A me questa poesia di Stefano Benni sembra bella.

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4 pensieri su “

  1. A me sembra un esempio di kitsch da manuale, di pessima letteratura a un tempo sensazionalistica, purple e consolatoria (la consolazione del luogo comune) – se Liala o Pitigrilli fossero vivi e scriventi, scriverebbero così. Un perpetuare una serie di stereotipi falsi e non poco razzisti sul jazz (musica dei negri ubricaconi e drogati, privo di elaborazione intellettuale e mediazione culturale) e sul suo ambiente da parte di chi non lo conosce affatto.

    Del resto, in una tristissima intervista di qualche anno fa su Musica Jazz (buona anche quella…) Benni diceva che no, lui il jazz lo conosceva poco e in effetti non lo aveva mai ascoltato, e che gli sembrava importante solo perché “adesso che non c’è più il rock…”.

  2. Anche Liala e Pitigrilli non mi sembrano male.

    Conosco poco il jazz.
    Però ho letto l’autobiografia della Holiday e il libro che su di lei hanno fatto Munoz e Sampayo. E mi sa che sono gli stessi libri che ha letto anche Benni. Stereotipi falsi e un poco razzisti ma ben supportati.

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