From : sparidinchiostro
To : milim

Dirò una cosa scandalosa.
Non sono contrario alla censura.

Mi spiego (ci provo).

Sono convinto che i bipedi senzienti che popolano la superficie dell’arancia blu siano bestiole fragili che necessitano di tutela. Non vorrei – per esempio – che i miei figli vedessero pornografia prima di avere gli strumenti adeguati per valutare (intendimi, non sono un bacchettone e a casa non parlo di cavoli e cicogne). Alcune informazioni richiedono tempo per essere metabolizzate e capite e l’osceno è una twilight zone. Lo è anche nella definizione che preferisco, quella datane da Learned Hand (e il fatto che uno dei giudici più importanti della storia degli USA si chiami mano imparata la dice lunghissima): il punto di equilibrio tra pudore e candore.

Non credo in una censura che uccida i testi, ma che li classifichi in maniera riconoscibile (sono poi consapevole che le twilight zone si possono allargare a piacere – in una sorta di aurora boreale – e che una classificazione di qualsiasi tipo debba attivare i perversissimi meccanismi dell’autocensura.

Non sono neanche autoindulgente.
Mentre sto schiacciando il bottone cancella sento chiaramente che sto sbagliando.
Purtroppo sono un fautore del male minore (voterò contro berlusconi e non a favore di prodi).

La presenza di quel rompicoglioni mi stava rendendo difficile fare alcune cose a cui tengo molto.
Cerco di non posticipare la soluzione dei problemi. Perché spostare in avanti la merda come lo scarabeo stercorario mi rammenta il supplizio di Sisifo.

Questo è.
Tanto semplice da risultare deludente.


From : milim
To : sparidinchiostro

Questo è il punto, il resto son discorsi.
> "La presenza di quel rompicoglioni mi stava rendendo difficile
> fare alcune cose a cui tengo molto."

Il punto è la tua resa alla difficoltà e non si elimina questa "resa" eliminando il rompicoglioni


From : sparidinchiostro
To : milim

Ne fai una questione di principio?
Perché se è così non sono neanche in grado di giocare.

La risposta del bastardino pragmatico che immediatamente mi affiora è: "finché funziona"


From : milim
To : sparidinchiostro

Nell’intento di riuscire ad illustrarti come procedo nel trattare le questioni affinchè il trattarle non mi rappresenti una perdita di tempo ma un godimento, faccio come segue:
1)questione di cui si tratta: censura
2)trovata dell’altro capo della questione censura di cui si tratta, cioè l’emozionante "La presenza di quel rompicoglioni mi stava rendendo difficile fare alcune cose a cui tengo molto."
3)lavoro, messa in gioco del termine rompicoglioni (rompi, coglioni, arrampico gli oni, glioni, leone, artigli, unghioni, qualcuno con le unghie lunghe, del mignolo? ROMPERE (i coglioni, le unghie), tagliare (le unghie)al leone, CENSURARE, etichettare,apporre l’etichetta, leone-censo-censura ……….
4)formulare il paradosso che in questo caso (ma è una mia invenzione) potrebbe essere: censurare (tagliare l’etichetta)per etichettare (munire di etichetta: rompicoglioni).
Come a dire: per aggiungere, tagliare; per promuovere, bocciare.

In effetti le unghie, tagliate, ricrescono.

Tu dirai ma a che pro? Il pro è della quantità di immagini che vengono ad allenare la nostra intellettualità rendendola agile ballerina nel sottrarsi a qualunque colpo di un qualunque rompicoglioni che possa impedirci di provare godimento lungo il farsi della vita (o della storia). Quando parlavo di principi intendevo dire che il principio in assoluto è di avere la pelle così resistente che nessun rompicoglioni possa rompercela.
Quindi ben vengano i rompicoglioni ad allenarci.


From : sparidinchiostro
To : milim

3 è invenzione come 4.
Non c’è niente di male. Mi piace anche… Però è un gioco.
Giocare significa evitare forme di solipsismo, perché prevede il coinvolgimento di altri. Trovo noioso l’onanismo (anche quello cerebrale) perché mi sembra un’attività circolare che non modifica l’ambiente. La cerebropolluzione si infrange sul lobo frontale e lo sporca poco prima della caduta.
Amo il gioco perché richiede interazione… quanto è meglio allontanarsi dalle seghe mentali per dedicarsi a amplessi ebammucchiate cerebrali.

