Domenica mattina. Prima che il gallo canti, varco la soglia dell’edificio che ospita gli uffici del cliente per cui sto lavorando.
Bile e adrenalina sono gli umori che muovono la chiusura dei progetti. Ora le operazioni di rilascio sono concluse e fino all’attivazione del servizio (avverrà, fra quattro ore, alle 10.00) c’è una tregua.
Quando entri in una sala in cui hanno lavorato tutta notte vieni investito da una zaffata di sudore, alitosi e nervosismo.
Fortuna che di mestiere coordino progetti (sempre meglio che lavorare) e in questi momenti sono – come sempre del resto – completamente inutile.
Scambio cordialità con le persone con cui ho lavorato negli ultimi 4 mesi (con quelle che ancora mi rivolgono la parola: quando fai il responsabile di progetto non riesci sempre a mediare tra tutte le posizione e, qualche volta, tocca di roteare la scimitarra), offro caffé cattivo e merendine muffite alla macchinetta, scherzo con il cliente.
A poche ore dall’attivazione di un servizio, lo scherzo che va per la maggiore è quello che prevede il fallimento del progetto. Dico che non mi preoccupo, perché so che hanno bisogno di qualcuno che ridisegni le righe dei parcheggi. Risate.
Battuta del cazzo, ma quando sei nervoso non ti resta neanche un briciolo del controllo sull’incontinenza verbale di cui solitamente vai orgoglioso.
Ma finirà.
Qualche giorno di analisi (fino a sabato da piano). Poi il rapporto di fine progetto e si chiude.
E poi? Un altro progetto sui cui obiettivi non riesco a sentire il benché minimo coinvolgimento emotivo.
Sarà vita questa?

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13 pensieri su “

  1. sentito più niente d’interessante sui vagoni della ferrovia che trasportano i pendollars?

    cerebroleso

  2. Certo che siete dei bei tipini.
    Nella blogosfera mediamente noi adolescenti ci lamentiamo del pessimo taglio di capelli o del fatto che quella là non ci sta…
    Sono qui a raccontare un po’ dei miei disagi e subito mi rimbrottate sottolineando che sono noioso.
    Stamattina ho letto metà del romanzo di Tiziano Sclavi. Se la seconda metà mantiene le promesse, sono in grado di consigliarvi il libro più inutile e noioso dell’anno.

  3. cazzo, ma c’è ancora qualcuno che possa anche solo lontanamente credere che Sclavi sia un romanziere e non un soggettista senza più trame altrui da scene(sacche)ggiare

  4. lo gnosticismo psiqualunquistico diagnostica il tuo “Un altro progetto sui cui obiettivi non riesco a sentire il benché minimo coinvolgimento emotivo.
    Sarà vita questa?”
    come “depressione post parto”.

    Non è necessario crederci.
    milim

    ps: per dire di qualcosa sfoglio il mio immaginario così come tu sfogli l’immaginario di google per capitolare i tuoi post

  5. “so fare”….L’infinito fare si appagherebbe di un “so” presente? boh! così pretenderebbe la sua rappresentazione isterica.

    milim

  6. orcoddio! la demilimizzazzione di sto posto e’ stato un punto d’arrivo. invece e’ tornata come nei film di carpenter. milimchia, la psicoanalisi fa miracoli per quelli come te e anche il prozac. provali.

  7. …leggendo il post mi era venuta una cosa da dire..ma…ma…leggendo i commenti mi è venuta voglia di dimenticare…peccato…
    drà

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