Il discorso su creazione e rivoluzione e su storie e critica delle storie lo riprendo lunedì, perché è giunto il momento de

Il canone fumettistico – 10

1967 Zap Comix di Robert Crumb

Fortunati i francesi. Possono entrare in una qualsiasi libreria e acquistare Yum Yum Book (Denoël Graphic). Si tratta – ne ho già parlato un paio di giorni fa – di una lunga storia realizzata nel 1963 da un Robert Crumb assai acerbo. Questo libro è interessante per vari motivi.
1. Crumb disegna "carino", così come gli stanno insegnando a fare nell’azienda di cartoline di auguri presso cui lavora (nelle varie note biografiche di cui è disseminato il corpus dei lavori del nostro, a più riprese denuncerà la difficoltà di liberarsi delle carinerie impostegli).
2. Si tratta di una storia (anche un po’ sdolcinata) che Crumb produce per la futura prima moglie. Un complessissimo regalo di nozze (tanto è vero che il copyright in questa edizione è attribuito alla signora Dana Crumb).
3. E’ l’unica edizione esistente di questo lavoro. Nel 1974, un piccolo editore statunitense (Scrimshaw Press) si convince che il libro si venderà come il pane. Dopo stampa e distribuzione, l’editore – ovviamente – fallirà.
4. E’ una delle due storie lunghe di Crumb (l’altra è il Kafka, uscito in Italia per Feltinelli). Quasi 150 pagine. A giudicare dal totale disinteresse mostrato in questo lavoro per i generi e i formati commerciali e dalla lunghezza della storia, una graphic novel ante litteram: 15 anni prima del contratto con dio di Will Eisner.
Leggo Yum Yum Book e mi convinco che se Crumb avesse smesso di fare fumetti dopo questo lavoro da 19enne, non avrebbe segnato la storia del fumetto.
Quattro anni dopo, succede l’imprevisto. il giovane Crumb, cresciuto a frustrazioni sessuali e Mad magazine, mette a frutto la lezione di Harvey Kurtzman (ricordi? ne ho accennato dalle parti del 1954). Mad ormai è una rivista puntuale, vendutissima e professionale. Al Feldstein (editor e direttore dopo l’epocale scazzo tra Kurtzman e l’editore Bill Gaines) manda mensilmente la rivista nei chioschi: un sacco di ottimi disegnatori e di risate ben congegnate; ma tra quelle pagine non c’è più ombra di genio.
Crumb sente il bisogno di costruire un albo che possa dare ai lettori del mad di Kurtzman, ormai cresciuti, emozioni analoghe ma adulte. Costruisce Zap Comix e rivoluziona il linguaggio e il mercato. E lo fa con un comic book piuttosto costoso (28 pagine in luogo delle canoniche 32 e 35 centesime invece degli usuali 10). In breve, accanto alle cose Crumb appaiono i lavori di Rick Griffin, Victor Moscoso, S.Clay Wilson, Spain Rodriguez e Gilbert Shelton.
Tutte cose assolutamente encomiabili, ma il genio è Robert Crumb.
Due cose su tutti: le prime apparizioni di Mr. Natural, il mio santone preferito, l’unico cui mi affiderei per ricevere il vero insegnamento sul senso della vita; il modo in cui i coniugi Crumb vendevano il comic book per le strade di San Francisco (Dana incinta spingava il passeggino da cui Robert estraeva le copie di Zap Comix da elargire agli acquirenti).
I primi 5 numeri di Zap sono stati raccolti nel 1998 in un volume edito da Stapalternativa di Baraghini (il libro contiene una nota esilarante sui copyright: “The Publisher is at the artists’ disposal for all matters concerning copyrights”). Tutti i numeri di Zap Comix (l’anno scorso è uscito il quindicesimo) sono sempre reperibili presso Last Gasp.

