Orgoglio

Vuoto

1. E’ morto Walerian Borowczyk. Non faceva film da vent’anni (e l’ultimo suo film che meritasse di essere visto è “Interno di un convento” del 1977), eppure mi sembra un evento simbolico.

2. Un quotidiano danese di destra, 5 mesi fa, ha pubblicato una dozzina di vignette offensive per l’Islam. Ne ho vista una sola che rappresenta Maometto con una bomba con la miccia accesa al posto del turbante. Bha! A cinque mesi di distanza stanno scoppiando casini e tafferugli un po’ ovunque nel mondo musulmano. La sensazione che ne ho è di yellow journalism: un evento montato da reporter annoiati che devono giustificare i propri rimborsi a piè di lista per la trasferta. Gli ingredienti sono semplici: un ragazzino annoiato per strada, una bandiera danese, uno zippo e 10 dollari. Si mescola il tutto e poi si filma.
Peccato che a volte la situazione ti scappi la mano e che la rabbia trovi nell’oltranzismo terreno fertile.

3. Un sacerdote, che sembrerebbe essere stato persona ammirevole, è stato freddato da una pistolettata in Turchia a Trebisonda, un posto con un nome da detto popolare. Repubblica mi dice che don Santoro era da mesi impegnato nel dialogo con violentissime bande giovanili. E’ stato freddato da un ragazzetto che, dopo aver sparato, ha gridato: “Allah è grande!”.
Le reazioni a caldo di vescovi e cardinali, riportate dal quotidiano che leggevo stamani, sono: 1) dichiarazione di orgoglio (la maschera d’idiozia che copre, come burro e marmellata, il dolore); 2) accenni poco velati alla possibili relazioni tra l’ondata d’odio scatenata dalle vignette e questo omicidio. Traduco: satiri, avete le mani sporche di sangue.

4. Intanto sui quotidiani (anche su quelli laici) un grido si leva sicuro. La satira è libera, ma non deve toccare le corde della fede e della spiritualità.
Non so.
A me tutto ciò ricorda la nonna che mi ammoniva: “gioca coi fanti, ma lascia stare i santi”. Questa affermazione mi sembrava ingenua e mi scatenava ilarità. Ora scopro che la nonna aveva la stessa levatura intellettuale di (per esempio) Umberto Galimberti. Sono orgoglioso.

2 pensieri su “

  1. infatti, le vignette sono una scusa utilizzata in mala fede da ambienti molto diversi. e la cosa fa rabbrividire. come minimo c’è il rischio che un autore possa autocensurarsi per evitare problemi.
    hai collegato molto bene episodi apparentemente così diversi. il tuo è un blog proprio sapiente 😉
    micgin

  2. In Francia Charlie Hebdo ha pubblicato ieri i 12 disegnetti. Di solito tira 140mila copie. Ne ha tirate 160.000. Le ha ristampate. Ne ha vendute minimio 400mila.

    Ho visto i giornali italiani e, come diceva un personaggio di Ciprì e Maresco, “ho provato schifo”. Un po’ (ma solo un po’) ho apprezzato invece Giuliano Ferrara, che ha fatto un nuemro del Foglio tutto in rosso con banda bianca, stile bandiera danese. Soprattutto ho visto la differenza Italia-Danimarca: nonostante il turbinìo folle, il governo danese non ha rilasciato dichiarazioni di scuse ufficiali. Al festival dell’ipocrisia non hanno voluto danzare.

    m.

    PS
    la mia stima per la Danimarca nasce da un fatto storico: è piena di figa.

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