Il canone fumettistico – 6

1954 – Mad (formato rivista) di Harvey Kurtzman 
 
Dico di essere ateo. Non è preciso. Antoine Doinel aveva costruito, dietro una tenda della propria povera abitazione, un piccolo altare a Balzac. Gli effetti erano stati nefasti: sonori rimbrotti dagli insegnanti che lo scoprivano a ricopiare corposi stralci nei propri compiti e piccoli incendi domestici sventati all’ultimo momento. Anch’io ho un piccolo altare a cui muovere devozione illimitata. La foto sotto cui accendo ceri è quella di Harvey Kurtzman. 
E’ una foto bellissima in cui lo si vede magrissimo e sorridente, acciambellato come un gatto su una sedia di legno. Il volto irradia serenità, in pieno contrasto con i lineamenti scavati del volto, e i piedi nudi raccolti sulla sedia mi comunicano fragilità. “Somigliava a un coniglio” ama ripetere Al Feldstein.
E fragile deve esserlo stato veramente questo straordinario narratore che costruiva storie che a leggerle trasudano istinto, mascherando l’infinito lavorio fatto di lentezza e numerose riscritture. Nel 1952, per riuscire ad aumentare un reddito esiguo, Kurtzman affianca alle due testate di guerra che stava scrivendo per la EC comics di Bill Gaines un nuovo comic book: Mad.
Ed è il punto di partenza per una rivoluzione culturale che darà i suoi frutti in tutto il mondo. Negli Stati Uniti Crumb e tutti gli underground leggono con attenzione e divertimento quegli albetti e ce li hanno ben presenti mentre modificano il fumetto statunitense, creadno Zap Comics e una miriade di altre pubblicazioni sommerse. Anche Art Spiegelman non ha mai taciuto la sua infinita ammirazione per Kurtzman e Raw conserva parte di quel patrimonio genetico.
In Francia il fumetto evolve sotto la dittatura di René Goscinny, che da Kurtzman è stato a bottega di ritorno dal Sud Africa. Wolisky, nell’introduzione all’edizione francese di Book of The Jungle, dichiara di essere stato maniacale lettore dei primi Mad. E così via.
Nel 1954, a Kurtzman il formato comic book sta stretto. Ottiene da Gaines che la testata assuma il formato da rivista. Un’infinita botta di fortuna per l’editore che si troverà ad avere il proprio cavallo vincente in un formato non vincolato ai controlli censori proprio quando il comics code prendeva piede e si sviluppava con la precisa intenzione di estromettere dal mercato la EC Comics.
Kurtzman abbandonerà Gaines poco dopo (lasciando Mad nelle mani di Feldstein) e andrà a costruire una serie di riviste effimere.
Gli ultimi trent’anni della sua carriera saranno caratterizzati dalla lenta agonia di Little Annie Fanny.
In italiano non si trova nulla (a parte improbabili ristampe di Frontline Combat, un meraviglioso comic book di guerra antimilitarista, fatte da un editore realmente marginale). In inglese consiglio le recenti ristampe – per onorare i 50 anni dalla prima edizione – dei librini che raccolgono fumetti dai primi anni di Mad (Mad reader, Mad strikes back, Inside mad, Utterly mad, Brothers mad, …), la raccolta dei primi 6 comic book (Mad Archives vol 1 della DC), The Grasshopper and The Ant edita dalla nuova etichetta di Kitchen. In francese (unica edizione oggi reperibile), “Le livre de la jungle” (book of the jungle).

