Il canone fumettistico – 2

1916 – Krazy Kat di George Herriman
Krazy Herriman
Poetico e surreale. Ecco come viene comunemente definito il lavoro di Herriman da una critica affannosa in debito di aggettivi. Perché questo ometto raccontava storie apparentemente semplici e il critico disarmato, quando vede bellezza nella semplicità (per quanto solo apparente), gli viene l’ansia e scomoda la poesia. Coconino county è una tavola. Ferma come un petrolio. E non somiglia per niente allo Utah, checché ne dicano Herriman, i suoi amici e i suoi lettori. Poi, quando leggi quelle storielle, vieni messo di fronte al più classico dei triangoli amorosi: la gatta Krazy ama (non si sa se ricambiata) il topo Ignatz; Ignatz cerca la gatta solo per coglierla alla sprovvista con la durezza del suo mattone; e Offisa Pup, cane poliziotto che vive un amore a senso unico per la gatta, arresta sistematicamente il topo e lo getta in un cubo di cemento (jail) che è uno dei pochi edifici che spezzano la monotonia bidimensionale di Coconino.
Hearst (te lo ricordi? è il tycoon che si era comprato l’anima di McCay) amava le strisce e le pagine della gatta. A volte, pare, più di quanto le amassero i suoi lettori. La leggenda vuole che, di fronte a strisce particolarmente divertenti, Hearst staccasse assegni pesanti e mandasse uno dei suoi galoppini a dare un aumento a Herriman. Pare poi che Herriman rifiutasse l’aumento perché non credeva di meritarlo e che i due battibeccassero (con un povero galoppino costretto a fare la spola con un assegno in mano) fino alla resa del disegnatore.
Trovo Krazy Kat esilarante e modernissimo.
In italiano esiste un libro edito da Milano Libri a metà degli anni settanta (e inspiegabilmente stampato su un’odorosissima carta gialla) che raccoglie un po’ del Krazy Kat apparso su Linus. In inglese si trovano vari volumi che raccolgono annate di strisce e pagine domenicali fatti prima da Eclipse (e che ancora fanno bella mostra di sé in alcuni american bookstore) e poi da Fantagraphics (questi si possono ordinare tutti, senza grossi problemi, da amazon). Proprio i volumi Fantagraphics (la cui grafica è curata da Chris Ware) dovrebbero, prima o poi, uscire in edizione italiana per Free Books.
Consiglio anche “Krazy Kat, the comic art of George Herriman” di McDonnell, O’Connell e De Havenon, una selezione di strisce e pagine, accompagnata da ottimo apparato critico (lì, poetico e surreale non lo dice nessuno)

1918 – Gasoline Alley di Frank King 
Gasoline Alley 
Quando parlano di continuità, gli appassionati di fumetto statunitense si stanno di solito riferendo a quel meccanismo narrativo per cui quello degli x-men sta combattendo con un supercattivo più anziano di lui che in realtà è suo figlio cresciuto in un futuro alternativo e la perdita del bambino ha condotto alla disgregazione della coppia ma tanto lei muore e non era neanche quella che amava veramente perché era un clone di quella che amava veramente ma che era stata creduta morta ma invece era solo immersa in un bagno criogenico e una creatura astrale l’ha risvegliata e poi… insomma, mi hai capito.
Frank King riempie di senso la parola continuità. Dal punto di vista narrativo, perché le strisce raccontano una storia che evolve in tempo reale: giorno dopo giorno i lettori di quotidiano statunitensi possono vedere quel bambino crescere, imparare a camminare, iniziare a radersi, dare e ricevere il primo bacio… Dal punto di vista della messa in pagina, perché King costruisce spesso le tavole domenicali con un unico ambiente spezzato in vignette senza che ciò si limiti a mettere a nudo le strutture della narrazione a scapito del racconto. Chris Ware – sempre lui – in un’intervista (citata – credo – nel Chris Ware Monographics di Daniel Raeburn) afferma che il fumetto ha smesso di evolvere quando ha dovuto adeguarsi, in maniera mimetica, al cinema, perché la pellicola ha preso il sopravvento nell’industria dell’intrattenimento; allora lui (Ware) cerca di ignorare tutto ciò che è stato prodotto dopo gli anni 30 e usa i soli fumetti precedenti come base di analisi per la sua ricerca sul linguaggio.
Chiaramente Frank King è uno degli autori più studiati e omaggiati da Ware. E si vede.
Una selezione di strisce di Gasoline Alley si trova su due Drawn & Quarterly antologici (i volumi 3 e 4). E’ inoltre uscito “Walt and Skeezix : Book One”, che per il momento giace nel mio carrello amazon e quindi non mi pronuncio.

