Lolita che legge

Durante le vacanze ho letto tantissimo. Il mio amico Boris mi criticherebbe, dicendomi che così non ho vissuto e che la quantità delle letture durante le vacanze è direttamente proporzionale alla tristezza della mia vita. Ancora di più, probabilmente, mi censurerebbe se intuisse la qualità (pessima) della carta stampata che ho stropicciato tra le dita tra un bagno e una coccola a/da moglie e figli. Ho letto quasi esclusivamente quotidiani: corsera, repubblica, manifesto e foglio.
Sì… colpo di scena… anche il foglio, l’orrido organo su cui CL e la destra fondamentalista cristiana cerebroformano i propri quadri e quadretti, voluto gestito e diretto da Giuliano Ferrara.
Il foglio è un giornale turpe, falso e profondamente ideologico, ma io sono allenato: da un paio di decenni leggo – a volte con continuità altre occasionalmente – un sacco di pessima stampa italica turpe, falsa e profondamente ideologica (repubblica, corsera e manifesto, dicevo, ma anche stampa, l’unità, liberazione, avvenire, giornale, sole 24 ore, , …).
Ti devo confessare che non sono nobili i motivi che mi inducono ad acquistare e a leggere il foglio. Non è che io mi infili in edicola e chieda quel giornaletto brandendo idealmente Sun Tzu, “conosci il tuo nemico” (anche perché sento di avere pochi amici e nessuno di essi scrive su quotidiani). Lo leggo perché ne ho voglia. Mi sembra scritto bene (mediamente e per quanto sia possibile leggere buona scrittura su un quotidiano) e a volte mi fa ridere sguaiatamente. Faccio un esempio: lì sopra ci scrive Meotti. Questo signore è uno che passa gran parte del suo tempo a teorizzare la superiorità del cristiano su chiunque altro e i messaggi che passa sono da ultrà del cattolicesimo. Utilizza linguaggio pomposo e muove affermazioni completamente prive di dubbio. Accusa frontalmente musulmani, darwinisti e atei, muovendo attacchi assoluti.
E’ incredibile. Sembra l’alfiere di una dittatura totalitaria emersa da un racconto distopico inglese (uno di quelli dell’ondata di “New World”, per intenderci).
Uno così dovrebbe farmi paura. Invece, quando scrive, Meotti svacca. Dopo poche righe perde qualsiasi forma di contegno. Da commentatore, analista, giornalista (o quello che c’è scritto sul suo documento d’identità alla voce professione) si trasforma in profeta e costruisce frasi bellissime che sembrerebbero esigere la presenza degli angeli dell’apocalisse a sfiatare nelle trombe.
Le sue interviste, poi, sono veri gioielli. Il foglio pubblica solo interviste letterarie (molte descrizioni, le domande poste in forma indiretta e le risposte in virgolettato) e questo garantisce a Meotti la possibilità di chiosare, commentare, confutare o esaltare quanto affermato dall’interlocutore che dopo un paio di frasi scompare nella prosa egomaniaca dell’intervistatore. Geniale e divertentissimo.

Devo infine ammettere che alcuni momenti di quel giornale mi piacciono moltissimo. Trovo molto ben fatta l’edizione del lunedì (per non lavorare durante il fine settimana e garantire la presenza in edicola del giornale il lunedì – la domenica il foglio non esce – Ferrara fa assemblare una rassegna stampa nazionale selezionando articoli dagli altri quotidiani usciti dal lunedì al venerdì) e mi sembra anche che alcune recensioni siano ottime. Durante il mese di agosto, in un paio di occasioni, il foglio ha dato notizie – c’erano notizie sui giornali in agosto? – con un giorno di anticipo rispetto agli altri quotidiani (è successo per esempio per lo scambio di mail tra Padoa Schioppa e Gavazzi), per i restanti giorni – chiudendo alle 20.30 in modo da permettere a tutti i redattori di andare tranquillamente a cena – ha bucato decine di notizie.
Mi sa che continuo a leggerlo saltuariamente.
Sarò grave?

Ah… Il più bel graphic novel letto da un sacco di tempo s’intitola Molto forte, Incredibilmente vicino, lo ha scritto Jonathan Safran Foer e in Italia lo edita Guanda. Lancinante. Sono un cuor di mollica e ho pianto tantissimo.

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6 pensieri su “

  1. Molto forte, incredibilmente vicino non è una graphic novel. Però è bellissimo lo stesso.
    Il foglio invece fa schifo al cazzo.
    Ciao
    Teodoro

  2. Molto forte, incredibilmente vicino non è una graphic novel.

    Non hai capito l’intenzione di D’inchiostro.

    Ciao, Vicinelli

  3. E chi sei tu? L’interprete del bloggher? Raccontamela tu l’intenzione di spari…
    Al massimo una roba con le parole e qualche disegno è un libro coi disegni. Non una graphic novel.
    Ciao
    Teodoro

  4. Raccontamela tu l’intenzione di spari…

    Io? Non è colpa mia né mia responsabilità se non ci arrivi da solo (e se t’incazzi se te lo si fa notare).

    Vicinelli

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