Alzare il tiro (IV)

Come ti dicevo, “fumetto popolare” e “militar intelligence” hanno una caratteristica in comune: sono contraddizioni in termini.

“Persone di nuvola” è un libro bello e utile scritto ed edito da Giuseppe Peruzzo. Il volume è il frutto dell’ossessione analitico-collezionistica di questo torinese che ha esaminato, testata per testata, quarant’anni di “riviste di fumetti d’autore” (come recita il sottotitolo del libro), dal primo numero di Linus a L’Ostile.

La terza appendice del volume riporta i dati di distribuzione ADS di Linus e Corto Maltese dal 1982 al 1992. In queste tabelle scopro che la rivista Linus è passata dalle 53.823 copie vendute del 1982 (un anno merdosetto, nell’84 avrebbe toccato le 64.547 copie) alle 42.236 del ’92. A Corto Maltese è andata peggio: 49.740 copie vendute nel 1984 (anno in cui però sono usciti solo i primi due numeri falsando il dato, già nell’85 il venduto sarebbe precipitato di un dozzina di migliaia di copie); 19.612 nel 1992.

Ti ricordo che, nella prima metà degli anni Novanta, le riviste scomparirono una dietro l’altra, concedendoci quale triste lascito un paio di zombie a far capolino dai chioschi (eredità loschissima che ancora ci godiamo). Gli editoriali degli ultimi numeri delle riviste in chiusura erano di una noia letale tanto apparivano già visti: mercato asfittico, alti costi della carta, lettori pigri, concorrenza sleale dei videogiochi, blablabla…

Oggi, a parte un paio di eccezioni (che però se analizzate in dettaglio non scatenano erezioni in nessuno), il fumetto in edicola, quello che vorremmo popolare, vivacchia con un numero di copie vendute tale da farci invidiare Linus per la tutta la durata di quel decennio (e spesso anche Corto Maltese).

Parliamoci chiaro: il fumetto è una roba d’elite. E visto che siamo davvero in pochi, da elite dovremmo iniziare a comportarci davvero. A cominciare dalla puzza sotto il naso.

(4. fine – prossimamente “La puzza sotto il naso”)

 

Poscritto: Un diavoletto mi ha fatto una domanda che non mi lascia in pace. La ripropongo: Se la morte del fumetto popolare ha privato la terra del potere fertilizzante donatogli dallo strato di letame, come è possibile che un fumetto vivo e rigoglioso fiorisca su un’industria agonizzante?

7 pensieri su “

  1. la puzza sotto il naso!
    mon dieu, ma questo blog sta diventando verrrrrramente chic!
    comincio io con la puzza voi avicinate il naso:
    in un epoca di mondializazione, fare fumetti d’autore in una lingua che si parla in un solo paese, tipo l’italiano, non diventa un po’… come dire… dialettale? poi cosa farrete: i fumetti in bergamasco? insomma, non so voi, ragazzi, io trovo la cosa un tantino tamarra.
    questo blog poi, non dovrebbe essere scritto in inglish, mandarino o qualche altra lingua international? io faccio del mio meglio mangiandomi le dopie, ma cazo, mica poso fare tuto da solo!
    brainjured

  2. Dear BrainInjured,
    you’re right. I’m going to play a completely new music on this blog. From now on I’ll only write in spanglish (or consultancy english) that means you won’t be able to understand any post (and neither english speaking people will be).
    Global, trendy, groovy and hype are the new keywords for InkShots!

    Stay tuned
    Rgrds
    Paul

  3. Cerebroleso querido,
    usted tiene razón. Voy a jugar totalmente una nueva música en este blog. Ahora encendido de mí escribiré solamente en español de la consulta que los medios usted no puedan entender a ningún poste (y a ninguna gente de habla hispana sea).
    ¡Globales, de moda, maravillosas y bombo son las nuevas palabras claves para los tiros de la tinta!

    La estancia templó el respeto
    Paulo

  4. forse non ci siamo capiti,
    io intendevo che:
    het ruikt onder de neus! Dieu van Mon, maar dit blog worden elegant verrrrrramente! I met het begin met de geur van I u avicinate de neus: in een leeftijd van mondializazione, om grappige stroken van auteur in een taal te maken die in één enkel land wordt gesproken, typ de Italiaan, wordt geen po ‘… als dialectisch zeggen…? dan wat farrete: de grappige stroken in inwoner van Bergamo? insomma, kent u, jongens, I niet ik tamarra van dings toen tantino vind. een dit blog, ik niet in internationale inglish, Mandarin of één of andere andere taal zou moeten worden geschreven? Ik maak van mijn beste etend aan me dopie, maar cazo, bij al rust van I om alleen tuto te maken!
    verwonde hersenen

    ma poi l’olandese ha le stesse controindications del italian, merd.

  5. la puzza sotto il naso è utile. Per esempio per capire perchè Bonelli è in delcino e Brad Barron è un fumetto nato moribondo.
    Raccontaci anche questa storia, pistolero 😉

    m.

  6. fumetto è una roba d’elite: non sono daccordo. Diciamo forse che il fatto nuovo degli ultimi 20 anni è che in parte lo è (o almeno più che in passato).

    La situazione mi pare più complicata. Da un lato il fumetto popola i bassifondi e la “pancia” dei consumi culturali. Come nella sua storia degli ultimi 70 anni. Dall’altra è oggi attivissimo all’interno della ricerca artistica contemporanea, e traina come non mai (chris ware again) l’innovazione estetica.

    Da parte mia apprezzo questa schizofrenia. Mi pare una grande opportunità storica. Quale sarà il suo futuro, potremmo solo fare alcuni azzardi…

    m.

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