Compulsione consumistica

Carrello della spesa

 Il sito Read Yourself Raw segnala tutti i mesi i fumetti più importanti (secondo apprezzabili criteri di puzza sotto il naso) acquistabili da Previews (che è il catalogo del distributore Diamond Comics per i negozi specializzati USA).
Questo mese mi sono appuntato:

Making Comics by Scott McCloud (Harper-Collins, $22.95): Terzo saggio a fumetti di McCloud. Sai già tutto. Il primo (Understanding Comics) mi era parso un interessante testo divulgativo; il secondo (Renventing Comics) l’ho trovato letale; vediamo che fa ora.

Popeye Vol 1: I Yam What I Yam by EC Segar (Fantagraphics Books, $14.95). Primo di sei volumi che raccoglieranno tutto il braccio di ferro di Segar. Lo voglio!

An Anthology of Graphic Fiction, Cartoons & True Stories edited by Ivan Brunetti (Yale University Press, $28.00). Dopo il successo del numero speciale di McSweeney’s dedicato al fumetto (e curato da Chris Ware), sembra stia per arrivare un’ondata di antologie che vogliono tentare di replicare l’evento. Questo mese previews annuncia anche The Best American Comics 2006, curato da Harvey Pekar e Anne Moore, però io di Pekar non mi fido molto (le storie di American Splendor sono tra le poche cose disegnate da Robert Crumb che non sono riuscito a leggere – mi è successo anche coi Dirty Laundry Comics, quelli fatti insieme a moglie e figlia)

Big Fat Little Lit, edited by Art Spiegelman & Francoise Mouly (Raw Books & Graphics, $14.99). Raccolta di fumetti apparsi sui primi tre volume di Little Lit.

Do Not Go Where I Can’t Follow by Anders Nilsen (Drawn & Quarterly, $14.95). Ad Angouleme dormiva nel letto davanti la porta del bagno. Era difficilissimo andare a fare pipì senza svegliarlo. Sembrava un tipo tristissimo e, a leggere la descrizione di questo libri, probabilmente ne aveva ottime ragioni.

The Sweeter Side Of R Crumb by Robert Crumb, MQ Publishing, $30.00. Già!

Pulphope: The Art Of Paul Pope by Paul Pope, (Adhouse Books, $29.95). A me ‘sta rockstar del fumetto statunitense piace moltissimo. Durante una gita a New York – alla fine degli anni 90 – avevo trovato questi alboni enormi che raccontavano le storie di ragazzette motorizzate che si accompagnavano a guardie del corpo gigantesche e meccanizzate che potevano tenere tra due dita, perché liofilizzate. Il tutto narrato con pennellata da calligrafo giapponese. Quando ne parlo con gli occhi lucidi, il mio amico Lorenzo mi fa osservare che non capisco un cazzo di fumetti; il mio amico Daniele – che è stupefacente e conosce sempre gli autori più hype del fumetto francese e statunitense cinque anni prima di tutti gli altri – invece mi dice che ormai è cosa vecchia (in realtà ha iniziato a dirmelo non appena l’ho conosciuto io; fa sempre così).

A questo punto, prendo la mia lista e la porto alla Borsa del Fumetto. Qui qualcuno elabora il tutto con tecnologia del tardo Novecento (a naso, seconda metà degli anni 80) e dopo qualche mese mi arriva meno della metà dei libri che ho ordinato (tipicamente quelli che mi interessavano meno o quelli che ho indicato per un errore di valutazione).
Tu – se sei in area milanese – come fai a garantirti le tue letture? (senza tirare in mezzo Amazon, ché in molti casi – non questo mese – si tratta di roba che non viene distribuita in libreria)

Ah… Su Linus da questo mese ci sono i Maakies di Tony Millionaire. Dieci anni fa Daniele diceva che erano una ficata.

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27 pensieri su “

  1. Dottrina per Dottrina
    Dottrina di Bilotta e Di Giandomenico/Doctrine of Opportunity Cost

    “Mirate la dottrina che s’asconde
    Sott’il velame delli versi strani”
    (Dante, Inf. IX, 62)

    Qual è la dottrina che si nasconde sotto il velame dei miei versi strani(stronzate le definisce Spari,
    con finesse oblige da caserma) ?

    E’ la Dottrina del Costo Opportunità (in inglese: Doctrine of Opportunity Cost) che è la più semplice ed
    importante lezione che l’Economia ci insegni e che recita:

    “The true COST of anything is always the forgone alternative.
    The VALUE of anything is always something else.
    The FORGONE alternative may, of course, be LEISURE.”