Poi c’è l’amato Fredric Brown che ha scritto un po’ di racconti e romanzi di fantascienza. Tra i romanzi c’è (oltre ad assurdo universo che consiglio sempre ) Marziani, andate a casa.

E’ un romanzo strano perché parla di un’invasione marziana. Non arrivano terribili e minacciose astronavi da cui escono mostri tentacoluti armati di spade laser e cannoni a raggi gamma. I marziani arrivano e sono intangibili, piccoli, verdi e rompicoglioni.

Entrano in casa, si mettono lì e iniziano a commentare tutto quello che fai (spesso anche a sproposito).
Difficilissimo avere una serena vita sessuale con un ometto verde seduto sul letto che guarda, commenta, consiglia, parla del tempo.

E in quel caso come si reagisce?


From : milim
To : sparidinchiostro

Quintessenza:
si prende il marziano e lo si distilla per gli alambicchi delle parole che lo rappresentano.
Il suo brillante color verde è ottimo elemento strutturale per venderlo come nuovo Genepy.


From : sparidinchiostro
To : milim

Il marziano non lo prendi. E’ intangibile.
E mentre tiri fuori la strumentazione per distillarlo, lui continua a commentare, a parlare del grande fratello, ti dice che i negri ci hanno la musica nel sangue e che gli ebrei sono avidi e nasuti…

Non lo puoi fermare


From : milim
To : sparidinchiostro

non sapevo che quello che mi epiteta da ebrea fosse marziano!:o
E chi ci pensa a fermarlo?
Alambiccarlo, alambiccarlo!
Anche un marziano può rendere:D

Ti racconto questa del mio nipotino che trovo divertentessima.
Il nonno a lui: Michelangelo dov’è Gandolfina (la gatta)?
lui al nonno: gandonfina, nonno, gandonfina, con la esse!:))))))))))))))))))))))))))))))))))))
(Ha tre anni e manco sa cosa sia la esse)
Dici? Nooooooooooooooooooooooooo

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43 pensieri su “

  1. carissimo Spari,
    a me sembra molto interessante il discorso di Milim sulla censura come rimozione del trauma anzichè sua elaborazione. E in questo senso è stato bellissimo e utile, il modo in cui a suo tempo Cher ha risposto ad ogni aggressione di cmx usando come uniche armi creatività e umorismo. E’ stato un altissimo esempio di come sia possibile appunto difendersi dalle rotture di coglioni trasformandole in occasioni di piacere e di divertimento.
    Un allenamento, come dice Milim.
    E’ proprio rimuovendo momentaneamente la causa del fastidio che continui a ritrovartela di fronte quando meno te l’aspetti.
    Imparare a riderne è meglio.

    raf

    (Milim, scusa, ma quella del nipotino io non sono riuscita a capirla…)

  2. p.s.
    chiaro che questo vale parlando di persone adulte.
    Il discorso che fai a proposito dei bambini è altra questione, e sono perfettamente d’accordo.

    raf

  3. carissima Raf,
    “Il caso del nipotino”:
    due elementi linguistici, “traumatici”, vale a dire dotati di traumabilità cioè dotati di poter far verso, ginnici, si piegano l’uno all’altro, si “combinano”, si rivoluzionano e
    danno vita, immaginariamente, ad un elemento nuovo, la Esse, come dice il mio nipotino, nel Caso del giocare con il nonno.
    La Esse, straniante, che non c’entra nulla, in questo caso è figlia di gandolfina e gandonfina.
    E’ un modo per dire come nascono le cose, tutte, bambini, emozioni, sapere. Dal due, originariamente.
    I bambini possono nascere anche dal cavolo, come no, ma non dal cavolo uno tutt’uno, tutto di
    un pezzo, cavolo e basta, bensì dal suo essere due:da Ca’ Volo, nasce caSpiterina!
    Ben lo sanno i bambini come si fa a fare i bambini. Lo sanno eccome tanto che non ci pensano
    neppure a chiederlo. Siamo noi che non abbiamo le idee chiare a proposito, che siamo sempre
    lì a servirci di loro per provare quanto siano vendibili (porno) le immagini (grafia) che
    andiamo fantasticando. Noi adulti ci “facciamo” di fantasmi perchè ci spaventa il sapere perchè sapere vuol dire l’impossibile non errare.
    Basta prenderli ad esempio,i bambini, per imparare come nascano le cose nuove,
    le nuove emozioni, una nuova speranza, una nuova vita.
    Anche Cerebroleso, lo plaudo con te, Raf, sembra saperlo come si fanno nascere i bambini per sconfiggere la paranoia che non ci sia altro oltre la morte, oltre la censura.
    Gioia, Dolores, Assunta, Crocifissa, Salvatore, Paura, Angoscia, Panico, tutti nascono dal due.
    La nascita dello “stato d’animo”, Incazzamento, Esultanza, Depressione, procedono da due
    immagini Significanti
    e non da un qualcosa che funziona o non funziona (e che non funzionando sarebbe da censurare)
    nel cervello.

