Fine della storia

pacman

Sono qui a sbobinare ed editare un’intervista molto sentita e a un certo punto i commenti idioti dei forsevicitori e dei forsesconfitti diventano sempre più intrusivi. Non riesco a continuare a concentrarmi sulle parole che provengono dal registratore e devo fare altro. Allora approfitto della presenza della tastiera sotto le mie dita e dedico mezz’ora a sparidinchiostro, che in questi giorni ho un po’ trascurato. Patrizia, di là, sta balzando, con tutta la facilità schizofrenica garantitale dal telecomando, da un telefilm a un salotto. Nel telefilm una banda di dispersi su un’isola si impegna in una convivenza coatta, nel salotto una banda di coatti incravattati e sorridenti si isola in una dispersione invivibile analizzando insopportabili scarti percentuali.
E io, idiota, mi scopro preoccupato per le sorti di un paese che sento sempre meno mio: il paese in cui stanno crescendo i miei figli.
Penso ai discorsi di questi mesi. All’ingovernabilità con una risicata maggioranza, alla rissosità di una coalizione che mi è toccato di votare, al jackpot che avrebbe fatto il nano se avesse vinto di nuovo, allo scontro tra due fazioni di fangazza democristiana con virgolettate di rosso e nero. Onorevole, mi dica, che cazzo c’entra l’onore con quello che fa lei?
Ieri sono andato a votare e schede alla mano, mi sono puntato la matita copiativa alla testa. Chiaramente non c’erano neanche stavolta nicchie vuote nella roulette russa elettorale: premi il grilletto una volta e hai un buco nella tempia. Ho votato turandomi il naso, come suggeriva di fare un giornalista beatificato negli ultimi anni della sua vita e che a me è sempre parso un intollerabile stronzo. Che stia diventando stronzo anch’io? O forse lo sono sempre stato senza rendermene conto.
Mi capita spessissimo, quando sono molto nervoso o molto stanco, di svegliarmi al mattino con un motivetto in testa. Non è una canzone che mi piace, appena la scopro cerco di coprirla di bestemmie e di ricacciarla in fondo ai miei pensieri.
E’ una canzone con cui sono stato bombardato, tenerello, all’indomani di un festival della italica canzone: “lasciatemi cantare con la chitarra in mano…” Cazzo!
Plasmare i miei pensieri mattutini è stato facilissimo. Tutte le volte che qualcuno accendeva la radio o la televisione il motivetto totocutugnano riempiva l’aere. Bang! Pavlov Interdonatoff.
E mi chiedo cosa me ne possa fregare della vittoria di una fazione che è comunque lontanissima dal mio sentire. Eppure sono qui a battere tasti a caso nella speranza di togliermi pensiero e dolore. Rimuovere la volgare onnipresenza della kermesse elettorale o l’insulsa insistenza canora pregna di patriottico semianalfabetismo… Per me patriota è un insulto, a meno che non si riferisca a Gaetano Bresci.

Annunci

7 pensieri su “

  1. mmhh io stessa mi chiedo, col governo ad ostacoli si, … che non ci convenga forse riprendere la nostra buona vecchia valigia di cartone e non si ricominci un viaggio…
    Quello che avevano cominciato i nostri ” ancestri ” ( ti piace questa parola? ) e che dovranno completare i nostri figli… o noi?

    … ma l’argentina è poi così lontana?
    Ho paura

    Chiara

  2. Mi ritrovo d’accordo con te sul patriottismo e l’indifferenza verso queste elezioni in cui ci sitrova costretti a scegliere tra “il peggio in assoluto quello un pochettino meno peggio”. Mi ritrovo oggi a tifare più per GiPi nominato agli Eisner che per le finte (e supposte) sinistre parlamentari.
    nandotur at gmail.com

  3. ………..
    …..!……
    °%$°°##!!!!!!!!!!!!!!!!!
    …. . . “.” e “….”
    .
    micgin

  4. Non mi piace pensare di andar via perchè c’è un governo piuttosto di un altro; e forse mi sarebbe piaciuta la vittoria dei fascisti solo per vedere Eco andarsene una volta per tutte e tacere per sempre. Un coglione per davvero. Penso a Rakezic sotto le bombe intelligenti, che non è andato via.
    Penso a quando San Ratzinger sarà morto e proclamato patrono protettore dei pedofili e i miei figli saranno già grandi e studieranno cinese. Ma via ci sono stato, anche se per pochissimo, e sono stato bene, ma bene come in Italia mai.
    Viva Garibaldi, Cavour, Farini e perché no, massì, viva anche Vittorio Emanuele II, viva il XX settembre viva il Risorgimento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...