1929 – Popeye di E.C. Segar
Che, ti sembro un cowboy?
“Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli / in quell’aria spessa, carica di sale, gonfia di odori / lì ci troverai il ladro, l’assassino e il tipo strano / quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano”. Tutte le volte che rivedo la striscia in cui Popeye fa la sua comparsa, mi vengono in mente questi versi. Non ci posso fare niente. Un corto circuito sinaptico che non è colpa né di Segar né di De Andrè
– Ehi tu. Sei un marinaio?
– Che, ti sembro un cowboy?
Quei vecchi oscar Mondadori (che continuano a essere l’unica edizione che mi sento di consigliare per leggere Braccio di Ferro) sono stati tra i primi fumetti cui mi sono avvicinato consapevolmente e mosso da passione.
Per anni ho creduto che il sigaro fumante che faceva capolino ogni quattro vignette (la firma di Segar, insomma) fosse una gomma per cancellare. E per anni, quando credevo di poter disegnare, ho firmato ogni mi sgorbio con una gomma fumante e con un acronimo in stampatello maiuscolo: painter (una fine arguzia… Pa Inter… Come ancora non ridi?)

(2. continua)

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60 pensieri su “

  1. Pa Inter!
    ahahahahahahahahahahahahaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiaiiaiaiaiaiaiaaiaiai
    che spasso!

    Carlo Azeglio

  2. Ehi!
    Pezzo d’idiota di uno sparidinchiostro!
    E va bene l’assenza di Mussino e Rubino!
    Passi che non ci sono Geo McManus e Otto Messmer!
    Ma Sergio Tofano? Dov’è Sto?
    Ti sei dimenticato del signor Bonaventura!
    Come conti di rimediare?

    Ciao
    sparileso

  3. I fumetti intervengono per
    qualificare aggettivamente.
    Un impestante, Topolino
    uno sfigato, Paperino.
    E’ la funzione dei fumetti, qualificare l’altrimenti inqualificabile.
    Sennò perchè i fumetti?
    Un risparmioso, Spider Man.
    I fumetti mandano in fumo il sostantivo ed introducono l’aggettivo, il come del nome, la sua qualità non diagnostizzabile.
    E’ molto difficile trovare l’aggettivo, perchè a differenza del nome, non si può ricorrere alla memoria.
    Ecco il perciò i fumetti, l’arte della desostantificazione del nome.
    Edipo è piedi gonfi, aggettivo, un fumetto.
    Niente di sostanziale e perciò niente di ammalabile.
    Cultura, i fumetti, escludono che l’immaginare possa diagnosticarsi malattia mentale.
    Milim

  4. I fumetti intervengono per
    qualificare aggettivamente

    cazzo che palle ‘sti walter banjamin alla coque che, in mancanza di meglio, si sfogano sui fumetti.

  5. attento anonimo!!!!!!
    che additare qualcuno di walterbenjamismo potrebbe essere considerato istigazione al suicidio

    per il resto concordissimo
    alla coque, poi!

    cerebroleso

  6. e per disssssipare completamente qualunque tua impresione d’intellettualismo si posssssanidare in questo blog (sono solo cazzo di fumetti e ricette di cucina porco cane!) eccoti questa canzone di francesco (no, non guccini!)

