Due cose

Una domanda: Hai idea di quale sia lo scopo delle bottiglie di plastica piene d’acqua che vengono legate ai cancelli e alle inferriate? Ho chiesto a Chiara (mia figlia, quasi 6 anni) e lei mi ha risposto: "la mamma ha detto che non lo sa nessuno". Voglio fare bella figura.

Un’info utile: Dalla newsletter del Centro Fumetto Andrea Pazienza: "Dopo l’inaugurazione della nuova sede e del nuovo sito del Centro Fumetto "Andrea Pazienza", possiamo annunciare finalmente la messa on line del nuovissimo Opac, vale a dire del catalogo del fondo conservato presso la nostra biblioteca. http://opac.cfapaz.org".

39 pensieri su “

  1. Ma dai…
    Non è credibile. Come faccio a stupire Chiara? Mi aspettavo una cosa del tipo

    Quando una casa viene costruita su un cammino delle fate. il piccolo popolo, che non può più attraversare, inizia a fare dispetti e a distruggere soprammobili ed elettrodomestici. Per evitare che fate folletti e leprecauni entrino in casa, si appoggiano ai cancelli bottiglie piene di grappa (e non d’acqua).
    I folletti si fermano e iniziano a fare baldoria.
    Funziona!
    Bisogna solo fare attenzione a non passare da quelle parti durante i cerchi delle fate.

    Baci
    P.

  2. c’è chi dice che serva a non fare pisciare cani e gatti in prossimità della bottiglia. Potere mistico elementale, acqua versus acqua, cose così.

    Pardon i francesismi.

    Gioiosità!
    c.

  3. Ahhhhhhhhh, ma allora ti piace raccontare di fate e folletti e piccoli popoli!
    Me ne raccontava anche mio padre, e mentre raccontava, li disegnava.
    Io li raccoglievo, li mettevo in bottiglie e li affidavo alle onde cosicchè il mondo dei Fanes venisse raccolto da cavallucci marini e portato su altre spiagge perchè altri bambini ne sapessero.
    Blogs ante litteram?
    milim

  4. e dirle che così i cani imparano a pisciare dentro le botiglie e la scmettono di sporcare da tutte le parti?
    non è acqua quello che c’è dentro, figlia mia, stiamo semplicemente atraversando un quartiere pieno di cani ipereducati. non lo apevi, Chiara, che di note le fatine passano da queste parti e col contenuto delle botiglie si fanno i colpi di sole sull ciocche e brindano all’anno nuovo?

    ma non dire a tua moglie che l’ho detto io!

    cerebroputtaine

  5. guarda… sulle bottiglie non so nulla… tra l’altro non le ho mai viste (forse vivo in un contesto troppo metropolitano) però qui i banchi del mercato all’aperto, soprattutto d’estate, espongono dei sacchetti di nylon trasparente pieni d’acqua. Ho chiesto la spiegazione, il macellaio mi ha spiegato che serve a tenere lontane le mosche, in quanto ne disturba la visuale. Pare che il sacchetto pieno d’acqua rifletta l’immagine della mosca, ma ingrandita cento vole, così la mosca, convinta di avere a che fare con un megamoscone, scappa via. Mi chiedo come il cervello più intelligente di un cane possa bersi la stessa sciocchezza.
    Anche se è vero che la vista è diversa fra uomo e cane, alcuni dicono che loro vedano in B/N o in bi-dimensione… Almeno potranno leggersi i fumetti! ;PPP

  6. Durruti vi consiglia due letture per sfatare un po’ di luoghi comuni sui suoi compagni

    desmon morris, il cane, mondadori
    stephen budiansky, l’indole del cane, cortina

    volendo e solo volendo
    konrad lorenz, e l’uomo incontrò il cane, adelphi

    sciao
    boris

  7. Berlusconi, a questo punto, stando al racconto di uno dei presenti, invita a mettere da parte la questione. E rivolto alla Prestigiacomo ripete che Forza Italia, come del resto anche An, riserver⁄ una quota nelle proprie liste alle donne. Ma la Prestigiacomo scatta (ËQuesto non ã un mio capriccio, c’era un impegno precisoÈ) e fa per andarsene. E il Cavaliere: ËStefania, ti prego, non fare la bambinaÈ. E lei: ËNon ti permetto di dire che faccio la bambina…È. E scoppia in lacrime. Lascia la sala ed ã subito seguita da alcuni colleghi, tra gli altri, raccontano, Bonaiuti e Fini, che tentano di rincuorarla.

