Delete Key

I quaderni di mia figlia mi spaventano.
Li apro il sabato con lei per guardare e farmi raccontare cosa ha fatto durante la settimana. Tutte le volte mi aspetto di trovarli colmi di disegnini e scarabocchi, come sono convinto debbano essere i quaderni di una bimba che frequenta la prima elementare, e invece… Maledetta fotocopiatrice!
Schede didattiche, in copia fotostatica, incollate su ciascuna pagina perché Chiara colori, trovi le differenze e identifichi la lettera mancante. Sotto le dita di mia figlia non si stanno affastellando fogli scribacchiati, corretti, con voti brutti o belli, con i buchi per le cancellature, con gli errori ortografici…
Al sabato mi ritrovo per le mani delle smemorande in nuce. Bassorilievi di carta sui quali mia figlia colora i disegni privi di personalità di illustratori che definire mediocri è un atto di generosità non dovuta.
Le maestre le ho incontrate e anche loro un po’ mi spaventano. Dovevano spiegare il regolamento delle elezioni del rappresentante di classe (una roba che si dovrebbe riuscire a risolvere rapidamente con un’alzata di mani e che viene rivestita dalla sua confortevole guaina di burocrazia) e non ho capito nulla. Sì, lo so, è possibile siano i miei limiti intellettuali, ma sono terrorizzato dal pensiero che quelle donne, incapaci di dirmi in maniera semplice che devo scrivere un nome su una scheda e firmare un registro, debbano insegnare storia e geografia a una classe di seienni scalmanati.
Sto attuando l’unica azione di resistenza umana che mi venga in mente: io e Chiara leggiamo più Usagi Yojimbo e Bianca Pitzorno, disegniamo e coloriamo di più, abbiamo un nuovo animale domestico (è un granchio e si chiama Matteo) e parliamo delle ragioni per cui potrebbero essere scomparsi i dinosauri.

Cosa dici?
Le regole?
Ah…
Avrei voluto scrivere: “ho il bottone DELETE e non ho paura di usarlo”.
Avrei voluto fare un discorso peso. Una cosa del tipo: “Comportati come se fossi a casa mia. Se metti i piedi sul divano, se rompi qualcosa, se ti dichiari fascista, non sei il benvenuto. Perché ci sono delle regole. Sono poche e semplici. Ma ci sono”.
Me le ero anche preparate. Le regole intendo: a. Non si piscia nel mio giardino; b. Anonimato e pseudonimi non sono buone scuse per dire cose offensive; c. Non si devono moltiplicare gli enti quando non è necessario; d. Niente razzisti in salotto; e. Non è vero che tutti possono dire quello che vogliono.
Che cosa è successo, allora?
E’ che ho una coscienza.
Non è come quella degli altri, una roba incorporea con cui ti confronti silenziosamente sul terreno paludoso dei valori morali. La mia ha un nome, una faccia, una tastiera davanti e una partita iva. E’ incredibilmente spaccapalle e sagace: invece di lavorare, passa le sue giornate a mettermi di fronte alla mia povertà intellettuale. Da giorni, per esempio, mi sta gridando: “Sei un idiota e ti stai prendendo fottutamente sul serio!”. E ancora: “Regole? Cara la mia principessa sul pisello, vaffanculo tu e le tue regole!”.

E’ vero. Ho il bottone DELETE, ma mi fa paura (non quanta me ne fanno le maestre di Chiara, ma me ne fa).
Quindi, scusami per le sparate.
Questa non è casa mia. E’ uno spazio aperto (e la libertà privata è un furto, aggiungerebbe Boris). Fa’ quello che vuoi: scrivi, commenta, sputa, insulta, fatti insultare.
Sappi però che sono armato. Ho il DELETE ed è carico. Magari mentre lo pulisco mi parte un colpo. Dopo però mi vengono delle crisi di seriosità che la mia coscienza deve venire a recuperarmi col caschetto da speleologo.

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26 pensieri su “

  1. Caspita che colpo di scena!
    Maestra, hai visto??
    è tornata Genoveffa!
    però si è pulita le scarpe prima di entrare, e non ha detto neanche una parolaccia.
    può restare?

    buona giornata
    raffaella

  2. e bast costi fumetti del cazzo!
    sono stato in altri blog e ho sentito che stiamo attraversando un tristissimo groviglio di dicotomie del tutto inutile, le nostre persone che fanno qualcosa non possano potersi esimere a osservare le nostre chiacchiere interiori, quelle fusioni ad ammassi informi significanti, chiamiamolo bello e ogni tanto ci mettiamo un tristissimo e malinconico finale e combinazioni di opposti.
    e voi ancora qui a farvi le pippe con le ricette!
    VERGOGNA!!!!!!!!
    cerebroleso