    Frank Zappa > Uncle Meat (1969) > Tengo Na Minchia Tanta

    Ah, tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Devi usare un pollo
    Devi usare un pollo
    Se me la vuoi tastar

    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Devi usare un pollo
    Se me la vuoi misurar
    Devi usare un pollo
    Se me la vuoi tastar

    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Guarda che se la mangia
    E mentre se la sta a pappa’
    Chiedimi che cosa fa
    Se la sta a succhia’

    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia
    Devi usare un pollo
    Devi usare . . . se la vuoi misurar
    Devi usare un pollo
    Se me la vuoi tastar

    Tengo na minchia tanta
    Phyllis: That Tishman . . .
    Tengo na minchia accussi’
    Tengo na minchia tanta
    Phyllis: ‘Til this day I don’t know what he’s talking about!
    Tengo na minchia da tastar
    Mmmmm
    Come on, baby
    Come on, baby, suck my fire!
    Oh yeah . . .

    Guarda che se la mangia
    Tengo na minchia accussi’
    Guarda che se la mangia
    Mentre se la sta a pappa’
    Chiedimi che cosa fa
    Ma e chiaro! Se la sta a succhia’

    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Guarda che se la mangia
    Guarda che se la mangia e se la sta a succhia’
    Darling
    Darling
    Darling
    Look at your sister
    Do something like that, thanks

    Devi usare un pollo
    Devi usarlo per misurar
    Phyllis: Frank!
    Aynsley: . . . this is the Mothers of Invention movie!
    Phyllis: But . . .
    Cosi’ me la potrai succhiar
    You both suck in stereo
    Jesus!

    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia accussi’
    Tengo na minchia tanta
    Tengo na minchia
    Tengo na minchia tanta

  7. il passaggio di milim porta spesso un allegro scompiglio…

    interessantissima serie di post.
    complimenti al signor Spari

    raffaella

  8. 8 nov 2005 ore 00:45

    Boris sei già passato di quà?

    l’ho detto io nella mia totale ignoranza e tuttologadellaminchia, che se ci sarà una seconda vita scelgo la psichiatria e possibilmente di madre lingua anglosassone.
    detesto chi si mette sul piedistallo a giocare con la sfiga altrui!
    rivendico il mio diritto all’ignoranza e alla malattia mentale! cerco
    di stare alla larga dai cialtroni che usano la sofferenza altrui per
    riempirsi le tasche partendo dalle proprie patologie non ben risolte
    per rompere i coglioni al prossimo. Dice una mia amica: hay tantos
    locos sueltos!. E mia madre: gli psicologi e psichiatri hanno rovinato
    le famiglie. Ognuno fa le proprie scelte ed è libero di sentirsi
    superiore, aiuta a vivere meglio, vado a dormire e ti prego Premiata
    Forne ria Marconi, cerca di dimostrare la tua credibilità e
    superiorità evitando di rispondere a tutti i costi e da tutte le parti
    con ogni stratagemma. Ce l’ avrai qualcuno che ti aiuta a lasciar
    correre e a difendere i fumetti con la tua vasta sapienza cercando di
    dare con amore?( almeno ognittanto). O in questo mondo di ladri è chiedere troppo? io non ci riesco, parla il mio stomaco e chiedo scusa al titolare del blog per la mancanza di rispetto delle regole e per la sua disponibilità a lasciar parlare tutti, nonostante il delete o
    tanti altri sapienti modi di escludere gli altri.
    cerebroleso (minchino! m’inchino!)
    falso demenziale.

