Prima della puzza: Parole parole parole (V)
Progetto

E arriviamoci alla bestia.

Progetto è una bella parola ombrello in cui ognuno infila ciò di cui ha bisogno. Proprio per evitare questa situazione sgradevolissima, un’allegra congrega di teorici ha definito un framework di metodo per la gestione dei progetti. Come spesso accade, il rimedio rischia di essere peggiore del malanno, perché un modello standard è uno strumento potentissimo per smettere di pensare. Guardi il mondo e applichi il tuo modello come fosse il letto del brigante Procuste (e quando lo fai non sei mai consapevole che nel tuo futuro ci sarà un Teseo): riconduci il mondo alla forma del tuo modello (magari raffinatissimo ma, in quanto strumento, necessariamente stupido).

Un progetto è innovazione consapevole. Bisogna conoscerne gli obiettivi, i costi e i tempi per l’esecuzione. Un progetto si fa una volta sola e per un tempo limitato. Di un progetto bisogna prevedere risultati ed effetti e bisogna anche capire il profilo di rischio.

L’ultimo prodotto da edicola che mi ha dato l’impressione di essere il risultato di un progetto è stato Witch della Disney. Evidentemente c’era un progetto dietro, tanto è vero che uno degli sceneggiatori maggiormente coinvolti nella cosa se lo è giocato un paio di volte e parallelamente due aziende hanno sviluppato lo stesso concept (cinque streghette che frequentano la scuola e vivono i tipici problemi della loro adolescenza). Come questo sceneggiatore riesca ancora a lavorare in Disney è per me un mistero.

Comunque. Un progetto deve essere gestito ed è per questo che hanno invento i responsabili di progetto (chi fa questo mestiere preferisce essere chiamato project manager). Un project manager è il capo cantiere di questa innovazione, responsabile sia di quanto avviene all’interno del cantiere fino alla chiusura sia degli impatti delle attività in progettazione sul mondo esterno.

Mi fanno osservare che Brad Barron sta andando benissimo presso un pubblico attempato, che vive in provincia e che da tempo aspettava qualcosa che rinverdisse i fasti del comandante mark. La cosa interessante è che questa accurata definizione del target è un processo completamente casuale.

Non ho (più) parole.

(5. fine)

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