Mi sembrava tutto così chiaro…

harvey

Gli è che a me sembrava tutto così chiaro. Invece – ed è la dimostrazione che sono un idiota – non si capisce nulla. Ci riprovo (semplificando la storia ad asciate).

Harvey Kurtzman, che reputo essere tra i più grandi, dopo una breve carriera di gagman per la mervel/timely (faceva delle storie di una sola pagina, hey look!, che venivano stampate in seconda di copertina) è andato a cercar lavoro alla EC.

La EC era stata rilevata da Bill Gaines, figlio di Max (che gli storici del fumetto USA talvolta indicano come inventore del comic book).
Max Gaines si era schiantato in barca e il figlio, che avrebbe voluto fare l’insegnante di chimica, si è ritrovato a gestire l’azienda di famiglia.

EC stava per Educational Comics e faceva storielle religiose. Con un processo in cui Bill è stato probabilmente più osservatore che motore, la EC è divenuta Entertainment Comics.
Alla Entertainment le cose si fanno divertenti. Fumetto di genere (orrore, fantascienza, guerra and so on).
Kurtz si ritrova immediatamente promosso a fare due testate di guerra (frontline combat e two fisted tales). Escono ogni due mesi e i soldi non bastano.
Gaines propone a Kurtzman di fare un ulteriore mensile comico che richieda molto meno documentazione (anche perché il nostro era un ossessivo compulsivo e passava ore a studiarsi i modi in cui funzionavano i sommergibili).
Nasce Mad, comic book di 32 pagine con 4 storie comiche su ciascun numero.

Nel fumetto USA stavano succedendo cose. Tra queste, quell’ondata di maccartismo di sinistra che condusse al comics code.
A Kurtzman il comic book sta stretto. Allora chiede e ottiene di trasformare mad in rivista. Grande formato e in bianco e nero. Può ospitare – oltre ai consueti fumetti – reportage, articoli, pubblicità finte…
Kurtzman e contento e Gaines pure…
Infatti il comics code, che è un codice censorio che l’industria del fumetto si è imposta per mettersi in salvo dagli attacchi dell’opinione pubblica (e forse per far saltare la casa editrice di Gaines – la prima stesura del codice sembra costruita appositamente per colpire frontalmente EC comics), ha ucciso tutte le pubblicazioni di Gaines.

Per sopravvivere i comic book dell’orrore, del crimine e di fantascienza dovranno modificare le proprie testate e il proprio formato (fino a giungere all’orrido esperimento dei pictobooks — inguardabili!).
Non serve a nulla perché lentamente e inesorabilmente tutte le testate di Gaines chiudono.
Tranne Mad.
Nel frattempo Mad non è più diretta da Kurtzman, perché il nostro ha avuto una proposta da Hefner (il babbo di playboy) e si è scazzato con Gaines. Il dialogo trascritto qui sotto voleva raccontare queste cose.
I primi due numeri di Trump sono bellissimi. Peccato che Hefner abbia deciso di cambiare uffici in quei giorni e stia subendo un casino con la gestione degli spazi pubblicitari.
Trump chiude!

Cosa fa Kurtz?
Decide di autoprodursi!

Mi sembra che la vita di Kurtzman sia una perfetta sintesi delle pulsioni dell’autore che vuole esprimersi con forti motivazioni politiche ed è però costretto dagli eventi a barcamenarsi (come tutti) tra felicità e sicurezza.

Mi sembra che la sua biografia (specie se contrapposta a quella di Al Feldstein – l’Al che viene citato nella chiacchierata qui sotto) racconti moltissimo dell’ossessionante scarto tra pulsioni industriali e necessità espressive. O, se preferisci, tra incrollabile fede nello stipendio sicuro e febbre del racconto…

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20 pensieri su “

  1. cosa centri tutto questo con binder, nückel e ott resta per me un mistero…

    pregherei tutti di cercare di cordinare post e commenti altrimenti me ne vado a Pyongyang

    cerebroleso

  2. a Pyongyang adesso chianato glande autole funetto pel impale funetto autole meglio polta gomma sua a Pyongyang gomme molto dificile Kim-Il Sun ha due gomme ma mica plesta io niente gomma non poso sbagliale mai adesso funetto molto bene mai sbaglia

    Ha Ji-Won

  3. a Pyongyang molto pelicoloso fale funetto dautole molto pelicoloso
    se ti plendono facendo funetto dautole e non sei Kim Jong-il ti poltano in galela ti tengono tanti giolni ti fano cose telibili
    anno fa amico funettista pleso e li ficato Funetto Losso di Kim Jong-il in buco culo
    amico mio poi due mesi senza potel sedelsi a tavolo di disegno culo tutto losso faceva male

    ahahahahahahahahahahahahahah
    culo losso
    ahahahhahahhahahahahahahahaha

    fale funettista d’autole occidente tloppo facile tloppo tloppo facile
    funettisti dautole occidente tanto facile diventano tutti segaioli diventano

    ahahahahahahahahahahahahahahah
    ahahahahahahahahahahahahahahha

    venite a Pyongyang a fale funetto dautole se siete dei veli funettisti checche segaiolo meldosi!!!!