    Celine in “bagatelle per un massacro” scrive: -“Che cos’è che entra duro ed esce molle?” Ecco un
    bell’indovinello…Quelli che sanno, rispondono: il biscotto!…”-
    Io dico che un biscotto nasce tra durabilità e mollezza. Ineliminabili, incensurabili durezza e mollezza, se si vuole il biscotto.
    Savoiardo, dice CherKiatta, per il tiramisù.

    Letture consigliate: “al di là del principio di piacere”, Fort/Da, caso del nipotino di Freud.
    Da Fort e Da nasce il gioco del rocchetto, il filo, quello da lasciar correre senza lasciar perdere con una censura.

    MilahMiliMilah

  4. Milim,
    ti ho persa dopo la terza riga…
    Nel gioco delle suggestioni, la citazione di celine mi suggerisce questa (secondo me, moooooolto più divertente)

    Che differenza c’è tra il fatto e il diritto?
    Che quando è diritto non è ancora fatto e quando è fatto non è più diritto…

    (Petrolini)

  5. Nasce un biscotto: lo storto.

    Lo storto del dolo.
    […]
    Storti: Impastare la farina col tuorlo d’uovo, il burro e il vino bianco. Lavorare l’impasto fino a renderlo una sfoglia di medio spessore. Dalla sfoglia ricavare dei quadrati di circa 15 cm di lato. Avvolgere i quadrati ottenuti sull’apposito cono d’acciaio e saldare i bordi con l’albume dell’uovo. Friggere i 4 coni ottenuti in olio bollente e successivamente depositare su carta assorbente
    […]

    Farina di sacco altrui : http://www.mediaset.it/news/scheda/13807.shtml

  6. Ma Milim, dipende dal punto di vista, non è detto che la reazione di Spari sia una “resa alla difficoltà […] eliminando il rompicoglioni”, anche il gesto della cancellazione è creativo, pensa alle righe nere di Isgrò. Secondo me Spari ha reagito creativamente appunto disegnando uno scenario di cancellature concettuali formidabile. La censura è un’altra cosa, qui era il *procedimento* in primo piano, e bisogna riconoscere a Spari di aver amplificato a cerchi concentrici ogni passo della cancellazione con proprie considerazioni, pubblicazione di mail, saggi sul controllo sociale ecc.: queste sono aperture di nuovi fronti altroché fughe! Dire che ha agito da guardiano che chiude significa chiudere le spine che laceravano Gina Pane nel gesto autolesionista. No, Spari ha camminato sul filo del simbolico.
    E il prossimo passo sarà un rilancio: non più solo la dimensione simbolica nera, coprente e nullificante, ma – in una prospettiva analoga all’azionismo viennese – il perturbatore dovrà reiterare la famosa performance di taglio penico-riproduttivo di Schwarzkogler.
    andrea barbieri

  7. bho…
    perchè usare così tanti paroloni ed elucubrazioni intellettualoidi per dire cose così semplici.
    Insomma pane al pane e vino al vino.
    La censura si rende obbligatoria (forse) in caso di volgarità.
    Il mediatore di questo blog ha ritenuto necessario, non avendo altro modo per bloccare il dilagare di Milim, il censurarlo/a.
    Alura come si dice dalle mie parti :
    chapa su e porta a cà.
    Figli di Freud e nipoti di ‘sta cippa…
    Scusate la volgarità a rischio di censura ( forse meritata per la suddetta cippa )
    chiara

    p.s: Milim uomo o donna? Donna eh?

