Raccolta differenziata
Lavoro. Guadagno. Spendo. Consumo.
Sono un occidentale bianco nel pieno delle forze.
Produco.
Immondizia, soprattutto.
In casa sono circondato da contenitori in cui introduco rifiuti, aderendo spasmodicamente ad alcune direttive tassonomiche.
In primo luogo c’è l’umido. Va riposto in uno scatolotto marrone, con un coperchio progettato da un designer fallito. Dentro ci si infila un sacchetto di plastica biodegradabile (credo sia un derivato del granturco). E in questo sacchetto ci vanno scarti di cibo, ossa di pollo, bucce di banane, kleenex usati, … Il sacchetto di plastica biodegradabile costa come il manzo (anzi, se preso a peso, molto di più) ed è permeabile. Sul fondo dell’immondo scatolotto marrone si deposita un dito di liquame puzzolente e, frequentemente, bisogna vincere lo schifo e pulire il tutto.
Poi c’è il sacco giallo. Costa anche lui un rene e se uso un sacco trasparente d’altra sfumatura cromatica in un attimo divento vittima del vicino delatore. Il sacco giallo lo devo necessariamente comprare in un supermercato della piccola città (bastardo posto) in cui vivo. Se sconfino i sacchi diventano rosa, violetti, verdi e non vanno più bene. Nel sacco giallo ci vanno le bottiglie di plastica, il polistirolo (le tonnellate di patatine da imballaggio contenute nei pacchi di amazon), i sacchetti di cellophane…
Qui non ci sono più le campane del vetro. Bottiglie e lattine devono essere gettate, insieme, in un barattolone verde.
La carta (il mio rifiuto preferito) va in un contenitore bianco. Un mio amico mi dice che nel cassonetto della carta trova spesso robe bellissime. Io ci trovo solo confezioni di pasta vuote e carta da pacchi strappata malamente. Il vicinato, ovviamente, mi guarda male e maligna.
Infine il secco, che è un nome idiota per indicare tutto il resto. Va in un sacco trasparente, per il quale neanche il più pedante tra i vicini trova nulla da dire… Probabilmente solo perché non partecipo alle riunioni condominiali…

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3 pensieri su “

  1. Potresti fare come me. Io – per paura di perdere qualcosa – tengo tutto e non butto via niente. L’artdirector

  2. oppure come me: per paura di tenere qualcosa d’inutile non compro niente (tranne le sigarette e il tabacco da pipa ma quello si combusta e non resta) e mangio in trattoria.
    sciao
    boris

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