Frammenti

1. Luca, 6 anni, entra in casa ospitato da Chiara, 6 anni, e Davide, 3 anni.
Si guarda intorno e per un po’ penso sia silenzioso solo per timidezza e per problemi di ambientazione. Poi mi guarda e, indicando il televisore spento, mi chiede: “Ma la tivvù è rotta?”

2. Sto preparando Davide per la notte. Mentre gli infilo il pigiama, lui si concentra sulle mie calze.
Davide: “Hai i piedi neri come un ninja”
Papà: “Eh… Già… Ma che tipo di ninja?”
Davide: “Un ninja gatto. Oppure un ninja talpa…”
Papà: “E tu, queste cose come le sai?”
Davide: “Sono nei fumetti!”
Papà: “Ah. Li chiami fumetti. Non si diceva graphic novel?”
Davide: “No. Quello è inglese.”
Papà: “…”

3. La biondina sul treno è incazzatissima. Ha appena mandato alla sua amica un sms la cui lunghezza non è misurabile in caratteri, ma in cartelle. Prima di premere il tasto per spedire, ha letto ad alta voce il testo alla signora che le sta seduta di fronte. Si tratta di una lettera – ben scritta – durissima, che parla di tradimenti, di delusioni e di un’amicizia spezzata. Insanabilmente.
A quel punto, quando ormai ha conquistato definitivamente la mia attenzione, sbotta in un colpo di genio: “Miss Saputella. Che fa lo zen da due giorni e già si crede la grande filosofa. Che, se non era per me, manco sapeva cazzo era lo zen!”

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10 pensieri su “

  1. il linguaggio della fanciulla era più da piedi neri di Cocco Bill che zen.
    L’avrà ispirata tuo figlio attraverso una tivvù che non c’è?
    Questi aggeggi dell’informazione moderna giocano strani scherzi, frantumano e ricompongono come la pivetti con il berlusca.

  2. L’amichetto l’avrà vissuta come punizione, la tv spenta? cosa avranno fatto di male chiera e davide per meritare questa tortura? E’ buona regola infatti scndire al minimo possibile i tempi di visione dello scatolo magico, lo faccio anche io con le mie ragazze. ma… ma…. poi si trovano con gli amichetti e questi parlano di cartoni e amici e defilippini…. che tortura! mai una cosa che abbia un equilibrio suo.
    L’artdirector

  3. una volta sono andato a un compleanno d’amici radicalchic (la mia classe sociale d’apartenenza)
    mentre tutti i bambin della festa facevano il diavolo a 4 e cercavano di demolire mobili e muri, e appicare fuoco al soffitto, c’era uno che solo soletto guardava la tv con faccia narcotizata: i suoi genitori no-globals avevano deciso di non avere la tv.

    cerebrochic

  4. È una strategia questa! finalmente. gli puoi far bypassare il mezzo facendolo diventre poco interessante, quindi rendendolo palloso, vecchio e polveroso. Ci vorrrebbe anche un elenco di nefandezze visive da far vedere però…..
    L’artdirector

  5. Milim leggi Amelia Rosselli? (ci sono cose sul lapsus che sembrano le tue).

    Bellissimi i due microracconti dei piedi neri e dello zen.

    andrea barbieri

  6. Andrea,
    Io vado in direzione dell’invenzione di una Nuova Critica. Critica come a dire il due. Il due come a dire l’ironia. Il due come a dire il lapsus. Il lapsus come apertura. Il lapsus come strutturale e non psicologico.
    Là dove il Nuova sarebbe il prodotto di un’ironia, di un due, dei due bordi del linguaggio che si confrontano
    in un’inarrestabile, interminabile, emozionale, erranza associativa.
    E forse è in questa erranza del due, così culturalmente ebraica e fumettistica, che cogli la mia prossimità alla Rosselli.
    Ma, mentre per me, il lapsus trova nell’irriducibile riconduzione all’uno dei due bordi del linguaggio, la chance per dotare di intelligenza il riso,
    per lei, invece, il lapsus sarebbe l’uno in cui far confluire il due e il suicidio, la sua drammatica definitiva rappresentazione.
    Per me il lapsus è il due. Per la Rosselli, il lapsus è l’uno tutt’uno, senza differenza da sé, senza chance.
    I suoi lapsus non portano la natura al cielo, ma naturalizzano il cielo.

    Comunque la trovo pregevolissima, ti ringrazio per avermela ricordata.

    Da buon ultimo, conosci Teofilo Folengo e le Maccheronee? Quella è la mia direzione. Ed anche la Mandragola.

    Milim

  7. Pero’ e’ divertente, leggere di un telefono in treno, aprire il popup dei “commenti” e vederci la pubblicita’ del Motorola SLVR (Silver? Sliver!).
    Sembra fatto appoooosta!!

    D.

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