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah
    geniale
    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

    non bene so perché
    ma mi sembra così divertente!
    e non so voi
    ma io silvio continuo a votarlo

    cerebroleso (il comunismo è gulag, il comunismo è code per il pane, il comunismo è niente bikini)

  8. Il più bel cane della letteratura è quello inventato da un grande amico del fumetto, Dave Eggers, nel racconto raccolto in “Burned Children of America”: Steve, che scrive lettere ai capitani d’industria. Se un cane scrivesse, scriverebbe sicuramente così.

    È la cosa più bella che quel sopravvalutato scrittore abbia dato finora (ma bello anche il numero di McSweeney dedicato ai fumetti e curato da Chris Ware, un altro a sua volta un po’ sopravvalutato).

    Beh, poi le “Memorie di un cane giallo” di O. Henry. E il “Cane e padrone” di Thomas Mann, naturalmente. Non ho mai tollerato bene, invece, il “Cuore di cane” di Bulgakov, che cani amici mi dicono piuttosto diffamatorio.

    Più vicino al fumetto, “Il cane che sapeva troppo” del sublime James Thurber.

    I lbri di Morris e Budiansky sono mediocri compilazioni alla “Focus”, trascurabili con vantaggio.

  9. onestamente quel racconto di Dave Eggers mi sembra una merda.
    a questo punto meglio zanna bianca, il chiamato dela foresta, jerry delle isole e mickel fratello di jerry, tutti di london

    bau bau

  10. i libri di morris e budiansky non saranno testi universitari… ma centrano un cazzo con Focus… (anzi quello di morris contiene due cose originali, che non condivido ovvio ma…)
    trascurabile, tutto tranne tabacco vino e figa, è trascurabile…
    sciao
    boris

  11. eppoi d’accordo con bau bau
    london sui cani è inarrivabile…
    e jerome k. jerome?
    e helene grimaud coi lupi?
    e emmanuelle beart con cappuccetto rosso?
    sciao
    boris

  12. e helene grimaud coi lupi?

    una che suona Brahms come lo suona lei nell’ultimo disco si merita i lupi, in effetti (i cani, no).

  13. >perché tu no?

    no, io no

    >non vivi qui?

    sì, ho vissuto anche altrove ma poi m’è toccato tornare. spero tuttavia di andarmene presto di nuovo. non che ci trovi niente di cui andar orgoglioso, neh: altrove sto meglio, tutto qui, se potessi star bene qui sarei contentone.

    >hai fatto la rivoluzione?

    non ci ho mai nemmeno pensato. non credo nelle rivoluzioni. gli è che “vino, figa ecc”, detto oggi, e qui, mi sembra molto forza italia e molto – come dire – molto televisivo (sarebbe stato forse diverso in altri tempi e in altri luoghi).

    oh, se mi sono sbagliato meglio per tutti, ti chiedo scusa e finiamola lì.

  14. Mio anonimo preferito,
    adesso però sono curiosissimo.
    Voglio sapere in quanti siete a usare quell’indirizzo ip lì.
    Delle due l’una: o c’è qualcosa che non so (magari parole incomprensibili, tipo natting, nascondono un senso); o hai più personalità di un condominio di Perec.

    Fammi sapere, per favore.

    Baci
    P.

  15. ip in condominio?
    sarà una sezzione di rifondazione sarà

    cerebroleso (il comunismo è gulag, il comunismo è code per il pane, il comunismo è niente bikini)

  16. >o hai più personalità di un condominio di Perec.

    Sai perché mi piace il tuo sito, fra molte altre buone ragioni? Perché si capisce bene, vivaddìo, che tu non hai letto solo i fumetti.

