo per dire che per la seconda volta, assecondando la richiesta di un amico, ho ceduto e ho scritto una roba (minuscola) per Fumo di China: è una breve recensione della storia più recente di Gipi. La metto anche qui. Mi sarebbe piaciuto intitolarla “Anche se voi vi credete assolti”, invece si chiama come il libro:

Gli innocenti

di Gipi

Coconino Press

“Zio, questo tuo amico è un delinquente?”. Con questa domanda si apre il più recente tra i fumetti di Gipi, terzo libro dopo Esterno Notte e Appunti per una storia di guerra. Andrea, furbo e irritante come sanno esserlo i bambini, e Giuliano, suo zio, discutono durante un viaggio. Costeggiano il mare andando incontro a Valerio, amico di gioventù segnato dalla storia, si vedono sfilare accanto porti e cantieri navali e attraversano con il ricordo gli anni di piombo. Gli anni Settanta sono evocati da uno sguardo particolare, quello della provincia, “dove non succedeva niente”. Il presente è a colori, reso netto dalla bicromia. I ricordi, offuscati dal tempo, si offrono solo come segni di penna, meno marcati e più confusi. E questo scarto stilistico tra il qui e ora e la memoria scandisce il peso della storia e del caso. Una giornata sfortunata è sufficiente a trasformare la vita di un innocente. Una giornata sfortunata è ciò che può distruggere la possibilità di gustare “Flash-bang cocco-banana” sulla spiaggia e condurre a una vita consumata dal carcere e dalla rabbia. Gli innocenti, con le sue poche pagine, è un libro fondamentale, e aggiunge un ulteriore tassello all’opera con cui l’autore sta scandagliando il recente passato di questo Paese. Impietoso e consapevole, anche quando tenta di lenire il dolore che causa ai suoi lettori inviando “baci dalla provincia”.

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9 pensieri su “Buoni propositi (e uno)

  1. Aiuto!
    Ho completamente perso il controllo sulla formattazione di splinder (non sono impazzito, tutte quelle spaziature non le inserisco io). Qualcuno mi spiega come fare ad aggiustare sta roba.

  2. su Lo Straniero di questo mese c’è una recensione non firmata (ma penso di goffredo fofi) su ‘gli innocenti’ e su quello della giandelli ‘interiorae’ che inizia così:
    “Con buona pace anche dei narratori più bravi, i più bei racconti italiani recenti li hanno scritti e disegnati due maestri del fumetto.”

    cerebroleso

  3. Sto cercando la giusta chiave per recensirlo in questi giorni… Trovo per questo il tuo pezzo utile, ma anche disarmante di quanto mi manchi una cosa fondamentale: l’età per una corretta coscienza storica, o almeno una fondata coscienza storica per giudicare meglio questo aspetto… mi arrangerò, però è sempre un dispiacere non cogliere tutti i possibili risvolti di un’opera.
    Bellissima, come in questo caso!

    Ettpre

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