1967 Una ballata del mare salato di Hugo Pratt

Con una scelta di tempo quasi sospetta, arrivo a Pratt negli stessi giorni in cui, allegato all’espresso, è in edicola il libro di cui ho deciso di parlare.
Com’è noto, dall’incontro tra Fiorenzo Ivaldi e Hugo Pratt nacque la rivista Sergente Kirk, sul cui primo numero apparve l’inizio di Una Ballata del Mare Salato. Nonostante Corto Maltese non fosse fin da subito il protagonista di quella storia, ci mise pochissimo a conquistare autore e lettori e a riservarsi un posto nel fumetto italiano e mondiale.
Fin qui la cronaca.
Poi c’è Corto Maltese. Storie possenti, raccontate in assoluta scioltezza e che non invecchiano.
Prima di Natale, un collega con la cantina da svuotare mi ha regalato tutti i Corriere dei Piccoli e Corriere dei Ragazzi dal 1968 al 1973, legati in volumoni che raccolgono un semestre ciascuno. La sera trascorro ore a sfogliare quelle pagine, perso tra le illustrazioni di Di Gennaro e Uggeri. Leggiucchio gli articoli e i racconti di Rodari, Buzzati, Milani, Silva e Venturi. Sfoglio rapidamente i fumetti francesi e mi attardo sulle pagine di Battaglia, Nidasio, Breccia, Del Castillo, …
C’è anche Pratt. Prima con il sergente Kirk (ma qui, come sulla rivista di Ivaldi, il nome dello sceneggiatore – Hector Oesterheld – è stato rimosso), che guardo sempre con piacere, e poi con i racconti brevi di Corto Maltese. Quelle storie sono le uniche che mi costringono – tutte le volte – a rilettura.
Ho un aneddoto su Pratt che amo molto. La madre di una cara amica (che non sento da troppo tempo) vive due enormi passioni: Paolo Conte e Corto Maltese. Dopo che entrambe le figlie sono andate ad abitare altrove, questa signora è rimasta sola in una casa vuota. Per combattere il senso di solitudine, si è fatta dipingere, da una delle figlie, un Corto Maltese seduto dietro il tavolo del soggiorno intento a brindare (il tavolo in questione è un semicerchio di legno fissato al muro). Saputo che nelle vicinanze ci sarebbe stata una manifestazione sul fumetto in cui era prevista anche la presenza di Pratt, la madre della mia amica ha fotografato il suo Corto Maltese ed è andata in pellegrinaggio. Trovatasi di fronte all’autore amato, gli ha detto: “Hugo, io mangio tutti i giorni di fronte a Corto. Firmami la foto, per favore”.
Pratt ha guardato la foto e poi, sogghignando, ha risposto: “Questa non la firmo: Corto non può scappare!”
Infatti, sotto il tavolo, nessuno si era premurato di disegnare le gambe del marinaio.

1968 Diabolik chi sei delle sorelle Giussani

In un canone fumettistico, Diabolik bisogna menzionarlo. E’ quasi obbligatorio. Eppure quelle storie sono invecchiate malissimo. Questa però la ricordo molto bene.
Le mie due sorelle maggiori avevano una pigna di diabolik che rileggevano in continuazione. Io, colmo di sdegno e di spocchia, guardavo solo i miei supereroi.
Però c’era questa storia che sembrava un albo con le “origini segrete”. Ginko e Diabolik in una cella, catturati da terribili criminali, l’uno di fronte all’altro e senza speranza. Sanno che dovranno morire e il poliziotto sputa la domanda. Si capisce allora che fino a quel momento Diabolik ha mantenuto il riservo sulla cosa solo perché nessuno gli ha mai chiesto nulla. Pur sapendo che Eva arriverà a liberarlo, inizia a vuotare il sacco come l’anello debole della banda a cui durante l’interrogatorio non devi neanche dare un cazzotto nello stomaco, neanche un po’ di violenza psicologica: bastava chiedere con gentilezza.
E il genio del crimine, il principe del male, il folle omicida inguainato di nero incomincia a vomitare ricordi.
Un paio d’anni fa ho visto una ristampa in edicola e l’ho comprata. Per fortuna c’è la possibilità di rileggere. C’era il rischio collocassi nel mito una storiella che ha il solo pregio (non certo piccolo) di essere ancora oggi divertente.

(10. continua)

Annunci

2 pensieri su “

  1. Di Gennaro e Uggeri sono straordinari.
    dalla fine della guerra fino agli inizi degli anni 70 ci sono un sacco di disegnatori/illustratori meravigliosi e dimenticati, ugo fontana, maraja, degaspari, buzzati.
    il libro guardare le figure di faetti forse non arriva fino a quel periodo, ma mi sembra dava l’impressione che quello fatto dopo gli anni quaranta fosse trascurabile.

    cerebroleso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...