Fra un po’ parto.
Vado in un’azienda del ridente nord est a parlare di fumetti.
Loro fanno i web designer, io il consulente su temi di organizzazione dei dipartimenti delle tecnologie.
Tengo pochi corsi (mediamente un paio l’anno) e di solito parlo di strutture organizzative, gestione della domanda, gestione dei progetti ed erogazione dei servizi.
Tutte cose che mi interessano molto e che annoiano a morte i malcapitati costretti a stare ad ascoltare.
Stavolta invece parlo di come si leggono i fumetti. E sono un po’ emozionato.

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4 pensieri su “

  1. già che ci sei, potresti dire ai tuoi malcapitati costretti a stare ad ascoltare che il romanzo disegnato da Costantini è un racconto a metà tra il monologo di Mrs Dalloway e il racconto illustrato, dove le immagini costituiscono la struttura per un morbido flusso di coscienza. L’autore racconta dieci anni della sua vita in cui abitano l’amore, il desiderio, il conflitto generazionale, il viaggio e la provincia. Non dieci anni qualunque ma il delicato passaggio dall’adolescenza alla vita adulta, quella “linea d’ombra” che tanti romanzi di formazione hanno cercato di cogliere?
    grazie, sei un amore.

  2. Mi sembra quella storiella del coccodrillo che al bar ordina una roba schifosa come il cappuccino colla salsa di pomodoro e tutti rabbrividiscono per la salsa di pomodoro nel cappuccino ma non si chiedono cosa ci faccia il coccodrillo al bar.
    Ma perche’ parli di come si leggono i fumetti in una ditta di Treviso?????

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