Atti osceni

1. Sulla metropolitana piena di gente accaldata e imprecante e lui (è sempre un lui) legge il quotidiano (sempre libero, il giornale o la gazzetta dello sport). Te l’appoggia sul collo, te lo strofina sulla faccia e ignora il tuo odio.

I quotidiani fanno un rumore bellissimo quando accartocciati.

2. La tizia o il tizio allo sportello in posta, al municipio, in stazione, in aeroporto, talvolta anche in banca. Le/gli fai una domanda e lei/lui ti dice che non si può, snocciola nozionismo e regole, ti imprigiona in una gabbia di burocrazia finale.

Guardarla/lo negli occhi con fare paterno e dirle/gli: “Capisco… Certo… Certo… Ora, però, non è che c’è un adulto con cui posso parlare. Grazie”.

3. C’è questo tizio elegantissimo. Non suda mai e indossa dei completi da film di gangster. Prende la metropolitana tutte le mattine da Cadorna verso Bisceglie/Molino Dorino. E’ l’unico utilizzatore del distributore di nescafe posto vicino la banchina dei treni. Introduce la moneta e afferra questo bicchierino di cartone fumante. Poi veloce e trafelato lo tende davanti a sé e incede senza esitazione verso il treno. Se sei sulla sua traiettoria, l’ustione è un’opzione.

Ecco mi piacerebbe, una mattina, passargli accanto e, senza guardarlo e con l’espressione di vago disprezzo dell’occidentale bianco, lasciargli cadere una moneta da 50 centesimi nel bicchiere proteso.

(continua… forse)

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2 pensieri su “

  1. si fallo!, ma mentre fingi di essere di corsa verso l’uscita, veloce veloce che non ti becchi…. ma sai che ridere?
    L’artdirector

  2. ANEDDOTO. vado con un amico in posta a ritirare un pacco. l’impiegato vede la grande banconota e dice che non ha il resto. l’amico mio gli ribatte che, è un ufficio postale e il resto deve averlo per forza.
    l’impegato lo manda “gentilmante” alla banca imponendogli di cambiare il taglio della banconota gigante. il mio amico si fa dare un sacchetto di 20 centesini pieno fino all’orlo. allo sportello della posta il mio amico fa vedere la banconota e il tizio gli da il pacco. il mio amico, nasconde la banconota e gli mette sul piatto tutte le monetine. l’impegato impreca, il mio amico risponde che i soldi sono giusti e sono cazzi suoi se li deve contare. segue la fuga con le lacrime agli occhi dal ridere. storia vera. L’artdirector

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