    Ha Ji-Won

  4. funettisti occidente siete tutti bolghesi
    tutti segailo
    tutti meldosi lottinculo
    comunque se venite poltate la gomma qui nientte gomma
    altlimenti aplendete plima a disegnale
    meglio

    Ha Ji-Won

  5. Lo sapevo che la scelta di pubblicare in italiano il libro di guy delisle non poteva portare solo benefici.
    In questo blog è esploso il solito delirio cazzaro.

    Come si dice pirla a pyongyang? Pilla?

  6. Ah, ecco..
    Pyongyang. Di Guy Delisle. Fusi orari, 176 pagine, 16,00 euro … Guy Delisle un autore di fumetti canadese. è nato nel 1966 a Québec ha lavorato a Pyongyang per due mesi, e ne è tornato con un reportage

    guarda un po’ come si devono venire a sapere certe cose, da queste parti

    raf

  7. a Pyongyang conosciuto guy delisle
    lui limasto due mesi in glande albelgo a dlogalsi e scopale lagazzine
    fumetto quello fatto tutto io
    lui semple tloppo suonato non disegna niente deadline semple più vicina mi ha dato venticinque dollali fatto tutto io e mio cugino in una notte

    Ha Ji-Won

  8. con mio cugino fatto dodici dollali lui dodici io e litigato pel dollalo limasto plossima volta a guy chiediamo ventiquatlo

  9. Raf: Delisle ha fatto due libri sui viaggi in oriente.
    Lui fa il capoanimatore per una società canadese che terziarizza (da in outsourcing) animazioni a ditte cinesi e coreane.
    Delisle si ritrova in terre ostili e sconosciute a dover fare il controllo qualità del gruppo di animatori e ha raccontato il tutto in due libri Pyongyang e Shenzen (che a me è piaciuto anche di più).
    I due libri sono usciti per l’association e Pongyang ora è stato tradotto da Fusi Orari / Internazionale.
    A me sembrano molto interessanti (e per un po’ mi sono chiesto come mai questi reportage di viaggi strutturati in capitoli non siano stati pubblicati a puntate su mondo naif)

    Ha Ji-Won: Shenzen l’ha fatto un tuo cugino cinese? Mi vuoi convincere dello stereotipo che vuole che gli orientali siano tutti uguali e disegnino tutti allo stesso modo?

    Bacini
    P.

  10. cugino cinese a quell epoca tutto pleso a disegnale glande male non poteva fale anche shenzen sei matto?
    io invece tutto pleso a disegnale pelsepolis
    alla fine lavolo shenzen abbiamo dovuto outsoulcing e liblo lo ha disegnato zia Kyong Wong Ha

    Ha Ji-Won

  11. ieri è uscito un pezzo di emmanuele trevi sul manifesto che parlava della riedizione di gioventù cannibale dove c’era questo brano qua:

    Versione mutante del fumetto
    Da questo punto di vista, è vero che sono pocchi i modelli letterari italiani che i nostri giovani cannibali hanno potuto far propri e rielaborare. Ma sarebbe davvero ingiusto non ricordare il grande capitale rappresentato dal fumetto italiano d’avanguardia negli anni settanta e ottanta. E’ in riviste come Alter, Il Male, Cannibale (guarda te i titoli come ritornano!) e Frigidaire; e nelle storie di artisti come Pazienza, Tamburini, Liberatore, Scozzari che la lingua letteraria italiana si è prestata a processi di metamorfosi e ibridazione che non hanno quasi paragone nella letteratura ufficiale del periodo. Basterà solo pensare al lavoro sui dialetti (dal pugliese al romanesco), al dadaismo senza briglie, alla forza evocativa e poetica dei testi di Andrea pazienza, mai ridotti a un ruolo ‘servile’ rispetto al disegno, che semai ne esalta la bellezza e l’energia sperimentale. E certo, anche in quei fumetti c’era sesso, c’era merda, c’era sangue. Ma il tragico e il comico, il trash e lo splatter, lungi dall’elidersi a vicenda, collaboravano alla scoperta di una nuova dimensione, di un’ulteriore possibilità di senso, libera dai ricatti del moralismo, anrchica e nichilista fino alle streme conseguenze.

    Una nuova tonalità della lingua
    Per le persone della mia generazione, nate intorno alla metà degli anni sessanta, le avventura di Penthotal e Zanardi, come quelle di Rank Xerox, hanno rappresentato l’apice di un’educazione artistica e sentimentale alla pari dei racconti di Bukowski, delle visioni di Burroughs, della musica dei Talking Heads e dei Joi Division. E non so immaginare un complimento migliore a questo libro del paragonarlo a un numero di una di quelle gloriose e liberatorie riviste, come se questi racconti fossero un’estrema e paradossale mutazione del fumetto, un fumetto scritto.

    cerebroleso

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