  3. mia figlia caterina ha un quaderno come quello di chiara. uno spessore di almeno 3 cm e siamo all’inizio dell’anno. anche lei affronta la prima elementare. anche lei ha le schede. ma la sua maestra le fa comporre parole in grossi quadrati fatti con la matita. la hb chiede, per scrivere la hb. caterina che è diligente esegue alla lettera i compiti. ma commette errori, come tutti. li corregge prima cancellando poi però si ritrova un incisione camuna sui fogli. alle volte mi chiedo se le schede non servano lì incollate per evitare di incidere il banco sottostante. trovo però che il metodo stia dando buoni risultati caro SPARI, insieme facciamo i compiti, insieme scriviamo le parole e la cosa che più è incredibile è che a caterina piace così tanto che scrive anche dopo aver finito i compiti. forse è il metodo giusto dicevo e noi abbiamo frequantato i banche oramai troppo tempo fa…. L’artdirector

  4. è uscito un nuovo giornaletto mensile illustrato per bambini, Baribal,
    ne sei al corrente?
    a me sembra carino e ben fatto, penso che ai tuoi bambini potrebbe piacere

    raffaella

  5. L’aspetto positivo di tutto questo disastrato stato mentale di maestre e maestri è che uno può andare a spendere un casino di soldi nei libri per bambini che + piacciono e farli passare come ‘ indispensabile complemento alla formazione culturale dei propri figli’. Vado oltre, se non esistessero le maestre cretine non esistirebbero neanche i libri per bambini, forse addirittura non esistirebbero neanche i bambini.

    Ieri sono andato alla libreria dei ragazzi: 87 euro!

    “L’Albero della vita” Sis Peter Editore: Fabbri € 14,00
    Superbellisssisssimo, capolavoro, da possedere assolutamente.

    “Le avventure di Ulisse” Piumini Roberto illustrazioni di Ghermandi Francesca
    Editori Riuniti 2003 Pagine 33 Prezzo 9,50
    Molto bello, ghermandi è bravissima, il prezzo poi, per un libro che misura + di 40 cm è buono. Unico dubbio caccacazzo: va bene che per forza com’è per ragazzi l’illiade e l’odissea devano essere ‘divertenti’? Non c’è già celentano, bisio, zelig, la gandini, berlusconi, smemoranda (di quei due di sinistra sempre a mettere le mani nelle tasche dei bambini), luttazzi, ecc, ecc? mangiaspaghetti miei, ma che cazzo avete tanto da ridere?

    “… e un Punto Rosso” David A. Carter, cm 23 x 23, 9aperture, pop-up Prezzo : € 19,50
    Un altro supercapolavoro. Il pop-up + bello e intrigante che abbia mai visto. Il prezzo è ottimo.

    M.Sasek – Questa è New York M.Sasek Euro: 13.00 Pagine: 62
    Prina pubblicazione 1960, in stile new yorker, molto bello. Forse però new york nel frattempo è cambiata, ma tant’è se gli americani l’hanno ristampato la rizzoli perché deve essere da meno?

    Una tigre!? Su un albero? Ravishankar Anushka- Biswas Pulak, Corraini Maurizio PAG: 40 Prezzo: 18,50 euro.
    Stampato in India in serigrafia lo apri e si sente l’odore, metà a mucca metà a serigrafia. La storia è una stronzata ma i disegni sono bellissimi, e l’oggetto anche. Troppo caro!

    Un paradiso per il piccolo orso di Dolf Verroen e Wolf Erlbruch, Edizioni E/O, prezzo 12, 50. Carississssisssimo, finisce in 7 minuti è alla fine s’impara che il paradiso è stare in famiglia. I disegni si possono godere meglio in “La grande domanda” di Wolf Erlbruch,, molto meglio.

    – 87 euro per questo mucchio di stronzatte!? – urlano a casa.
    – Lo faccio per il nostro figlio, lo faccio!!!! – Sbatto la porta e mi collego per il resto del pomeriggio a http://www.pussy.org. Gratis!!!!

    cerebroleso

  6. postilla
    (anche la postilla fa questo pezzo di merda?)
    postilla, dicevo: sono certo che la rizzoli troverebbe fra i pripri libri fatti in Italy negli anni sessanta cose altrettanto belle senza dover pagar pegno agli americani.
    L’elmo di sciiiipio
    mi cinga la teeesta

  7. Fa: Che discorso sull’osservazione?

    artdirector: In una casa piena di libri e con il rito della lettura serale, Caterina avrebbe cercato di leggere e scrivere anche se avessero cercato di impedirglielo (cosa che effettivamente – secondo me – le maestre fotocopione stanno tentando di fare)

    Raffaella: ho qualche dubbio su baribal (anche se sono contentissimo che ci sia). Con quel formato da tabloid (ma forse pensavano alla dolce vita), gli edicolanti lo schiantano tra carta e un altro paio di settimanali di finanza (lontano dagli occhi bambini). Quando l’ho chiesto non sapevano neanche cosa fosse e per fortuna c’era uno che si ricordava dove l’avevano messo. Ieri sera ne abbiamo letto un po’ e ne ho tratte due sensazioni: 1. la carta è sbagliata (con quella piega nel mezzo, le pagine tendono a spaccarsi in due ogni volta che sfogli); 2. Qualcuno dovrebbe spiegare a Brolli il concetto di cliffhanger (la puntata di TRE si interrompe bruscamente come se non fosse stata pensata per essere pubblicata lì sopra)

    Cerebrocoso: solo una cosa. L’ulisse di Piumini/Ghermandi non fa ridere. L’ho letto a Chiara un po’ di temp fa e il fottuto sistema delle remore mi ha messo qua e là in imbarazzo. Un punto rosso è bellissimo ma non è un libro per bambini. Se tiri troppo si staccano i pezzi (no, non come con gli altri pop up. di più, molto di più).