1954 – The Seduction of the innocents di Fredric Wertham 
 
Il maccartismo è stata una brutta bestia. Ha seminato terrore su un territorio vasto e fecondo. Caccia alle streghe, Hollywood assediata, codice Hays e scioperi spenti nel sangue. Ma nessuno, in mezzo a questa baillamme e a questa allegra combriccola di reazionari, che si degnasse di gettare un’occhiata al fumetto, la cenerentola tra i media per l’intrattenimento.
Per fortuna giunse a dare una mano la sinistra con uno tra suoi più illuminati esponenti: il dottor Fredric Wertham, fresco fresco dalla scuola di Francoforte.
Seduction of the innocents è un libro costruito accumulando esempi stralciati dai fumetti e tanto sensazionalismo poco supportato dalle idee. E’ un mirabile oggetto ottenuto mettendo insieme una serie di articoli apparsi sul Reader’s Digest.
Non conosco famiglia italiana che negli anni 70 non si sia abbonata, almeno per un anno, a questa rivista tascabile. Appena arrivava nella sua bustina di cellophane, la si scartava e se ne sfogliavano rapidamente le pagine alla ricerca delle barzellette. Poi la si riponeva sul comodino di mamma, dove restava impignata con le altre a fare la muffa.
Da quelle autorevoli pagine, nei primi anni 50, il prode Wertham distillava autorevolezza. Si paragonava a un giardiniere: se la pianta si ammala, il cattivo giardiniere dà la colpa alla pianta; quello bravo cerca le cause all’esterno.
Le cause della criminalità giovanile erano chiaramente da cercarsi nei fumetti.
Mi intenerisco quando penso al professor Wertham che consuma i giorni e gli occhi (affermava, tra l’altro, che il continuo movimento dell’occhio, per inseguire l’immagine sulla pagina a fumetti, asciugasse il bulbo e causasse la perdita della vista – e dire che a me avevano sempre detto che erano le pippe!) scartabellando quintali di fumetti stampati male su cartaccia. Mi intenerisco quando lo immagino sorridente perché aveva trovato l’esempio che cercava (perché solo di esempi si compone questo baluardo ideologico) e si scopriva in grado di trovare il messaggio che si era infisso come un ago ipodermico (o una pallottola magica, se preferisci) tra le carni e il pensiero del giovane lettore inerme, trasformandolo in un criminale.
Gli effetti di Seduction of the innocents sono noti: un’indagine del sottocomitato senatoriale; un codice censorio che l’industria del fumetto si autoimpose; la chiusura di centinaia di testate e decine di case editrici (la EC di Gaines si salvò solo grazie a Mad formato rivista); la deriva del fumetto statunitense verso i sonnacchiosi supereroi.
Però c’è poco da puntare il dito. A leggere Seduction (e si può perché in internet la si trova) a volte si sente un brivido d’orrore, a volte si sorride, a volte non si può che dirsi d’accordo col professore.
Poi, quando leggo la sua biografia (ce n’è una molto ben scritta in un libro che mi piace: Amy Kiste Nyberg, Seal of approval), scopro un uomo che mi sarebbe piaciuto avere come zio. Uno che arrivato a New York, inizia ad aprire consultori e ambulatori nei posti più disagiati della città. Un uomo che guarda la crescente violenza che lo circonda e non se la sente di identificare chiaramente la linea di demarcazione tra vittima e colpevole. Una bella persona che ha preso una svista clamorosa ed è stato marchiato, lui sì, col marchio dell’infamia.
Qui un articolo di Moreno Roncucci che mi diverte molto.

1955 – Harold e la matita viola di Crockett Johnson 
 
“I think, and I’m trying to talk calmly, that Barnaby and his friends and oppressors are the most important additions to American Arts and Letters in Lord knows how many years”
(Dorothy Parker)
La camera dei bambini e il lettino sono luoghi dell’avventura. Lo si è capito all’inizio del ventesimo secolo. Da una parte Sigmund Freud ci ha spiegato un sacco di cose (o almeno ci ha provato, perché io non ci ho mai capito molto). Dall’altra (e quasi contemporaneamente) McCay col Little Nemo e Barrie con i Peter Pan (la piece teatrale e le due versioni) ci hanno definitivamente chiarito quali siano i rapporti tra i bambini e la loro camera.
Quando arriva Crockett Johnson non è troppo tardi (tanto è vero che, una decina di anni dopo, Maurice Sendak fornirà ulteriori elementi per tornare sul tema – ma ne riparlo, giuro).
Johnson è già stato autore della striscia Barnaby (in italia la si è vista sul politecnico di Vittoriani – nei remainder’s se ne trova una ristampa fedelissima e lo so, sono uno snob –, su il mago, su un oscar mondadori e su uno dei Little Lit). Ma la fortuna non gli arride e, un po’ contrariato, decide di allontanarsi dall’industria del fumetto per dedicarsi ai picture book.
Questo Harold (in italiano lo edita Einaudi) è bellissimo e, come già accadeva con Barnaby, lo si può godere pienamente dai 3 ai 37 anni (magari anche oltre, ancora non so). Un altro tassello per il faro di Hicksville, dove si accumulano tutte le occasioni perdute del fumetto.

(6. continua)

38 pensieri su “

  1. Essere umano è un po’ un’esagerazione. Mi definisco bipede senziente e nanche sempre (né bipede né senziente). Duke Ellington mi piace molto ed è la mia bestemmia farlocca (hai presente? porcoddue, ziocane, …) preferita: Dìu Chellintònn!
    Baci
    P.

