Piccolo festival

Ha probabilmente ragione Matteo.
“Come festival è stato veramente piccolo, ma di workshop così grandi sul fumetto, in Italia, se ne sono visti pochi”.

Me lo ha detto mentre stavamo tornando a Milano, sfatti da due giorni di Cremona. Lasciavamo lì Michele, Massimo, Andrea, Francesca e tanti altri che dimentico (altrettanto – e forse più – sfatti) a smontare tavoli e stand.
Un sacco di difetti (e chi scrive ha sicuramente la sua dose di colpe). I più evidenti sono i tanti, forse troppi, eventi e la poca attenzione alla comunicazione ai media. L’effetto più immediato è stato che di pubblico ce n’era veramente poco.
Eppure raramente si vedono incontri e tavole rotonde così ben frequentati: autori, operatori e critici facenti funzione (i critici non c’erano perché, come sa chiunque abbia letto almeno una volta un quotidiano negli ultimi vent’anni, in Italia si sono estinti, abbattuti da epidemie, inedia e idiozia dilagante).
Hai letto bene. Là sopra c’è scritto “autori”. Dopo aver conosciuto Gipi, mi sono riconciliato con la parola.
Ho capito – perché mi è stato spiegato con parole così semplici che poteva capirle perfino un interdonato – che la dialettica vera non è tra fumetto d’autore e fumetto popolare, ma tra fumetto popolare e “fumetto impopolare” (di cui Gipi si dice massimo esponente – l’editore fa osservare che prende le distanze da questa posizione).
Chiaramente, dopo 48 ore trascorse a parlare di fumetti, ho voglia di pensare e di parlare d’altro, ma ho anche il sospetto sia inevitabile dire qualcosa.

Spizzichi e mozzichi di vita quotidiana

1. Milazzo, a pranzo e con un candore inquietante, ha detto che i giovani non riescono a capirlo quando dice che il computer fa perdere il contatto con la pagina disegnata e che la mediazione della fredda macchina causa l’assenza di un originale. Tutto sminuisce l’importanza del disegnatore. Gli ho dato ragione, maledicendo l’inventore del pennarello che aveva definitivamente allontanato l’artista dal rametto sporco di carbone.

2. Simone di Naked Women Inside ha una folta chioma rasta e un viso magro, quasi scavato, che lo affratella a Bunna degli Africa Unite. Parlando di musica gli chiedo quali siano i dischi che reputa fondamentali e, illuminandosi, sbotta in un “I cantautori! De Andrè soprattutto!”

3. Un fato avverso e cattivo mi si è abbattuto contro e ho così avuto la possibilità di vedere da una posizione privilegiata tutti i premiati del piccolo festival. Gli sguardi negli occhi di alcuni tra loro mi sono sembrati veramente increduli e felici.

4. I premi del piccolo festival non sono certo prestigiosi. Sono comunque andati:
– a  “Una lacrima sul viso” di Giorgio Mascitelli e Lorenzo Sartori e a “Gloria” di Luca Vanzella e Luca Genovese come migliori libri 2006 (sic!);
– a Paolo Bacilieri e a Gipi come migliori autori;
– a “   “ di Giacomo Nanni e a “Martina” di Laura Scarpa per il libro che non c’è;
– a Francesco Coniglio come premio in ritardo per aver edito fumetti importanti (da Cages a David B., Da Max a Strangers in Paradise, da Pichard a Bone, …);
– a Elena, moglie di Michele Ginevra, in rappresentanza di tutte/i le/i compagne/i lasciate/i a casa ad aspettare mentre l’altro/a va a occuparsi di fumetti.

5. I lucciconi negli occhi di Gipi mentre rivedeva, dopo anni, i disegni di Andrea Pazienza. Continuava a dire sottovoce: “Che tenerezza. Un ragazzino”. Le sue braccia e le sue mani, di solito in movimento a mimare arcuati amplessi di dita e palmi, erano ferme.

6. Massimo Galletti, sopravvissuto a se stesso e a una tavola rotonda delirante (che ha raggiunto il suo apice di comicità demenziale quando ha preso il microfono Emanuele Di Giorgi di Tunuè – e va enfatizzato che c’era già stata una lunga sessione di Galletti-pensiero), ha chiuso il tutto con una frase che mi sembra molto bella: “Vorremmo arrivare a fare un festival che finalmente ci assomigli”.

Adesso, per giorni, solo ricette e tecniche di uncinetto. Lo prometto.

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14 pensieri su “

  1. Un weekend pieno di stranezze. Ma anche di sani confrontacci e inattese piacevolezze.

    Dubbio. Non è che il tuo blog sta diventando un focus group?

    mat

    ps
    quanti post arretrati. Quanto tempo da buttare al cesso, i consulenti.

    pps
    Il verismo sardo-parigino di cerebroleso l’ho dovuto leggere ad alta voce: la mia lei mi sentiva ridere inutilmente. Firmo anche io la petizione per cerebrolesonline.

  2. riempire a 3/4 un bicchiere di vino bianco fermo, spruzzarlo con un dito di campari, aggiungere mezzo dito di gin.
    buono spritz!
    emiliano

  3. mat, I like focus group too!
    Focus were amazing. Hocus Pocus – Best ever rock song from Holland. It will always have a place in my heart.
    hocus pocus is one of the best songs i’ve ever heard, it is a total change to other rock songs which is what it made it so good and the use of guitar and drums was terrific. the way in which the voice was used also grabbed me, it sounded excalent, being the only song i’ve heard them i would really like to hear more. i am a real rock fan and vary in the different rock types, this rock has been classified as prog rock as i heard it of the prog rock album, to me it is a new kind of rock, being a singer in a band i would love to do one like hocus pocus but my voice can’t go like that, it is amazing and not a lot can compare.
    Thijs van Leer
    ps, do you like also italian travestitis?

  4. dear tourist,
    yes I like travestitis. My town (Milan: have you ever biin here?) is maybe one of the town in the worrld with the highest number of travesti.
    Me, Paolo and L’Artdirector we met also a young artist that would do a photo project (big book with naked people) about travestitis.

    Ah: my daily Focus Pocus, today, will be on Vasco Rossi. A very famous italian singer. And a big lover of Lapo’s hobbies.

    matthew

  5. Basta CMX!
    Sei un idiota e hai rotto i coglioni!
    Non sembra più neanche uno scherzo!
    Mi sta per partire lo stalinismo.
    Da ora in poi cancello i tuoi commenti (o quelli che sospetto possano essere tuoi).
    A cominciare da questo.
    Addio!
    P.

  6. L’artdirector che frequenta fotografi ambigui ha sollecitato via mail alcune foto da pubblicare, ma l’artista si nega, rifiuta si svelare il suo più esclusivo lavoro. Pare che si sia spostato a Torino…..

  7. ah per Spari….e Mat – io che non ho frequentato cremona apprezzerò molto i vostri commenti. L’artdirector

  8. ma come, artdirector: non mi dire che il giovane fotoartista è sparito da treviso…

    Spari: hai davvero evirato i commenti di CMX? E dire che parevano gustosi. Ma chi è diego: diego armando?

    mat

  9. “Là sopra c’è scritto “autori”. Dopo aver conosciuto formaggio di pecora, mi sono riconciliato con la parola.”

    I’m sure than if you should recive enough sheep cheese you should start to talk about ‘graphic novel’ also.

    SHAME!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Brigate dei martiri del formaggio di pecora

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