B.D.

Nella prima e nella seconda striscia vedo il mondo in soggettiva. Soldati dal volto amico e sofferente mi dicono di resistere; mi gridano che non morirò oggi. Sono stato ferito. La vista va e viene. Non c’è niente da ridere.
Finalmente, nella terza striscia, il mio punto di vista si sposta. Scopro che ero B.D. Un trauma! Gli tolgono l’elmetto e vedo, per la prima volta, i suoi capelli. Un trauma! Il campo si allarga. Una mina antiuomo gli ha divelto la gamba sinistra, strappandogliela all’altezza del ginocchio. Non c’è niente da ridere.

Sono un lettore di Doonesbury di Gary Trudeau.
Credo sia una delle espressioni più alte che la comic strip abbia mai raggiunto. Anche e soprattutto quando non c’è niente da ridere.
B.D. c’era già nella prima striscia, datata 16 novembre 1960, e non è esattamente la personcina che inviterei a cena.
Nessuno sa cosa voglia dire B.D. Forse Bad Day, come lascia intendere il nostro in preda a una crisi depressiva. Fino a oggi non è stato un grave problema.
E’ stato una stella del football americano e poi un allenatore. Un volontario di tutte le guerre. Un fottuto reazionario dal capo sempre coperto: casco da football quando veste abiti civili; elmetto quando in divisa. Ora si è sfilato l’elmetto e non sembra intenzionato a indossarlo nuovamente.

Copertina di The Long Road Home

Questo volume raccoglie tutte le strisce della lunga strada verso casa percorsa da B.D. Un passo alla volta. E’ la storia della ricostruzione di un arto e di un uomo.
Leggilo.

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