  2. i librini che raccolgono fumetti dai primi anni di Mad

    Pensa che a Milano se ne trovavano (io, almeno, ne trovai quattro o cinque) per mille lire l’uno alla fiera di Sinigaglia (gi originali, dico: mi ricordo Boiling Mad e Greasing Mad).

    Che belle cose: le so a memoria ma rido tutte le volte che le riguardo.

    Se avrai tempo e voglia, qualche volta fa’ una monografietta sugli autori principali di Mad: Prohias di Spy vs. Spy, Don Martin!, Dave Berg, Kurtzman stesso…

    (questa copertna è di Basil Wolverton?)

  3. La copertina è di Wolverton.
    Secondo me boiling e greasing sono già in pieno periodo feldstein.
    C’è un libro molto bello sugli autori della rivista (anche quelli venuti dopo – figli ed eredi come Kuper che ha preso il posto di Prohias e Bode e Wolverton figli) che si chiama Mad Art (scritto da Mark Evanier, quello che riscrive in inglese i fumetti di Sergio Aragones).
    Ciao
    P.

  4. Ho parlato con Franca e mi ha detto che non posso giocare a
    Macchie di Merda Verso l’infinito e Oltre.

    Carlo Azeglio

  5. Ha detto:
    Già sei stato mezzotrufatto a Monopoli!
    Chi sa che inculata prendi adesso se ti metti a giocare MMVIO con quel deficente!

    Carlo Azeglio

  6. Io a dire che questa volta sparid’inchiostro non centra, che era cerebroleso, ma niente da fare.
    Dovrà cercare un altro per MMVIO.

    Carlo Azeglio

  7. Beh, oramai s’è fatto un po’ tardi.
    Qualcuno vuol giocare domani a mezzogiorno a
    Machie di Merda Verso l’Infinito e Oltre?

    signorino cerebroleso

  8. Gioco volentieri io. E anche subito. Dopotutto ‘sta roba è mia e non mi va di lasciarla in mano a un branco di bolscevichi

    silvio

  9. nsubito è tecnicamente impossibile
    dovrai aspettare a domani mezzogiorno

    uomo pelosoooo!
    dove sei quando servi?

    cher

  10. uomo peloso?
    come ti permetti?
    certo la mia situazione tricologica è encomiabile, ma da qui a dirmi peloso.
    Forse dovrei far chiudere questo covo di bolscevichi.
    Ci penso

    Silvio

  11. E tu chi sei?
    Raf? Raf?
    Sei un alleato nello scontro di civiltà o sei uno dei cantanti della mia scuderia?

    Silvio

  12. è una storia lunga,
    adesso qua non è il caso di raccontare.
    ti spiego poi nel retrobottega

    raf

  13. ma giochi a MMVIO o no?

    cos’è questa roba che vai al retrobottega col primo che passa?

    cerebroleso

  14. vedi che ogni volta che voglio leggere il decalogo di Paolo state lì ad amoreggiare? ed è un secolo che non guardo il sito di gippino.
    anch’io tengo famiglia, e siamo due poveri vecchietti come la franca e marito, con il rischio di finire sotto i ponti. riccaccioni che non siete
    altro.
    paolo aiuto!!!!
    bussa qualcuno… chè paura….
    demente in via di estinzione

  15. tele sforo mi ha rotto la minchia
    lui e il suo amico e tutti i suoi amici
    SIAMO IN CAMPAGNA ELETTORALE E IN PIU BISOGNA MONETIZZARE
    diceva il mio babbo donne e motori gioia e dolori. e il calcio? e la telefonia? e il cannone?
    devo digitare
    mani co mio

  16. Brutte notizie!
    questa notte la madonna mi ha detto che mercoledì non è il giorno giusto per giocare MMVIO
    dunque oggi niente.
    comunque un solo uomo peloso (per quanto robusto) sembra non basti, ce ne vogliono altre due.
    qui ci sono le istruzioni e poi vediamo le adessioni e i calendari dei partecipanti.

    cerebroleso

  17. MACCHIE di MERDA VERSO l’INFINITO e OLTRE

    Numero dei partecipanti:
    minimo quattro (4)

    Numero di squadre:
    due (2)

    Categorie di giocatori:
    categoria Grande Merda (uno per ogni squadra)
    categoria Piccola Merda (tutti gli altri della squadra)

    Status dei partecipanti: bloghers anonimi

    Durazione: 15 minuti

    SVILUPPO DEL GIOCO:
    1 – comincia e finisce nel commenti del blog A.

