Alti e bassi

1. Napoleone è nato come serie atipica per i canoni bonelliani e poi – neanche troppo lentamente – si è normalizzata e imbolsita. Ormai non riesco neanche a leggerlo tutte le volte che esce (e non capita neanche spessissimo: una volta ogni due mesi). Dei sei numeri che escono ogni anno, ce n’è uno che il coraggioso Carlo Ambrosini affida a Paolo Bacilieri. Questo singolo numero annuale non è mai noioso. Anzi il più delle volte è divertente. Capita anche sia proprio bello.

E ce ne vuole di coraggio a inserire in una serie Bonelli una storia realizzata da uno che stratifica segni e ossessioni personalissime sul foglio. Uno che si dimentica che nei manuali – e nelle lecite volontà di controllo degli editori – c’è scritto che le cose devono essere fatte in ordine: prima l’idea, poi il soggetto, poi la sceneggiatura, quindi le matite e infine le chine.

Di recente le edizioni Kappa hanno raccolto in volume le storie di Zeno Porno di Bacilieri serializzate alcuni anni fa sulle pagine di Blue. Il libro (che è molto divertente e che vivamente consiglio) si chiude con un ometto che sottolinea il terrore – lenito da forte autoironia – di Bacilieri di essere sopravvalutato.

2. Uno che è impossibile sopravvalutare è Robert Crumb. Di recente è uscito “The R. Crumb Handbook”. Robert Crumb e Peter Poplaski (già responsabile del magnifico “Robert Crumb Coffee Table Book”) si sono seduti uno di fronte all’altro con un registratore nel mezzo. L’handbook è un libro bellissimo. Un’autobiografia fatta di memorie e parole, di corrispondenza, di stralci di fumetti e illustrazioni e di suoni.

Apri il libro, estrai il CD (un’antologia di pezzi dal repertorio dei vari gruppi di Robert Crumb), lo metti nel lettore e PLAY. I suoni vecchi strappati a banjo e mandolino da uno dei più grandi eversori che abbiano mai graziato il fumetto riempiono la stanza. E tu, lì calmo in mezzo a quei suoni e a quella voce che incredibilmente assomigliano a Robert Crumb, puoi finalmente immergerti nella vita di un genio e nella storia dell’immaginario statunitense degli ultimi 70 anni.

 

3. Ci sarebbe di che sentirsi felici se non fosse per le indiscrezioni che, in questo fine settimana, ci sono giunte sul nuovo compendio al catechismo della chiesa cattolica, fortemente voluto e coordinato dal cardinale Ratzinger, nel frattempo promosso a amministratore delegato del regno.
Questo documento, strutturato a FAQ per minimizzare le ambiguità semantiche, uscirà domani e, per il momento, sappiamo che
a. Il cittadino non deve obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell’ordine morale
b. Il diritto inalienabile di ogni essere umano, fin dal suo concepimento è un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione
c. L’inseminazione e la fecondazione artificiali sono immorali perché dissociano la procreazione dall’atto con cui gli sposi si donano reciprocamente, instaurando così un dominio della tecnica sull’origine e sul destino della persona umana.
d. La fecondazione eterologa con il ricorso a tecniche che coinvolgono una persona estranea alla coppia coniugale, ledono il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre conosciuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l’uno attraverso l’altro.

4. A partorire queste perle di saggezza è un gruppo di studio capitanato da un individuo che venerdì scorso si è infilato al Quirinale e si è prodotto in una serie di affermazione sulla tutela della famiglia fondata sul matrimonio, sulla difesa della vita e sul problema dell’educazione, costringendo Ciampi a difendere un assioma che non dovrebbe avere bisogno di essere difeso: la laicità dello stato.
Improvvisamente l’immagine dei cavalli abbeverati nelle acquasantiere di piazza San Pietro non è più così raccapricciante ai miei occhi.

 

 

4 pensieri su “

  1. punto 3 e 4:
    porcodio! è una guerra! al rogo i blog miscredenti! viva ratziger!

    cerebroleso beato

    ps, vedo un prete e mi tocco le palle, maché, non è antireligiosità! è che mi ricordo quando facevo il cattttechismo ed erano i preti a toccarmi i coglioni.
    ah, porcodio, quanta nostalgia!

  2. lo so, lo so, non c’entra un cazzo col tuo post
    ma quest’illustratrice mi piace un casino
    il sito poi (a me che nonmenintendo) con quella lente d’ingrandimento mi sembra bello. o no?
    http://fionahewitt.com/

    saint brainjured

  3. Questo documento

    Sai, non per niente si chiama “catechismo”. Nn e’ il programma di un partito politico che si presenta alle elezioni: è il catechismo di una chiesa, sono certo non ti sfugga la differenza.

    La capacità di scandalo è una qualità preziosa e sempre più rara: serbala dunque per occasioni più sensate. Con questo caldo, poi.

  4. Hai assolutamente ragione.
    Uno dovrebbe indignarsi se una chiesa tentasse di introdursi pesantemente nella cosa pubblica.

    Dovrebbe indignarsi guardando i legami tra quella chiesa e uno stato laico.

    E io mi indignerei anche se riuscissi a vederli ‘sti legami.
    Però non ci riesco.
    Quella chiesa e quello stato laico dovrebbero allontanarsi un po’ l’una dall’altro.

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