Estremi per denuncia

Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche

[…]

Art. 98

1. Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000

[…]
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6 pensieri su “

  1. Invidia Burundi.

    Una volta Riccardo Mannelli, esimio artista e disegnatore di Repubblica, per il settimanale Cuore fece una tavola ispirata alla sua idea dell’italia e dei suoi cittadini.

    La tavola si intitolava “Invidia Burundi”.

  2. reVerendum: un’altra volta in culo.
    si può ancora votare una coalizione dove c’è rutelli?
    forse no.
    allora? silvio forever?
    forse sì
    cerebroassistito

  3. Si, sono gia’ parecchie le denuncie partite verso Pera, Buttiglione, Ruini e vari compagni di merende.
    Mi sorpende la gradissima astensione anche in citta’ come Bologna. La spiego solo dicendo che non tutti sono abbastanza intelligenti per capire di Liberta’ Morale e Etica. La religione basta e avanza per le piccole menti.
    Tanto, se la liberta’ negata e’ quella degli altri chissenefrega, c’ho il cellulare colla telecamera nuovo…

  4. già l’elezione di benedetto è stata un segnale abbastanza chiaro. con il referendum il progetto diventa sempre più evidente.
    La denuncia ex art. 98 non c’entra però con il referendum ma con le elezioni. C’è niente da fare!
    Nel frattempo, mi sono preso la soddisfazione di dare l’8 per mille ai valdesi! tiè!!!
    mic.

  5. Non c’è nessun estremo per nessuna denuncia, in realtà: leggi qui.

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 art. 98
    secondo Cassazione penale, sez. III, 25 ottobre 1984

    Non commette il reato di cui all’art. 98 d.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 –
    che punisce, assieme al pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico
    servizio e l’esercente un servizio di pubblica necessità, il ministro di
    qualsiasi culto che, abusando delle proprie attribuzioni, si adoperi a
    vincolare i suffragi degli elettori – il ministro del culto cattolico
    che affigga all’interno della chiesa manifesti invitanti a votare a
    favore del referendum c.d. minimale sull’aborto, e contro quello
    proposto dai radicali. Il termine “vincolare” indica infatti l’induzione
    nell’elettore dello scopo di conseguire un vantaggio o di evitare un
    danno, e non allude a qualsiasi forma di propaganda elettorale.

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