  8. caro andrea,
    sono concorde con te che la cancellatura (il dotare di cancelli) possa essere non un atto mutilatorio, ma integrativo come
    ad esempio i disegni di Davide Catania o, mi si censuri l’eresia dell’accostamento, i tagli di Lucio Fontana.
    Ma, ti chiedo, che relazione trovi tra la censura di CoMiX su cui Spari ci ha invitati a dibattere e la cancellatura come atto integrativo?

  9. vicino a casa mia c’è uno che s’è tagliato il cazzo anche lui ma non ha fatto le foto ma ade

  10. Complimenti Chiara, hai vinto il concorso ” Non ho capito una cippa di quello di cui si sta discutendo” (cippa è per utilizzare il tuo stesso linguasggio ovviamente). Scommetto che se millim fosse uomo i toni cambierebbero…

    Humptydumpty

  11. Cara Milim, tutta l’attenzione dei commentatori si è concentrata sul taglio, ma era il procedimento a determinare la natura del taglio. Spari ha agito da artista concettuale, ha creto arte nella procedura (che è sempre una tecnica del progredire): ha tagliato affinché fiorissero significati e utopie. Senza il suo taglio-potante, per esempio, non si sarebbe materializzata l’immagine di Schwarzkogler: una gemma sensificante sviluppata a ridosso della scomparsa di CMX. Addirittura direi che esiste un simbolismo prospettico o di secondo grado. Le gemme cresciute dal sacrificio di CMX sono il primo livello, tuttavia il taglio fontanesco sbrega il sipario bianco e rivela un universo: Spari col suo atto apre uno spiraglio nel fondale su cui spicca la rosa in gemmazione. Tu, io, noi tutti dobbiamo passare dallo spiraglio affacciantesi sul nuovo mondo, il mondo della moltiplicazione palingenetica dei fronti esistenziali.
    andrea barbieri

  12. secondo me se uno legge il post di barbieri come se fosse liala che scrive sul cazzo che entra nella ficca è semplicemente geniale

    cher

  13. Caro Boris, le parole sono pietre, non puoi scrivere con leggerezza “troppo teologico” perché tu davvero operi una censura: censuri – zavorrandolo di falsa realtà (il ”troppo”: ma come ti permetti!) – l’infinito teologico: tu censuri la possibilità esperienziale di movimenti autenticamente divinatrici* (la porta di Duchamp apriva-chiudeva, non ricordi?). Tu vivi, vivrai nella dimensione di psicologema, mentre noi, scorrendo oltre la rosa, oltre il sipario, toccheremo lo psicologemmatico. Tu balbettante lontanamente che una rosa è una rosa.
    Lo spari* dello start è.

    *concordanza ultragenere/ultramisura

    andrea barbieri

  14. perché balbettante? perché con mente lontana?
    lo dico con mente forte e chiara che una rosa non è nient’altro (e ninet’altro può essere) che una rosa.
    oltre la chimica e la biologia ci sono solo le chiacchiere e i distintivi (ovvero: la censura).
    risciao
    boris

  15. Nei post numero 7, 18, 23 volevo mostrare come chiunque può sostenere qualunque cosa inscenando un discorso fumoso con qualche citazione sparsa. Le persone che tentano di parlare nel modo più semplice non ricevono attenzione, mentre il fumo piace da matti.
    Vabe’, era un esperimento, però non chiedetemi di continuare col Cacciari de’ noantri. E meditate.
    andrea barbieri

  16. Forse devi domandarti se t’interessa avere dei lettori. Il progetto dell’enciclopedia del fumetto a puntate mi sembrava rispondere di sì, che t’interessava scrivere per essere letto e per essere capito, e mi pare anche che tu ci riuscissi benissimo. E lo stesso anche con gli occasionali quadretti famigliari, con le ricette ecc.

    L’happening che questo blog è diventato avrà sicuramente altri pregi, forse terapeutici, non so (come happening ne ho visti di più divertenti), ma non quello della leggibilità e della comunicazione; di sicuro, ma credo consapevolmente, è un modo per escludere chi non è nel giro delle conoscenze extrablog: secondo me è un vero peccato.

