Prima della puzza: Parole parole parole (I)

E’ evidente, tanto a me quanto a te, che le parole sono importanti.

Faccio un esempio. Domenica prossima si votano quattro referenda il cui vero tema viene oculatamente tenuto nascosto sotto uno strato di nebbiosissima ambiguità semantica. Assistiamo disarmati all’abuso delle parole vita e morte (c’è un’altra corrente, apparentemente laicissima, che bofonchia di eugenetica ma neanche il giullare Ferrara riesce a rimanere serio mentre sputacchia tra gli spaziosi incisivi queste amenità).

E si parla di vita e di morte, concetti che ci costringerebbero al conteggio delle cellule scaraventandoci in quella istanza del paradosso di Zenone nota come paradosso del girino e della rana (qual è l’istante in cui il girino smette di essere girino per diventare rana?).

E si parla di vita e di morte solleticando l’etica dei due pesi e delle due misure, perché mangio animali che prima di trovarmi sul loro cammino erano decisamente più vivi di un embrione.

E si parla di vita e di morte per evitare una parola temibile: anima.

Perché lo scontro etico è tutto lì: se credi nell’anima, l’embrione probabilmente ce l’ha già.

Però, se si parte in questa direzione, il ridicolo è in agguato ed è possibile vedere crimini (e criminali) ovunque. La masturbazione, le polluzione notturna e la totalità dei metodi anticoncezionali uccidono miliardi di spermatozoi (mezza anima?). Le mestruazioni segnalano la morte dell’ovulo. Ogni essere umano è l’assassino di migliaia di suoi potenziali fratelli perché quando, spermatozoo, si è rintanato nell’ovulo ha reso la loro sopravvivenza impossibile.

Va bene. Mi sono fatto prendere la mano. Via il naso da pagliaccio (che mi fa anche sentire meno la puzza che ci ho sotto) e ritorniamo alle storie e ai disegni e al cadavere putrescente del fumetto popolare.

Le parole sono importanti, dicevo, eppure spesso c’è chi fa confusione. Diamo un’occhiata alla miserrima e agonizzante industria del fumetto da edicola e concentriamoci su alcune parole chiave.

 

 

(1.continua)

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Un pensiero su “

  1. bene, bravo, bis.
    Il prossimo week sarò dipendente statale part-time per scrutare ai referendum. Quante anime vedrò venire a votare?

    m.

    PS
    Ce l’ho anch’io l’anima, allora?

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