    Paolo, forse dovresti tenere anche una rubrica di risposta ai lettori
    su qualche settimanale femminile o maschile o alla radio o in TV, mi
    vengono in mente Crepet, Daria Bignardi, Simona Izzo, e altre
    centinaia di sfruttatori dell’italiano medio. Rimpiango Nanni Loi,
    Cesare Ragazzi, i maghi delle TV locali, il mago Otelma, e chi più ne
    ha più ne metta. Intendo che non mi escludi anche se non capisco un tubo di tante cose che vi sparate addosso e tanti altri firmano fior di contratti con i miei spaghetti.

    Paolo. Grazie per le tue esperienze sui fumetti.

    Marcela

  9. Ah la psicologia di mamma! La mia diceva che non dovevo leggere fumetti!
    Invece io continuo a leggerli e, grazie ad essi, vivo.
    :p

    Milim

  10. Grande Milim,
    sempre preziosa in ogni contesto.
    grazie della segnalazione,
    m’era sfuggito ed è stupendo!

    raffaella

  11. Milim:
    A me Kochalka James è sempre parso uno che non ha nulla da dire e lo dice anche abbastanza male.
    Le storie di elfi e robot mi annoiano mortalmente.
    I diari (li ho presi quando top shelf svuotava i magazzini e li dava via a un paio di dollari l’uno) mi sembrano interessanti per l’idea (è un po’ la stessa cosa che fa neaud col quarto volume del journal, no?) ma – alla decima pagina – mi parte il power safe e inizio a farmi gli affari miei con un albo tra le dita.
    Questa cosa di cui fornisci il link mi produce fastidio. Mi sembra banale e in alcuni passi offensiva.

    La storia degli aggettivi poi non l’ho proprio capita. Troppo difficile per me e per la mia sempre più povera struttura neurale.

    Ciao
    P.

  12. dici a me?
    sono un omone brutto e peloso alto 1,93 (circa).
    però mi piace firmarmi così.
    perchè?
    e tu invece?

    baci
    raffaella

  13. Gentile P.,
    se il link che ho prodotto ti produce fastidio, ovviamente toglilo, come è nella libertà di fare a chi gestisce un blog.
    Non era assolutamente mia intenzione offerti e se così è stato, ti chiedo pubblicamente scusa.
    Trovo invece offensivo il “dovresti tenere anche una rubrica di risposta ai lettori su qualche settimanale femminile o maschile o alla radio o in TV, mi vengono in mente Crepet, Daria Bignardi, Simona Izzo, e altre
    centinaia di sfruttatori dell’italiano medio.” ecc ecc
    Se avessi paragonato ciò che scrivi alle banalità di un Crepet (l’omonimia non è colpa mia) e compari, non avrei postato alcunchè, perchè non mi ritengo un italiano_medio_ sfruttabile in quanto
    costui è scontato nella sua facile comprensibilità, differentemente dal mio essere, da egli italiano_medio_sfruttabile, assolu

  14. ta mente, incomprensibile.
    D’istinti saluti
    Milim

    (il post è venuto sdoppiato per un click anzitempo)

  15. Milim:
    voleva essere un confronto. Giuringiuretta. Solo che mi spiego malissimo. Non sono offeso. La cosa di Kochalka mi sembra offensiva (non nei miei confronti, ché sono un consulente dal cuore di pomice) nei confronti degli illustratori per esempio. O nei confronti di chiunque si occupi di psicologia cognitiva (mi sembra che Kochalka faccia un ragionamento assiomatico fastidioso).
    Volevo capire.
    Speravo in una spiegazione ulteriore.
    Lo stesso dicasi per la cosa che hai affermato su fumetti e aggettivi.

    Non capisco.

    Era una richiesta di aiuto e chiarimenti.

    Per il resto non mi offendo. Neanche quando mi danno del Crepet.

    Spero non ti sia offeso/a neanche tu.

    Ciao
    P.