    Ciao

  17. Ma scusa Vicinelli, se trovi interessante quel che scrive Paolo, potresti anche limitarti a leggere lui e ad ignorare i commenti, che trovi invece fastidiosi.
    Forse non è il caso di farla tanto lunga.
    Anche ad Andrea, lo dico.
    Personalmente apprezzo veramente quel che scrive Milim, se è a lei che ti riferivi, e non lo trovo inutilmente fumoso.
    un saluto
    raf

  18. Ma no, non è un attacco a Milim, io ho giocato secondo le regole che lei ha suggerito a Paolo, ho usato le parole, e con le parole ho dimostrato che Paolo non è un censore ma un artista. Poi ho avuto l’impressione che la cosa piacesse (non a Milim che mi pareva un po’ delusa dalla possibilità di dribblare qualunque significato e far apparire della propaganda come una cosa fichissima) allora ho fatto notare che i discorsi al fumo piacciono più che i discorsi all’arrosto, ma non l’ho detto in contrapposizione a Milim.
    Il significato del tutto è: Paolo non ha fatto altro che eliminare un troll che guastava il forum, non ha normalizzato e livellato le voci (se volesse questo cancellerebbe Milim e cerebroleso). Quindi direi che si può ricominciare col fumetto o con quello che va a Paolo.
    andrea barbieri

  19. merdra, io non avevo capito che barbieri stese scrivendo in modo diverso a come lo fa di solito!
    dovrebbe farci un segnale tipo “==éè==” oppure :-&&&

    cerebroleso

  20. Andrea, notevolissimo quello che hai scritto.
    I perchè te li direi chez Ippo’s, quando arrivasse il benestare alla richiesta che gli ho inoltrata di usare casa sua per proseguire un dibattito che può risultare fastidioso al Lettoratto di Spari.
    Magari così anche Spari, a casa di Ippo, si sentirebbe più libero di mandarci aff…

  21. Ma scusa Vicinelli, se trovi interessante quel che scrive Paolo, potresti anche limitarti a leggere lui e ad ignorare i commenti, che trovi invece fastidiosi.

    Infatti ignoro molti commenti, che però stingono sui post di Spari stesso, oltre a debordare, dai commenti, nei post veri e propri.

    Per star dietro ai commenti, poi, Spari trascura quello che del suo blog principalmente mi attiraeva. Ovvio che poi Spari, del suo blog, faccia quel che gli pare meglio (ragione per cui non capisco perché il fatto che cancelli ogni tanto un commento che lo infastidisce possa essere materia di contesa).

    Personalmente apprezzo veramente quel che scrive Milim, se è a lei che ti riferivi

    “Tu l’hai detto”: scherzi a parte no, non so chi sia Milim: il fatto è proprio che in questi collettivi stream of consciusness non riesco a distinguere uno dall’altro, né trovo uno più sensato di un altro. Di nuovo: problemi miei.

  22. Mi sembra che Raf dica una cosa illuminante
    Ma scusa Vicinelli, se trovi interessante quel che scrive Paolo, potresti anche limitarti a leggere lui e ad ignorare i commenti, che trovi invece fastidiosi.

    Il prode Vicinelli se la cava così:
    arriva e legge il mio post (sempre interessantissimo) ed evita di guardare i commenti.

    L’Interdonato che fa?
    Il post l’ha scritto (prima e non dopo, come suggeriva cerebroleso) e a rileggerlo si annoia (non lo trova neanche così interessante). Vorrebbe instaurare dialogo però si aprono fronti diversi. Cerco di fare una tassonomia del commentatore (e uso un commentatore esemplare per ciascuna tipologia):

    1. il casseur: il carissimo cerebroleso, per esempio, che costruisce raccontini, giochi interni, prese per il culo ai danni di tutti. Io mi diverto molto (e anche l’Interdonato).

    2. l’eversore linguistico: milim che costruisce giochi sulle parole che non capisco quasi mai. Mi sembra faccia delle cose interessanti (tipicamente fuori dal mio blog). A volte mi stupisce (quando capisco); più spesso mi lascia indifferente. Ma non mi dà troppo fastidio: si tratta di stabilire tolleranza al rumore di fondo.

    3: l’antipatico: Vicinelli che si diverte un sacco a vestire quel ruolo. Gioca al grillo parlante e fa domande che non cercano risposta. Mi diverto e sospitto sia una specificazione del casseur.

    A piccole dosi, tutto ciò funziona. Poi succede che ci sono dei momenti di delirio collettivo (prova a rileggere questi commenti e io non capisco più nulla).