    Costo Opportunità indica il costo di qualcosa in termini di un’opportunità
    forclusa (e dei benefici che potrebbero derivare da quella opportunità),
    o la più valida alternativa forclusa.
    (per chiarimenti: http://en.wikipedia.org/wiki/Opportunity_cost)

    E’ facendo riferimento alla dottrina economica del Costo Opportunità che rispondo alle domande da te, Spari D’Inchiostro,
    postate in forme ed in tempi differenti,
    dal più recente carrello della spesa, alle vincite di Lascia o
    Raddoppia ed altri post precedenti,
    con le seguenti domande:

    qual è l’Opportunity Cost che, del fumetto, ne zavorra la diffusione?

    1)Che il fumetto è un terreno sequestrato da mani maschili per farne l’oggetto in gara
    nella competizione storicamente maschile di chi sia il più forte o perchè ne ha letti di più o perchè
    conosce più titoli o perchè ne possiede il maggior numero?

    2)Che, – forclusa l’associazione libera TRA figure della Letteratura, della Retorica,della Logica
    E le onomatopee, le battute, le versificazioni, i tagli, le costruzioni paradigmatiche e sintagmatiche, del Fumetto –
    il sapere del Fumetto, il sapere parlato dalle nuvole (umori), rimane
    culturalmente straniato e perciò creduto, dal Pubblico, fuorviante se non addirittura nocivo sul piano della Scienza del Pensare?

    milim

  2. Su Linus da questo mese ci sono i Maakies di Tony Millionaire.

    Daniele aeva ragione dieci anni fa, e ancora di più l’avrebbe adesso! Ne esistono anche dei disegni animati.

    Vicinelli

  3. Making Comics by Scott McCloud

    McCloud, come credo tu abbia intuito, ha il dono di far sembrare banale l’ovvio. Quest’ultimo poi è da evitare, secondo me.

    E poi li hai visti i suoi fumetti? Farsi insegnare il fumetto da lui è come andare a lezione di musica da Vasco Rossi.

    Vicinelli

  4. Al momento dello schianto sotto il tunnel, secondo quanto riferito dal settimanale spagnolo Interviù, Dodi Al Fayed aveva l’organo sessuale fuori dai pantaloni.

    (Torer@)

  5. propongo una norma di comportamento: non si risponde agli anonimi qualunque cosa dicono.
    gli anonimi sono ormai diventati come i ripetenti che spernacchiano compagni e professori durante le lezioni. e siccome questa non è la scuola dell’obbligo…

    il rispetto di questa norma aiuterebbe anche ad abbandondare le proprie doppie e triple personalità.

    un’altra norma salva blog potrebbe essere che intervengono solo utenti registrati. ma questa è un po’ troppo coercitiva, forse…

    ora come ora questo non è più un blog su fumetto e amenità varie, ma è diventanto un laboratorio di autoanalisi collettiva, frequentato anche da monelli che ne approfittano.

    facciamo ripartire questo blog (o sapere fare i bravi solo da igort, dove è fico farsi notare?)?

    micgin

    ps eventuali pernacchie o risate o simili successive a questo blog sarebbero questa volta banali e scontate.

  6. questa volta sono completamente d’accordo con macgin. il comportamento di alcune persone in questo blog riduce la possibilità d’intendimento. alla fine non si capisce + nulla!
    ad esempio, cara Torer@ : io sapevo che era L’AUTISTA, e non DODI AL FAYED, ad avere l’organo sessuale fuori dai pantaloni.

    passando ad altro, nessuno ha risposto al mio quesito sulle forme narrative del settecento/ottocento. sempre così pronti a sparare cazzate e quando vi si chiede qualcosa di specifico nicchiate?
    propongo un’altra norma di comportamento: dovete rispondere sempre ai miei quesiti sulle forme narrative del settecento/ottocento.

    cerebroleso

  7. su lo straniero insistono e pubblicano un’altro articolo a firma paolo interdonato. questa volta la vittima è l’ultimo libro di ghermandi, sul quale il nostro si dilunga per tre pagine.
    avevo già disdetto l’abbonamento ma mi arriva lo stesso. burocratic mitsery.
    c’è però un bellissimo articolo di tota su bacilieri.

    cerebroleso
    cerebroleso

  8. nessuno ha risposto al mio quesito sulle forme narrative del settecento/ottocento. sempre così pronti a sparare cazzate e quando vi si chiede qualcosa di specifico nicchiate?

    Quando hai ragione hai ragione. Sul famoso McSweeney’s dei fumetti di un paio d’anni fa se ne parlava ampiamente. Prometto che più tardi lo cerco e guardo.

