Il teorema dello storione

by

Sturgeon

Una biblioteca newyorchese che ha sempre guardato con accondiscendenza alla fantascienza (per la simpatia si sarebbe dovuto attendere ancora qualche anno), ha organizzato la presentazione di un romanzo di Theodore Sturgeon: Some of your blood (in italiano, Qualche goccia del tuo sangue, uscito un paio di volte in effimere collane Mondadori). Non è proprio un romanzo di fantascienza, ma è l’inizio degli anni 60 e presentare al pubblico di una biblioteca un romanzo che parla di un vampiro che non ha nulla di soprannaturale e – forse – di mestruazioni è già abbastanza eversivo. Il pubblico in sala è poco, però è mosso da sincero interesse. E dopo una breve introduzione, una presentazione del libro a opera dello stesso Sturgeon, uno scambio di convenevoli che sfiorano i temi del romanzo e la lettura di un capitolo, iniziano ad arrivare domande. Dapprima timide e fuori fuoco, poi sempre più attente e curiose.
Anne, seduta in prima fila, è la più assidua cliente della biblioteca. Arriva a leggere anche 4 romanzi la settimana e non passa mattina che non faccia una capatina nella sala lettura (le malelingue dicono che tra lei e Howard, uno dei bibliotecari, ci sia del tenero). Di solito Anne tace e ascolta discretamente, ma non questa volta. Ha capito di cosa parla quel romanzaccio ed è decisa a mostrare tutta la sua ripulsa. Lo scrittore poi è un po’ trasandato e indossa un giubbotto in pelle: un autore rispettoso del suo pubblico avrebbe tributato al momento la sacralità che meritava; giacca e cravatta erano d’obbligo. Anne cerca di fare domande che mettano in difficoltà quell’imbrattacarte che passe le sue giornate a scrivere storielle prive dell’afflato della vita su rivistacce di fantascienza, ma nei libri non c’è tutto quello che ti serve per vivere e la donna è poco allenata al confronto dialettico. Sturgeon invece è un uomo pacato e reso abile a schivare gli attacchi del pubblico indisponente da oltre un decennio di frequentazioni con loschi individui ossessionati dalla fantascienza. Anne si scalda, perde il controllo della retorica e sibila: “il 90% della fantascienza è spregevole!”. Usa la parola “crud”, ché anni di letture alte le impediscono di sbottare in volgarità, ma mentre lo dice un moto di pudore la costringe ad abbassare ulteriormente il tono di voce. Quasi un sussurro.
Theodore Sturgeon la guarda e sorride. Non perde la calma neanche per un istante. Non si diventa un punto di riferimento per gente come Kurt Vonnegut se non si è capaci di gestire momenti difficili: lui addirittura è l’archetipo sulle cui fattezze è stato costruito Kilgore Trout, il grande studioso delle tradizioni trafalmadoriane. Non ha sentito bene la frase, ma ne ha colto il senso. Si passa la mano su pizzetto puntuto per prendere tempo, strizza un po’ gli occhi e, con voce ferma e gentile, dice: “Signora… il 90% di qualsiasi cosa è merda”. Usa “crap”, una parola di quattro lettere, là, in mezzo a della gente perbene. In un tempio del sapere.
Anne non può sopportare oltre. Si alza di scatto, stringe al ventre la borsa ed esce dalla sala facendo risuonare (intenzionalmente) i tacchi bassi sul pavimento. Non si farà vedere in biblioteca per due settimane.

12 Risposte to “Il teorema dello storione”

  1. anonimo Says:

    Beh, “crud” non è “crap”, ma è abbastanza volgare.

    Sturgeon: non mi piace la fantascienza (né vado matto per Vonnegut) e di tanto in tanto qualcosa riesce a farmene sentire in colpa. L’autunno scorso ho riprovato con un romanzo di Sturgeon ripubblicato dalla Adelphi, Cristalli sognanti, e devo dire che le cento pagine che sono riuscito a leggere hanno confermato tutti i miei sospetti sul genere.