    C’è un altro tipo:
    4. il commentatore. Boris che spesso (per fortuna) è in totale disaccordo con quello che dico. E sono amorevoli scazzi (e lì mi diverto tanto).

    Vado a casa di Boris e ci sono più o meno i miei stessi ospiti. La domanda è: perché a casa sua (e Boris non censura sicuramente) non fanno casino e si riesce comuque a non perdere il filo della chiacchierata?

  23. Oscenità è tutto ciò che può provocare un’erezione a un giudice
    (anonimo)

    ieri vedevo col mio figlio arancia meccanica di kubrik, con quella bella e brevissima scena di alex che scopa con due ragazze nella sua camera fatta a velocità radotriplicata con sfondo musicale del guiglielmo tell di rossini. bellisssisssima. oggi leggo che kubrik l’ha fatta in quel modo per evitare che il film finise vietato per minorenni. esisterebbe pure una version senza quella autocensura. ma chissà se è altrettanto bella.

    cerebroleso

  24. 3: l’antipatico: Vicinelli che si diverte un sacco a vestire quel ruolo.

    No, non sono di quelle persone dalla salda autostima (niente ironia) che si divertono nel riuscire antipatici; sono insicuro e il giudizio altrui mi si riflette. Mi sorprende e dispiace sinceramente di riuscirti antipatico!

    fa domande che non cercano risposta.

    Qui semplicemente ti sbagli: ho fatto delle domande che aspettavano genuinamente (ingenuamente?) delle risposte.

    Capisco però che le mie lamentele sono fuori luogo – è solo mi piaceva leggere questo blog, e ora non mi piace più tanto (certo, non sono mai intervenuto così frequentemente come ora, ma io mi trovo spesso a fare cose che non mi piacciono).

    Insomma, devo ripeterlo? Problema mio…

    Goodbye!

  25. Andrea,
    Ippo ha dato il via libera, possiamo andare da lui.
    Portati dietro il tuo commento #18.
    Raf, vieni anche tu?
    E tu, Spari?
    Cher è già là.
    Bacioni

  26. Cerebro (tuo commento 36)
    ma l’autocensura non è paragonabile alla censura. Ora: fatti salvi i reconditi motivi che portano un individuo a censurarsi (di solito la mai troppo vituperata etica giudaico-cristiana che tutti, anche quelli ultrarazionalisti e atei come il sottoscritto, ci pervade fino al midollo); l’autocensura è un atto individuale, che da conseguenze fattuali solo a me che la esercito su me stesso, e solo di sponda a te, che puoi addirittura interpretarla come atto creativo e originale.
    La censura applicata a terzi è una violenza bella e buona. Alle volte dice Spari, necessaria.
    Bene. Lasciamo perdere la faccenda CMX. Alla fine alla inconcludente e inutile violenza di cmx, l’ottimo Spari a risposto con la stessa violenza, cancellandolo. Sono favorevole –già l’ho scritto in tempi non sospetti- alla legge del taglione. Quindi: morta lì.
    Però Spari nell’ultimo post va oltre. Mi sembra di aver capito. E parla di una censura cautelativa.
    Mettiamo da parte la questione delicatissima dei minori.
    E discutiamo seriamente: esiste questa necessità? E’ in qualche modo giustificabile?
    Io credo di no; ribadisco: esclusa la questione dei minori.
    Credo che nessuna opinione, nemmeno la più nefanda, sia un reato. Credo che nessuna espressione, nemmeno la più ributtante, debba essere proibita, tagliata, zittita.
    Credo nel fare a pugni con chi ha idee nefande.
    Se si tratta di cazzotti verbali, facciamo a cazzotti verbali, vediamo chi vince.
    Ecco cazzo, di nuovo la violenza. Ma allora zittire con il tasto dolete o zittire gridando più forte o dicendo cose più giuste è la stessa cosa.
    Merda.
    Allora la violenza è necessaria?
    Allora?
    Viva l’anarchia.

  27. Vicinelli,

    mi era parso, davvero, che giocassi un ruolo. Effettivamente mi sbaglio.
    Scusa. Non volevo offenderti.
    Per inciso, ma forse non ha ‘sto gran valore, non mi sei neanche antipatico.

    Un abbraccio e scusami ancora
    P.

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