  16. No problem, sono inoffendibile.
    Avevo mandato quel link perchè ci sono questi enunciati:
    “La struttura dei fumetti è analoga allo schema dei collegamenti della nostra mente. Ecco perchè offrono un legame così diretto con il nostro essere più profondo.
    Nei fumetti melodia e ritmo viaggiano insieme nelle continue transizioni da vignetta
    a vignetta.”
    Mi sembrano cose interessanti per chi, e non credo essere la sola, si avvicini ai fumetti per un interesse legato allo studio delle strutture.

    Per illustrare la struttura della Parola, io disegno fumetti usando come figure le parole.
    Che i miei “fumetti” piacciano o no questo è un altro discorso, ma non penso che i fumetti,
    fatti per figurare una storia, siano a loro volta ulteriormente da spiegare per rendersi “credibili”. Non credo mirino alla credibilità. Se pensassi ai fumetti in termini di credibilità ne starei moooooooooolto lontana, perchè non partecipo di credenze di
    alcun tipo.

    Non ho nulla a che fare né con la psicologia, né con la psichiatria, né con la psicoterapia, al contrario mi interesso di strutture linguistiche e di figure retoriche e di logica.
    Come voto mi dichiaro per niente benjaminesca, ma certamente wittgensteiniana.

    Milim

  17. essere inoffendibile, che invidia.
    dove si possono vedere i tuoi fumetti?
    e i personagi/parole parlano coi balloon pieni di disegni?
    ah, raffaella, lo sempre sospettato che eri brutto e peloso. sei sposato?
    cerebroleso
    ps, pazzesco come si usa la parola minchia in questo blog! complimenti! lavatevi la bocca col sapone, scrianzati!