    Hai voglia si suggerirmi qualcos’altro dell’illustre autore? Se no fa niente!

    Vicinelli

  2. sparidinchiostro Says:

    Dài Vici, crud non è così volgare (ho dato un’occhiata a m-w.com e non c’è riferimento alcuno).
    Adoro Vonnegut e Cristalli sognanti è il mio Sturgeon preferito: Qualche goccia del mio sangue mi è piaciuto moltissimo (l’ultima edizione italiana è in urania). Mi sa che non posso essere reputato attendibile.

  3. anonimo Says:

    cristalli sognanti credo sia il primo romanzo di fantascienza che ho letto, ancora bambino, insieme a quelli di bradbury.
    e se bradbury forse non mi piace più i cristalli ancora mi sembrano un capolavoro.

    cerebroleso

  4. anonimo Says:

    Prezzo: € 12.50
    Disponibilità: Normalmente disponibile in 4/5 giorni lavorativi
    Metti nel carrello

    (Puoi sempre toglierlo dopo)
    ————————————————————————

    Dettagli del libro

    * Titolo: Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese…
    * Autore: Nove Aldo
    * Editore: Einaudi
    * Data di Pubblicazione: 2006
    * Collana: Einaudi tascabili. Stile libero
    * ISBN: 8806146491
    * Pagine: 178

    cerebroleso

    ps, (Puoi sempre toglierlo dopo)

  5. anonimo Says:

    vabbene vabbene
    sono andato a comprarmelo
    no non nove
    lo storione che sognava cristalli…
    poi lo leggo forse
    però dimmi ma tu la conoscia a questa anne?
    ciao
    martin cocai

  6. anonimo Says:

    scusate l’intomissione ma….e se provaste a leggere “tutti a zanzibar”?un mitico brunner,un po seventies ma attualissimo….

  7. anonimo Says:

    In Francia se chiedi ad una inglese se gradisce una crèpe succede che lei capisce crap.
    E poi tutti ridono. Occorre insistere sulla *è*, gravare ancor di più l’accento.

    Però petta, non sono daccordo, vuoi dire che il 90 percento delle donne sono “crap” ?
    Ecco perché mi va bene una volta su dieci, sono molto selettivo.

    P.C.

  8. anonimo Says:

    No no, c’è un paradosso, la merda non può essere merda solo al 90 percento, il resto che cosa è?
    Se il 90 percento di tutto fosse merda quel 90 percento dovrebbe essere merda al 100 percento che secondo il teorema lo sarebbe solo al 90 percento e quindi non funziona.
    No, è impossibile, Sturgeon l’ha fregata con un giochino di parole, l’ha distratta, non vale.
    Doveva dire “ALMENO il 90 percento di qualsiasi cosa è merda” e quindi la tipa poteva rispondergli: “allora la SF è merda al 100 percento”

    C.P.

  9. sparidinchiostro Says:

    Doc: se si va sulle memorie seventies, il mio amorino preferito e’ robert sheckley (qualsiasi cosa).

    CP/PC: Gli è che io dico SEMPRE il falso…

  10. anonimo Says:

    straricazzo
    compratolo lo storione e lettoci le prime ventisette pagine della edizione adelphiana.
    bravo neh, lo storione a suturare insieme parole fino a farci una storia, cioè leggerne cento pagine ed aver letto tutto il libro poco ci manca, allora perchè fermarsi… eh vicinelli!
    io stasera, mentre voi non vi perderete lost, melo finisco e poi ringrazio spari per queste dritte
    ciao
    martin cocai

  11. anonimo Says:

    Ma non ho capito.
    Era una storia o uno storione?

    *grin*

  12. Rising… insomma « Spari d'inchiostro Says:

    […] la quasi totalità delle produzioni, seriali e non. Mica tutte, chiaramente, ma un buon 98% (ché la regola di Sturgeon vale sempre). Quasi tutti quei fumetti sono costruiti attorno a sceneggiature che prevedono che […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: