Che vita di stenti!

Il collo irrigidito da dolori alla cervicale, vado avanti ad aulin. Il tempo mi è nemico. Ieri ho compiuto 37 primavere e il cuscino basso (quasi inesistente) non è più sufficiente a garantirmi una tranquilla posizione eretta al mattino. Mi imbottisco di caffeina e vado in ufficio a osservare uno schermo che mi induce alla poesia: “DI MESTIERE PESTO I TASTI / D’OGNI TASTO N’ESCE UN TESTO / CHE IO TOSTO VADO E POSTO “.

L’occhio sinistro oggi fibrilla e non sono felice.

Il cellulare squilla all’impazzata da 48 ore e devo discriminare le cazzate dalle telefonate rilevanti (se a queste non rispondo, smetto di garantire vitto e alloggio ai pargoli).

Per i suoi 50 anni l’espresso sta facendo una bella antologia di articoli. 3000 pagine equamente ripartite su 5 volumi, ognuno dei quali dedicati a un decennio. Il primo di questi libroni (che costa una quindicina d’euro, rivista compresa) mi sembra meritevole. E ti parlerei lungamente dell’articolo che mi notifica che nel 1955 un tribunale ha dato torto all’utenza RAI che voleva essere risarcita per la pessima qualità dei programmi, sancendo che il canone RAI non è un abbonamento a un servizio ma una tassa.

Mi piacerebbe fare un po’ di qualunquismo e parlarti di teoria del complotto e del filo rosso che congiunge questo evento di 50 anni fa alla scomparsa del popolo italiano.

Purtroppo ora non c’è tempo.

Annunci

7 pensieri su “

  1. non sò chi sei e neanche tu chi sia io, è una cosa un pò vecchia, ma, oltre ad avere ,per caso, la copia autografata dalla cantante, mi potresti raccontare che ne sai della Negra? Leggendo velocemente qua e là alcune tue cose resto un pò perplessa dalle tue emozioni e dalle tue critiche, con tutto il rispetto per ambedue, sono le tue, pur essendo d’accordo con molte tue affermazioni. sò di essere una lingua tagliente e vorrei riuscire a trattenere i miei impulsi proprio per evitare guai, rifacendomi alla saggia descrizione della tua pagina.
    auguri per la cervicale, gli anni non passano invano, purtroppo anche per gli acciacchi.
    marcela

  2. Marcela,
    non ho capito la domanda. Stai chiedendo cosa so di Mercedes Sosa? Niente. Figurati che non sapevo neanche fosse nota come la negra.
    Ho trovato un disco di seconda mano con una bella copertina e l’ho comprato.
    Se sulla copertina ci fosse stata la foto da signorona bene, stuccata da strati di cosmetici, che c’è nel sito della sosa non l’avrei preso.
    Il disco è firmato e dedicato al precedente possessore (con un pennarellone indelebile).
    L’ho ascoltato per un mese poi ho trovato sempre nell’usato un doppio acustico dell’argentina che ho messo nel lettore una volta sola.
    Ora da mesi non l’ascolto più.
    C’è qualcosa che dovrei sapere?

    In questi giorni ascolto il live di tony allen (percussionista di fela kuti), un bootleg di capossela a umbria jazz con meravigliose chitarre di marc ribot (c’è una versione del tanco che mi vien voglia di definire definitiva… ribot ha metabolizzato a tal punto Jockey Full Of Bourbon di Waits da rendere superflua la presenza dell’ottimo Capossela) e un dischetto fatto con mp3 vari che ho rastrellato dal pc (ho spento l’auto mentre ani di franco faceva self evident, un pezzo che tutte le volte che l’ascolto mi distraggo e rischio incidenti vari).

    Ciao
    P.

  3. Fa,
    mi stavo chiedendo come mai comparisse la tua foto accanto ai tuoi commenti e ho scoperto che accanto ai miei viene fuori un punto di domanda.
    Forse splinder vuole farmi capire qualcosa.

    Baci
    P.

  4. tu quasi non posti + immagini
    splinter invece le vostre faccie e simbolini domandosi poteva risparmiarcele
    poi piove
    allora andate tutti a fare in culo

    cerebroleso

  5. ero quasi sicura che non l’avevi più ascoltata. potresti chiedere a Quino, mi sembra che hai a che fare parecchio con i fumetti, ma forse è troppo algido, lui si riconosce solo in Borges, Garcìa Màrquez per lui è un sottoprodotto, è parte di una argentinità, intellettuale e non, un pò sprezzante. Adesso le sonorità del tango sono dovunque, chiunque mette un pò di milonga dentro un suo pezzo, in un film. La Negra Sosa è un culto e anche un delirio popolare, quello del folklore che rappresenta tutta l’Argentina e non solo la sua capitale. non credo tu l’abbia sentita 2 anni fà a Milano, che a stento riusciva a stare sul palco, donarsi al pubblico e omaggiare l’italia cantando dallamericaruso, te voglio bene assai, quasi meglio dell’arrangiatore stesso, sicuramente la pronuncia del napoletano è migliore. Il suo impegno è stato costante da duerme negrito a gracias a la vida, ad alfonsina y el mar e migliaia di interpretazioni e collaborazioni e aiuto a musicisti giovani, oggi mostri sacri del folkore. se ancora sei interessato alla dualità musicale argentina, cerca Atahualpa Yupanqui.
    sono troppo lunga. ti saluto
    marcela

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...