  18. faccio autocoscienza da sola (che tristezza!, mi sembra oggi dicano outing )
    è vero, mi rendo conto di plagiare quà e là eccitare sempre cantautori, sono così riconoscibile! che povera italianetta del cazzo! dicotutte le parolacce che hoimparato qui, siete diseducativi. tornerò a guardare la tv, comemi compete, forse ricordo male ma milin nonèuna/o che ha aperto un blog da poco? io sono sciema ma ci ho il compagno che l’ha trovata in 2 nani secondi. se sbaglio chiedo scusa, vadosempre a memoria.
    crepetto sarà poco underground ma è discepolo di basaglia e poi è anche un uomo piacente. eseppoi questi guadagnano un sacco di soldi ben per loro. io ho delle idee e abbastanza precise, ho una certa età e fatto abbastanza esperienze per capire che nel 2006 è probabile che ci troveremo sotto lo stesso governo, per gli inossidabili è uguale, e sicuramente sarebbe uguale anche all’incontrario, ma ci credete davveroche dario andrà a sostituire l’albertina? chissenefrega io c’ho i fumetti, i dadaisti, le suffraggette( oh, no !, quelle sono out),micoltivoilmioorticello e chi se ne frega del prossimo, di quelli così scemi da lasciarsi prendere perilnaso e schiavi della tv. ma magari è gente che si alza ogni mattina e si fà un culo di fatica (intendo lavora, operai, ecc,) ma anoi che ce ne frega cacchi loro se i colti girano intorno a sé stessi e restano chiusi a parlarsi addosso senza muovere un dito per mischiarsi con i puzzolenti ignoranti. io non sono così sicura della defiscienza dell’italianomedio, nonha gli strumenti culturali per accedere a certi canali d’informazione o distrazione diversi dall’omologazione dipassare due ore e anche di meno a distrarsi comepuò perparlarne coi colleghi, ma credo si dica tracotanza pensare che siano stupidi e che non vogliano cambiare la propria vita magarientrandoin questopiccolo bacino, che si parladdosso econ disprezzo guarda ai poveri lavoratori privi di coscienza. l’immaginazione al potere era l’utopia di un tempo, io lachiamo lo spettacolo al potere. esiccomesono felice di avere delleidee dico che vorrei follini con mortadellone e rutelli con i suoi compari di sempre: ma non riuscirebbe ad avere la poltrona che la dialettica interminabile e poco proficua della diciamo sinistra glipuòdare.lasciamoche a telekabulciraccontino comesono diventati braviglioggi exfascisti,che sonosempreipicchiatori di ieri. freghiamoci di tutto ecosì almondo e alla storia leutopie deigiovani diieri sonopassate al mondo e alla storia come gli annidipiombo. sono antica, casalinga, frustrata e facilmente attaccabile,così prevedibile, così out. ma chi mi toglieilvissutodi girare anche a vuoto ma mischiarmi in mezzo al popolino e dire lamia e ascoltare dal fruttivendolo al professore. gli sciemi e con la puzza sotto il naso ci sono a qualunquelivellosociale, qualunque sia la suaidea eilsuo livello culturale. e ancora una volta sono caduta nella trappola e non ascoltolavoce della mia vecchia nonna che mi diceva lanoncuranzaèilmigliordisprezzo. ma dove sono le ragazze per parlare di ricette,raccontarmi dei loro bambini che non ho e che nonostante ipapàconsapevoli sono sempre il perno della loro educazione. siete troppo buoni se leggete tutta questa filippica, io non riesco ad arrivare neanche a metà pagina del diario della domenica dei Fo/Rame o Rame/Fo. Logorroico di razza. Ionon voterò a Milanoecomunque, e con tutta la stima, non lo voterei perché pur dovendomi tappare il naso da tempo vado avotare e cercodi non disperdere leforze. perché questo bacino non ha voce in capitolo e chi davveroconta e decide per tutti lo sa benissimo.
    coltiviamo il nostro orticello e chissenefrega deglistupidi che popolano la terra! guardiamo ad est, aiutiamo emergency, cerchiamodifarci sentire contro tutte leguerre. mangiamoi cornetti all’alba,ma lasofferenza nonha etàdolce Vahamaki, e chi se ne frega di quelli che popolano le discoteche, sognanodi diventare veline o calciatori famosi, tanto c’è chi ci pensa a loro e molto bene.
    sogniamo un mondo migliore basato sulle nostre magnifiche vite da intellettuali, che magari tra qualche anno saranno a prendere unostipendio da quelli che contano. esclusi quelli, ovvio, che avendotrovato la propria soddisfazione in quel che fanno lapagnotta anchesenon euronaria, in un modo o nell’altro ce l’hanno già! in quanti riescono a portare a casa il pane facendo quel che vorrebbero o comunque a fare e progettare anche senza una lira conilsupportoineguagliabile della cultura? e quanti di più sono quelli che subiscono il fascino di un futuro brillante ma irraggiungibile della popolarità?
    seghe mentali prive di senso e ricche di confusione.

    Dottor Pa Inter ho visto la tua foto, e regalo la mia follia a chi ne ha voglia di attingerci, ho già dato per niente e non mi fà paura se la fantasia di chi ne ha gli strumenti, ripeto ancora cialtroni o no, chi può arrogarsi il diritto di giudicare? ci facciano anche saggi e studi e fumetti, libri, pellicole, musica o sparino merda dall’alto della conoscenza/sapienza.

    ps. le serrande sono diventate da venerdì grigio brillante. spazzati via i fumetti, e allora? Fight the world e da venerdì 11 mi sottopongo all’eventuale perizia medico legale.

    Dolce Amanda pensi ancora che qualcuno debba tagliarsi le unghie e rifletti bene chi deve cominciare.
    Abbiamo in qualche modo influenzato lo sviluppo di piccoli mostri, ma guardandomi in giro ne vado fiera,

    che mi firmo a fare?

    ps: ma sapete chenon so quasi nulla dei cani, e non soper quanto ancora potrò leggervi.

    l’uomo che scrisse della sua morte.