    Baci
    P.

  8. Una tigre? Su un albero? > Caterina lo legge e mi chiede come mai in africa i signori siano disegnati così. Non male mi dice, ma strani…. È il suo bello. il libro è anche oggetto, la morale nella storia della tigre c’è, facile certo, ma c’è. io lo conservo un po’ come se fosse mio, quasi come Riccioli d’oro in edizione particolare che ho trovato, dove ogni ambientazione è fatta con oggetti e mobili fatti da designers storici. Ha un suo valore. L’artdirector

  9. sparid’inchiostro:
    Che colpa ha David A. Carter se stai allevando due bestie selvaggie?

    art-director
    hai ragione sulla tigre, la parola stronzata è inmeritatissima

    cerebroleso

  10. qualcuno dovrebbe spiegare a brolli tante di quelle cose che quasi è tempo perso.

    condivido l’ulisse di piumini/ghermandi non fa ridere ma le remore dove?

    sciao boris

  11. perchè? in africa le tigri non ci sono???? ma vah?
    ma del resto io non so neanche del concetto di cliffhanger…

    raffaella

  12. Nessuno si chiede che cosa ci faccia una cliffhanger in Africa?

    ho cercato remore in google-immagini perché non capivo: sono dei pesci!
    forse è una specie in via d’estinzione e le ultime abbitano dalle parti di sparid’inchiostro

    cerebroleso

  13. appunto.
    sono pesci dal grande coraggio o dalla assoluta irresponsabilità
    non capivo con quali reti e a quali coordinate spari le avesse pescate in ulisse
    risciao
    boris

  14. verso mesdì tra una faccenda e l’altra mi sono ricordata che Boris verso quell’ora andava a sfogliare da queste parti e sono venuta a sbirciare anch’io.
    genoveffa

  15. Hombre, que quizas que este buon hombre de Disparo de Tinta entendia decir ‘rameras’?
    Sì creo que sì!
    Rameras!
    Que es muy tonto y se equivoca con el teclado, joder!

    Juan Antonio de la Vega de la Rioja Rodriguez Gomez Cerebro Detu Putamadre

  16. yo ya sé pocas malas palabras en castellano o espanhol,no vamos a abrir un debate sobre el tema del idioma que ya se tuvo en rosario este anho con tanto de reyes de espanha, donha cristina que và fuerte la muy boquitas pintadas. Me dijeron las chusmas de allà que cuando se encontrò con la senhora Zapatero quedò como la mierda. Yo soy baronera y quisiera charlar con chicas y de lo anglosajòn no me cabe. Soy una infeliz que no llega a entenderlo a Borges y a disfrutarlo como merece.
    Catherine Zeta Jones Jenovefa de Cadhillac

  17. cerebrochrisler

    Pues siempre la mamajuana
    vivìa bajo la carreta,
    y aquel que no era chancleta,
    en cuanto el goyete vìa,
    sin miedo se le prendìa
    como guerfano a la teta.

    genoveffa degli stivali rossi

  18. E’ vero. Oggi sono stato anche io alla riunione con le maestre; una e’ figa, per fortuna, aveva le tette di fuori, i capelli ricci neri meridionali, sorrideva, a me, seduto in prima fila, perche’ sono arrivato in ritardo e non ho paura a sedermi in prima fila, c’e’ sempre posto, ho finito le virgole.
    La Maestra e’ una sola, ma e’ fatta di tre parti, o quattro, non ho capito bene, ma rischio l’eresia e il rogo, facciamo trinita’ e non ci pensiamo piu’.
    La Maestra madre ha detto che ci sono bambini che non fanno la scheda. Io guardavo le tette alla maestra figa.
    La scheda dei compiti sembra un gioco della Pimpa fatto da un poliziotto di guardia ad Arcore, sull’alfa romeo parcheggiata davanti e fuori piove e ha finito le sigarette.

    Pero’ mia figlia sta imparando a scrivere.Dalla mia parte le ho detto che il mondo non e’ stato creato da un p….dio, e’ fatto di materia, che vediamo come solida liquida o gassosa, che la materia e’ fatta di atomi e molecole….

  19. i bambini COMUNQUE imparano a leggere e scrivere, anche se si trovano davanti i peggiori maestri al mondo, anche se ci mettessimo una volta alla settimana noi stessi a insegnarli per due anni, loro impararebbero lo stesso. non è merito delle schede.

    non sai come ti invidio che non hai paura a sedermi in prima fila.

    cerebroleso

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