    Quanto a me, sono l’Anonimo Lombardo di arbasiniana memoria, e visitare i siti è il mio mestiere.

  17. ehi Raf, ‘nvedi questi, gira e rigira sono arrivati, loro, quelli della figa,
    a travestirsi da Cher.

    E noi da che ci travestiamo, Raf, da Sonny?

    milim

  18. mi piacerebbe ma in quelle sue braghette non ci riesco a entrare.
    fate pure coppia tu e cher ebroleso.

    che a me mi criticano sempre e non me la sento più.

    raf

  19. Raf! Ma tu, per travestirti da Sonny, hai già i baffi neri e pelosi e me come anima inimbragabile nelle critiche.

    smack, smack
    milim

  20. ho letto sull’unità (viggili gli occhi sul nemico, soldato ryan!) che c’è una nuova rivista italiana di fumetti muti, senza parole (no, non è quella dei take that). non mi ricordo il titolo, ma la faceva un… non mi ricordo neanche di quello. sparid’inchiostro, l’hai comperata già?

    milim, hai micchiato sui tuoi fumetti.

    era sonny che picchiava cher o ike che picchiava tina? o facevano a turni?

    cerebrosssssshhhhhhhh

  21. nicchiato dire volevo
    ma sai
    c’è sempre tendenza questa alleggia che della minchia in questo alleggia blog butta ti come gorgo risucchia il fondo verso

    brocesolere

  22. cher, guarda che non ha nicchiato, ha risposto chiaramente. se non ascolti quando parla poi non dire che non capisci…

    era tina che picchiava cher.
    spirale si, secondo me, milim

    raf

  23. se è una spirale, ebbene, facciamocene prendere. A spirale è anche la molla del “letto”.

    milim

  24. ?guardai dovrei dove

    :costò?

    Ecco il mio fumetto: maestro elementare COME (qualità, aggettivo) a dire: maestrino basic.
    Wittgenstein COME maestro elementare, maestro elementare COME maestrino basic, maestrino basic COME Paolo, Paolo COME Wittgenstein? No, Wittgenstein COME Ludwig e dunque NON Crepet.

    !ham
    sparinelchiostroooooo!
    maestrino basiiiic!
    ttofemu chiamarsi può ? sì?

    crbrls

  25. fumetto=COME.
    Il COME è mandare in fumo un’immagine nell’altra.
    Gli umani mandati in fumo COME, in qualità di Topolini o Paperini.
    Il COME si può disegnare con dei comics, con parole, con numeri….
    Io disegno con parole, ma sono anche in cerca di disegnatori di comics che mi risparmino la fatica di COM-icsizzare de me, le connessioni logiche delle storie che mi capitano.
    Perciò sto seguendo i blogs, per intendermene.

    milim

  26. ancora:
    il figurarsi un umano COME un topolino comporta uno stress, uno stress linguistico che pone l’accento sulle similarità, sul COME, tra l’umano e il topo.
    Uno stress è un accento, è un verbal stress.
    Ciò mi interessa dei comics: l’accentazione, lo stress, la compattazione, di figura in figura, della logica della storia narrata.
    Sono interessatissima, da bambina, all’accentazione della voce che ne rende i toni.
    Così COME di Marcela, mi interessa lo stress che ne fa: “mar cela”.
    Cosa cela il mare? Acque profonde, acque chete o tsuna-mitiche?

    milim

  27. Poi, certo, sì, l’umano visto COME un topo comporta un veder male.
    In latino veder male = in video, invidio.
    Invidio la freschezza delle acque che il mar cela?
    Perchè no? E’ l’invidia di Costeau, il grande vecchio sempre giovane nell’indagare le profondità marine fino alla Sirenetta di Andersen,
    Favole, di COME in COME.
    Il Mar cela una favola…raccontacela, Marcela.

    milim

  28. veremente interesante zzzzzzzzzzzzzzz davvero davvero zzzzzzzzzz a parlare di fumetto zzzzzzzz puoi compettere col zzzzzzzzzzzzzzz ippoghigno zzzzzzzzzzzz puoi competere

    cher

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