  19. Caro Cerebroleso,
    hai proprio ragione, qui si stanno diventando tutti degli scrianzati.
    non sono sposato, perchè non vieni a trovarmi che ne parliamo.
    e (mi raccomando) porta un pollo.
    baci
    raffaella

  20. Milim: tocca di far coming out. Dove sono ‘sti fumetti?

    Raffaella, Cerebroleso: piantatela subito. Che qui è già tutto bello illuminato e non mi va di reggere candele…

    Mars: Citi Borges vestendolo da nonna (“l’oblio è la miglior vendetta”) e poi tiri una serie di scudisciate al ben noto fatalismo argentino. Da questa parte dello schermo – giuro – nessun intellettuale, solo un fesso che non va dal fruttivendolo perché fa la spesa al supermercato il sabato. Lì i maestrinidellaminchia sono – purtroppo – pochissimi e quelli con la puzza sotto il naso (che ci servirebbero, eccome) irriconoscibili.
    Sempre che tu non reputi tale la signora impelliciata che sogna nipoti veline e calciatori e dice che di quelle cose lei non si è mai interessata.

    Baci
    P.

  21. raffaella, non disturbare i padri di famiglia e torna al tuo pollaio, chè schifo?
    cerebrodoc

  22. ok, il discorso è chiuso,
    ma non è bello dire ‘che schifo’
    sei tu che hai provocato…
    povero me,
    come vengo trattato….
    saluti
    raffaella

  23. cazzoputtanavacca
    cerebrodoc, perché cazzo usi una variante del mio nick per insultare?
    cerebroleso (quelloveroinimitabileunico)
    ps, perchè dovrei portare un pollo?

  24. ok
    mi avete convinto
    più tardi vi faccio un intervento coi fiocchi
    cerebroleso
    ps, ma adesso devo andare a comperare un pollo

  25. buongiorno Paolo,

    anch’io vado anche al super e purtroppo meno al mercato, anche lì c’è un mondo di gente che lavora non so bene in quali condizioni, di tutte le razze e ognuno con la propria testa pensante. ti ricordi quando durante periodo elettorale hanno tirato fuori la storia che Bassolino aveva speso i soldi della unione europea al posto di risolvere il problema della immondizia, per fare un corso per veline nell’entroterra campano, bene, questo me l’ha tirato fuori una napoletana con la pelliccia in agenzia, e siccome in genere parlo delle cose che conosco, con l’occhiataccia delle ragazze che sono lì a sorridere ai clienti, l’ho fulminata, i soldi della Ue se non utilizzati tornano indietro e Bassolino, piaccia o no, mette anche le mani nella sporcizia per tirare avanti ed è riuscito, va a sapere con quali accordi, a buttar giù dei palazzi una delle zone più degradate del napoletano. L’ho conosciuto quando era ancora operaio all’Alfa Sud. Siamo in un mondo totalmente diverso e ognuno si è rifatto il trucco. Non ce l’ho con te o con il tuo blog, “dove ospiti cani e porci” (parlo per me). Parlo ai furbetti dell’altrocondominio e anche ai ragazzi di oggi per quella che è stata la mia esperienza utopica degli anni passati, ovvio che ognuno deve fare a 20 anni la propria strada. E se tu sei sotto i riflettori non hai idea noi, guardati a vista e come dice panzer:” tenghe a capa fresca” ed esponendomi qui posso solo creargli problemi.
    Tieni famiglia ed è sacrosanto. Sono “ramera” e ho una mia spiritualità alla quale non posso rinunciare, eppure da 29 anni conviviamo ed abbiamo dovuto fare
    il diavolo a quattro a quei tempi con tutti perchè non volevamo “sistemarci”, mio suocero dc d’hoc mi aveva già trovato il posto in banca e oggi sarei a fare la pubblicitàin TV, neanche quella, sono troppo avanti con gli anni.
    Se preferisci mi ritiro, tanto fra qualche giorno me lo dirà lo psiquiatra.
    Il tuo lavoro sul blog, e non solo, è splendido e spero di poterlo gustare a pieno in un momento di mia maggiore tranquillità, e vedi cosa succede a una ragazzina che invece di conoscere le solite favole adorava Mafalda?.
    Gli involtini giuro che te li preparo, sono veloce in cucina.
    Baci
    Mars

  26. Wittgenstein dopo studi di ingegneria aeronautica a Manchester e studi di logica presso
    Bertrand Russell a Cambridge e dopo aver terminato, se non ancora pubblicato quella cosuccia
    che è il Tractatus logico-philosophicus e dopo la guerra del ’15-18 e dopo la prigionia (a Cassino),
    si fa maestro elementare.

