A proposito di censure.
Sul finire del 2002, ho curato un numero di Schizzo Idee & Immagini dedicato (nella parte delle idee) alla censura.
Visto che dalla finestra dei commenti precedenti mi arrivano ancora degli spifferi (e visto che non riuscirei a inserire nulla di nuovo nel blog) ripropongo qui il pezzo che in quel fascicolo dedicavo a censure statunitensi e nipponiche. A puntate. Nei prossimi dì.

ALTRE INQUISIZIONI – 1
CODICI E CENSURE D’ORIENTE E D’OCCIDENTE

«I fumetti, così come i cartoni animati in televisione, stimolano i meccanismi imitativi dell’identificazione. I bambini tendono a copiare l’eroe, i suoi comportamenti, le sue scelte. Se l’eroe è gay, i bambini verranno influenzati dal suo modo di essere, cercheranno di essere come lui.»
(Vera Slepoj, psicanalista, intervista pubblicata dal CORRIERE DELLA SERA in data 19 agosto 2002)

«Mio fratello è figlio unico perché […] non ha mai criticato un film senza prima vederlo»
(Rino Gaetano)

In & Out - locandina

UN’OPERETTA MORALE O UNA MORALE DA OPERETTA?

L’unico vero rito di passaggio sistematicamente celebrato dall’immaginario mediatico globale sta per essere consumato nell’aula magna di un liceo statunitense. Si tratta della cerimonia di consegna dei diplomi, che garantisce ai giovani nordamericani che se lo possono permettere l’ingresso nell’età adulta.
Gli studenti dell’ultimo anno, in attesa di entrare in possesso della chiave per accedere trionfalmente al futuro, non sono gli unici sottoposti a giudizio: oggi è prevista anche la consegna di una targa assai ambita, il premio al miglior docente dell’anno.
Gli studenti sono sereni. La premiazione non può riservare sorprese: Howard Brackett, professore di letteratura, è decisamente il favorito.
Ma il nome che il preside sputacchia nel microfono («the winner is…») è quello di un anonimo e mediocre professorucolo, archetipo che tutti conosciamo assai bene (e purtroppo non solo per merito di cinema, letteratura e fumetto).
La protesta dei ragazzi e dei genitori trova presto risposta nell’imbarazzatissima spiegazione del preside.
Durante la consegna degli Oscar, il giovane attore Cameron Drake, ricevendo l’aurea statuetta nientemeno che dalle mani di Glenn Close, aveva detto: «Ringrazio per i suoi insegnamenti il professor Howard Brackett, che è gay!»
Il professor Brackett non può essere premiato a causa del nefasto influsso che la sua omosessualità potrebbe produrre sui discenti.
Uno degli allievi, neanche il più illuminato, colpisce dritto nel segno: «Mi faccia capire, preside. Lei sta dicendo che è un po’ come se il professor Brackett, in quanto gay, emettesse delle minuscole particelle che, colpendoci, potrebbero renderci tutti omosessuali?”
Di fronte a una confusa risposta affermativa del preside, tutti gli intervenuti – in un’escalation di outing e consapevolezza – si alzano in piedi, confessando la propria omosessualità. «Ho avuto il professor Brackett come insegnante di lettere per tutto l’anno: sono gay!» «Sono il fratello di Howard: uh-oh… devo essere gay!» «Sono il postino e porto la posta, tutte le mattine, a Howard: sono gay!» «Siamo il corpo dei vigili del fuoco e Howard ci aiuta tutti i giovedì sera: siamo gay!»

(1. continua)

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10 pensieri su “

  1. «I fumetti, così come i cartoni animati in televisione, stimolano i meccanismi imitativi dell’identificazione. I bambini tendono a copiare l’eroe, i suoi comportamenti, le sue scelte. Se l’eroe è gay, i bambini verranno influenzati dal suo modo di essere, cercheranno di essere come lui.»

    In effetti, quasi quarantanni fa, feci un fumetto su una psicanalista deficiente che rilasciava interviste dementi al Corriere della sera, ma ero convinto che non l’avesse letto nessuno!

    Ma guarda che casini che si possono combinare con questo mestiere!

    g.