    2 – Grande Merda della squadra Y scrive la successiva destinazione della propria squadra come segue:
    “M.M.V. blog B”
    Grande Merda della squadra Z scrive la successiva destinazione della propria squadra come segue:
    “M.M.V. blog C”

    3 – Le Piccole Merde della squadra Y dovranno scrivere nei commenti dell’ultimo post del blog C come segue:
    “MERDA”
    Le Piccole Merde della squadra Z dovranno scrivere nei commenti dell’ultimo post del blog C come segue:
    “ MERDA ”

    4 – Grande Merda della squadra Y scrive nei commenti di blog B la successiva destinazione della propria squadra come segue:
    “M.M.V. blog D”
    Grande Merda della squadra Z scrive nei commenti di blog C la successiva destinazione della propria squadra come segue:
    “M.M.V. blog E”

    5 – Le Piccole Merde della squadra Y dovranno scrivere nei commenti del blog D come segue:
    “ MERDA ”
    “ MERDA ”
    Le Piccole Merde della squadra Z dovranno scrivere nei commenti del blog E come segue:
    “ MERDA ”
    “ MERDA ”

    6 – Quando Le Piccole Merde delle due squadre vorranno scrivere per due volte la parola MERDA, probabilmente scatterà il dispositivo dei blog che impedisce la ripetizione dei commenti, così ci si dovrà ingegnare per farlo. Ad esempio:

    M
    E
    R
    DA

    M:E:R:D:A

    MErdaaaaaaaa

    7 – Così si continuerà a riempire di merda i commenti del più alto numero di blog, e a ogni blog Le Piccole Merde dovranno aumentare di uno (1) le volte che scrivono la parola MERDA seguendo il percorso che man mano indica il loro rispettivo Grande Merda.

    8 – Dopo 15 minuti il gioco finisce e I Grandi Merda tornano al blog A e nei commenti dichiarano il numero di blog raggiunto.

    9 – La squadra che ha raggiunto il maggior numero di blog vince.

    10 – La squadra che perde deve seguire il percorso della squadra avversaria scrivendo in ogni blog:
    SIAMO DELLE PICCOLE MERDE PERDENTI

    L’obbiettivo del gioco e sviluppare nella rete la consapevolezza che la maggior parte dei post e dei commenti sono merda e di provocare una sensazione di vertigine mistica nei partecipanti.
    Lo spirito del gioco è mariano e di devozione verso la Madonna.

  18. porcaputtanavacca vedo già un errore:

    l’inizio del punto 3 è così

    3 – Le Piccole Merde della squadra Y dovranno scrivere nei commenti dell’ultimo post del blog B

    B!

  19. non lo so se ci gioco..
    a parte che non ho capito niente.
    ma poi è troppo eversivo e non mi ci riconosco, sono un omone mite e gentile. oltre al fatto che richiede una velocità che la mia stazza impedirebbe.
    mi sa che lascio ad altri.
    la madonna saprà comprendere?
    raf

  20. eppoi non considera una variabile fondamentale…
    se il tenutario/a del blog gli prende lo schizzo e decide di pulire un po’ di merda con quel prodotto, quello al sapone di marsiglia, che si chiama delete
    i conti vanno un po’ a ramengo
    come si può fare?

    sciao

  21. ippoghigno, il passaggio dei partecipanti attraverso un blog sarebbe roba da qualche minuto, non di più.
    se una delle squadre barase e coincide che hanno cancellato i commenti in un blog ci sarnno le altre merdamerdamerda del percorso

    cerebroleso

  22. dovresti darmi un pò di lezioni, e non scherzo.
    Oggi ti conosco e posterò un commento su come Paolo è :).
    A oggi
    Chiara

    p.s: sarò fiera di conoscerti di persona

  23. cazzo! e del fatto che la prossima edizione del grande fratello non sarà più condotta da barbara d’urso…nessuno dice nulla?!?!
    bastardi comunisti e fumettari.
    emiliano

  24. non ho più notizie di nessuno
    sono in isolamento
    anch’io voreiconoscerti di pesona
    patrizia

  25. Currently it sounds comparable Drupal is the preferred blogging platform presented right at this moment. (from what I’ve read) Is that what you are by by your blog?

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