    Ecco il mio fumetto: maestro elementare COME (qualità, aggettivo) a dire: maestrino basic.
    Wittgenstein COME maestro elementare, maestro elementare COME maestrino basic, maestrino basic COME Paolo, Paolo COME Wittgenstein? No, Wittgenstein COME Ludwig e dunque NON Crepet.

    Ecco il mio mestiere: tra il COME e il COSI’, la differenza assoluta da cui procede la QUALITA’ (l’aggettivazione).
    C’è differenza tra un risotto ed una merda, potrebbero equivalersi.

    E, mi pare, che sulla qualità (sul COME, sull’aggettivazione) si sia scatenato, in questi anni, un
    mercato di estensione planetaria.
    Anticipato peraltro da Celine in Bagatelle per un massacro “…un raffinato di diritto, di costume,
    di abitudine, un raffinato ufficiale deve per lo meno scrivere COME i signori Gide, Vanderem, Benda,
    Duhamel, come le signore Colette, Femina, Valery, COME i ‘Théatres Francais’…illanguidirsi nelle
    sfumature….Mallarmé, Bergson, Alain……STROFINEGGIARE gli aggettivi…goncourtizzare…fare
    l’amorino col moscerino, frenetizzare l’insignficante, cicalecciare, darsi delle arie, gracidare
    nei microfoni della radio…rivelare i miei ‘dischi preferiti’….”

    Milim

    (ehi, cerebrobollito, alla larga da Raf, rivendico di farne io il “diario di un seduttore”)

  27. ps qualitativo:
    il mio stratagemma è andare al supermercato in bicicletta, evito che la mia badante perda tempo nel far coda con l’automobile.
    😀
    Milim

  28. inutile dire che non mi lasciero soffiare un maschione brutto, peloso e non sposato così facilmente.
    poi, il pollo oramai l’ho preso!
    cerebroleso (Diffidate delle immitazioni!)

  29. non c’è bisogno di litigare.
    come l’elefante Ortone sono grande, irsuto e favorevole all’idea di famiglia estesa

    raffaella

  30. Raf, nooooooooooooooooo, la famiglia estesa nooooooooooooooo.
    Ho già datoooooo. Casomai vuoi fare l’uomo nero, per restringerla?
    Milim

  31. Su Wittgenstein vorrei aggiungere che dopo la sua esperienza da maestro elementare, a 50anni è nominato professore a Cambridge.

    Questi di maestrino, sono posts magistrali nella loro elementarità basic, per me ignorantissima amante della fumetteria.

    Grazie, P.
    milim

  32. di Wittengstein vorrei aggiungere che si era autoconvinto di aver trovato, come il suo coetaneo adolfo, la soluzione finale.
    lui per la filosofia.
    i filosofi da quali sono ci credono ancora.
    i matematici e i logici ancora sghignazzano del suo tractatus.
    sciao
    boris

  33. Wittgenstein ha un libricino molto enigmatico sul colore:

    Come mai, allora, qualcosa può essere verde trasparente ma non bianco trasparente?

    Che cosa si può dire a sostegno del fatto che il verde è un colore primario e non un colore misto di blu e giallo?

    cerebrotrasparente

  34. non letto, ma non lasciami fare l’escettico
    a questo punto meglio gli scritti di mattise, einaudi, uno di questi volumi con la costa arancione superbellisssisssimo
    cerebrechic

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