  2. beh, caro g.
    se cerchi Vera Slepoj in google immagini dalla prima foto che si vede sembra una psic/anal/ista seria

    cerebroleso
    ps, non guardare la tv da così vicino, vera, che poi resti cieca!

  3. Il pensare comune colloca l’intellettualità nel cervello.
    Collocata nel cervello, l’intellettualità diventa organica e perciò genetica e perciò manipolabile e perciò business.

    La censura regola, come un bastone, il business intorno alla supposta manipolabilità del pensiero dotandolo di …..imbecillità.

    Imbecille da bacillum, bacillum dal lat bastone.
    Imbecille, dotato di bastone.

    Il pensiero divenuto cerebrale, sottosterebbe a tutti gli insulti fisici che possono accadere al cervello, incluso la caduta dal seggiolone da bebè,
    per cui, ecco la necessità di allestire una industria non soltanto fornitrice di bastoni post-trauma,
    ma il più possibile preventiva, divinatoria,astrologica,
    di tranquillizzatori del bebè chè non si agiti e che non cada e prevenire quella depressione che potrebbe
    verificarsi nel pavimento e che, in età adolescenziale lo risucchierebbe in una caduta gravitazionale
    non sollevabile più neppure da un bastone.

    Ed ecco le maestranze per questa industria psicopompica: psicologi, psicoterapeuti, psichiatri.
    Malinconici e solerti addetti alla Shoah dell’intelletto.
    Riduttori dello psi, con le loro varie logie e iatrie e terapie, all’organicismo cerebrale con la diagnosi prima e con lo psicofarmaco poi.

    Cancellando l’intellettualità con l’organicismo, viene cancellato l’artista che sia in grado di pensare l’arte,
    di progettarla,
    viene messo in scacco il medico che sia in grado di pensare la medicina,di progettarla,
    viene espunto il parlante, vale a dire ciò che interroga, il disagio, l’intellettuale che è in grado di pensare l’immagine,
    di progettarla e
    un gay sarebbe un colui la cui intellettualità fattasi organica nel cervello, lì, in quella sede, sarebbe
    stata contagiata dal virus dell’omosessualità e avrebbe reso inerte il gay al pensare, all’essere un intellettuale.

    Io sono un’intellettuale e faccio la psicanalista.
    Che la Slepoj si dica, seppur non mi risulti, essere una psicanalista, la qualità organicista dei suoi
    enunciati le dà ragione di un Essere Imbecille.

  4. non riesco a smettere di guardare la foto di Vera Slepoj mentre guarda la televisione.
    non sarà che di tanto guardare il grande fratello è diventata una bella figliola anche lei?
    può succedere, eh! si sa di casi simili in finlandia e le isole marshal.

    cerebroleso

  5. Il consulente di immagine di Vera Slepoj è Klaus Davi.

    Il consulente di immagine di Piero Fassino è Klaus Davi.

    Ho paura.

  6. i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i ds non vanno votati
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    i comunisti neanche
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
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    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    vota silvio che non ci meritiamo altro
    cerebroleso
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    cerebroleso
    cerebroleso
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    cerebroleso
    cerebroleso
    cerebroleso
    cerebroleso

  7. da:http://www.vicenza.com/newsmagazine/archivio_data/2002/4/news_0000000164.html
    “Vera Slepoj é presidente della Federazione Italiana Psicologi. Esercita la professione di psicoterapeuta a Padova e a Milano e ricopre numerosi incarichi ministeriali.”
    Dell’Essere Imbecille, in questo caso, è garante l’ Ordine Professionale.

    Una psicanalisi è un mestiere, non una professione, e non vuole garanti. Ciascuno si autorizza da sé
    all’Essere Intellettuale.

  8. Ho solo notato questo thread e vorrei postare un veloce commento.
    Sono stato paziente della dottoressa in questione per diversi anni, senza quasi alcun risultato.
    Ho speso un sacco di soldi e tempo e, quando alla fine mi sono deciso di piantare li` la terapia, mi sono sentito dire dalla dott.ssa che il fallimento della terapia era solo colpa mia.
    Giusto per puntualizzare

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