    Vicinelli

  9. ha ragione micgin
    e siccome ho qualche colpa
    mi autosospendo per giorni 365 a partire da oggi dai commenti in questo blog
    e con me si autosospendono le altre mie personalità (mai anonime però)
    nina roberts
    e martin cocai

    fate lo stesso

  10. non andale via ma vuoi scambiale micgin con nina lobelts sei matto?

    Ja Hi-Won

    ps, dificile guidale con plincipesa fa pompino. pelicoloso! molto pelicoloso!

  11. Le storie di Topffer si chiamavano histoires en estampes

    Magari se si levano di torno tutti quelli che vengono solo ad annoiare si riesce a parlare di qualcosa.

    Al tipo che dice che non è contento perché si liquidano come cazzate gli sproloqui di chiunque, perché egli/ella è la più colta che c’è in giro per il blog, faccio notare che sta misurando la cultura e che forse si è fatto abbindolare dalle citazioni da lettura scolastica. Anche lui è vittima del distinguo cultura alta/cultura bassa.

    @nonim@

  12. ‘ histoires en estampes ‘
    grazie!

    ma topffer non è già fumetto?

    per i cambiamenti di punto di vista nei diversi disegni delle sequenze (il close-up della trave, il piano generale della folla, l’avvicinamento al volenteroso suicida…) e certa semplificazione ironica nel disegno (in confronto a i suoi contemporanei al meno)

    http://bugpowder.com/andy/e.toepffer_viexbois_1.html

    cerebroleso

  13. completamente d’accordo.
    sono per una definizione ampia di fumetto, come narrazione grafica. e il lavoro di topffer ci rientra tranquillamente.
    alfredo castelli e fabio gadducci, in particolare, hanno svolto ricerche in merito, reperendo centinaia di esempi simili datati diciannovesimo secolo.
    micgin

  14. Was it a coincidence that the only day the Princess could visit the White House was the same day that the President was in New York? Was it a coincidence that John, Jr. married just two days before Diana made her visit to the White House? Was it any accident that Bill Clinton invoked the memory of JKF, just two days after John, Jr. made world headlines with his swift and secret marriage? Our sources don’t think so.

    They believe that Hillary arranged the private meeting with the Princess to offer her something that would induce her to leave Bill alone. President Bill Clinton was the number one candidate to be the husband of Princess Diana. Hillary would be eliminated through an accident or divorce.

    What could Hillary have offered Diana in their White House meeting? Will she help her land the next American President? Or is she simply offering to arrange secret trysts with Diana’s real love, John, Jr. Or, did Hillary tell Diana what was really in store for her at the hands of the NWO?

    Hillary’s offer may be strictly monetary. Hillary is the only person alive that knows the location of the missing money from Nugen-Hand Bank, the CIA drug and weapons money- laundering bank in Australia. After the fall of Nugen-Hand, and the suicide of one of the partners, the money was moved to a little bank named Household, in a small Illinois town near where Hillary grew up. Former CIA Director William Colby was responsible for moving the money to Illinois.

    From Illinois, the money went to Arkansas to cover up a $50 million dollar shortfall in Madison Guarantee, the Savings and Loan of White Water fame. When Madison went down, the 50 million disappeared.

    (Torer@)

  15. paolo, per favore, intervieni…
    manca solo che ti cachino in casa e si puliscano con gli accappatoi dei bimbi…

  16. cara torer@
    la tua storia è interessantissima per davvero!
    tu la faresti come fumetto oppure come una histoires en estampes?
    io (come penso che il fumetto sia morto, insieme all’illustrazione, il rock e la sociologia) propenderei per la seconda, una bella histoires en estampes lasciando fuori tutte le cagate inventate da topffer in poi.

    ma si fa quello che dici tu

    cerebrocesso

    ps, caro anonimo, questa roba degli accappatoi dei bimbi è una vera schifeza.
    se ti sente micgin…

  17. Per una pulizia generica degli accappatoi dei bimbi (in particolare contro “le macchie marroni”) io ho trovato un prodotto che e’ una cannonata: FULCRON della Arexons. Sinceramente trovo che sia molto piu’ efficace di molti solventi (trielina, acetone, acqua ragia) e molto meno dannoso (non attacca i tessutti ne’ emana miasmi). Andrebbe diluito, ma io lo applico a spray e poi spazzolo con spazzolino a setole dure.

    Rodolphe Töpffer

  18. molto bene.
    apprezzo l’ironia, raffinata e fine a se stessa, e dunque mi autosospendo pure io.
    spari è tutto vostro…
    buon divertimento, ragazzi

    micgin

    ps: dei due “infatti”, solo uno era mio: quello preceduto dallo spazio.

  19. “Quando hai amato una donna, la ami anche se poi diventa una troia” ieri Susanna Agnelli in tv.

    (Torer@)

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